Intervista ai Veeblefetzer: tra Zerocalcare e Brass’n’Roll!

a cura di: Antonio Bastanza

© Matteo Viellie

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato dei Veeblefetzer e del loro nuovo singolo Katabum, uno dei brani di punta della colonna sonora de “La profezia dell’Armadillo“, il film di Emanuele Scaringi ispirato dalla omonima Graphic Novel di Zerocalcare. Trascinati dai ritmi irresistibili delle loro canzoni abbiamo fatto un po’ di domande alla band romana che ha movimentato il rigido protocollo del red carpet della Mostra del cinema di Venezia con una entrata in scena tutta suoni e colori.

 

Partiamo dall’inizio: chi sono i Veeblefetzer, come nascono e come sono arrivati qui?

Erano mesi che avevo un sogno ricorrente. Una mattina del 2012 con una buona dose di intraprendenza, follia e voglia di suonare ho chiamato gli altri e ci siamo trovati il nome più tortuoso e bizzarro possibile, per evitare di cadere nell’insipido. Da subito non volevamo etichettarci e ci ha stregato l’idea di rimanere liberi di sperimentare con i suoni.

Il vostro è un mix di puro rock’n’roll con accenti balcanici e venature reggae: quali sono stati i vostri riferimenti musicali e com’è nato il vostro sound così particolare?

Definirsi è limitarsi. Lo diceva un aforista come Oscar Wilde. La miscela è senza dubbio l’elemento che più di tutti ha carburato il nostro motore. Ci interessano le sonorità impure, contaminate con ingredienti particolari e stravaganti rispetto ai generi ben definiti. Siamo sempre stati molto esterofili e abbiamo da subito guardato alle scene oltreconfine. Dobbiamo molto ai Balkan Beat Box, ai Chinese Man, ai Beirut seppure loro siano molto più morbidi e noi più all’arrembaggio, a Will and The People, ai Fat Freddy’s Drop, al nostro mentore Tom Waits e a tutta una costellazione di band dell’underground intergalattico che continuano ad esplorare costantemente la commistione di generi. Personalmente in questi mesi ascolto molta elettronica afro e tropicale come Chancha Via Circuito, Dengue Dengue Dengue, The Busy Twist. Inoltre abbiamo una grande venerazione per tutto quello che è o proviene dalla musica dub.

Avete girato i palchi di mezza europa e tutta italia e, a vedere i video dei vostri concerti, regalate al vostro pubblico set scatenati e coinvolgenti, dando l’impressione di divertirvi da morire durante i concerti e riuscendo sempre a creare una fantastica chimica tra voi e la gente: quanto vi piace esibirvi dal vivo?

Il palco dona una sferzata di rock’n’roll a tutto quello che facciamo. Combattiamo con noi stessi per mostrare anche la nostra natura più inconfessata, quella più dolce e sinuosa, ma la verità è che spaccare è tutto. Guardare le persone negli occhi anche è tutto. E finire con tre botti di cannone anche è tutto. Amore, sudore e rumore.

Raccontateci un po’: come è nata la vostra partecipazione alla colonna sonora de “La profezia dell’armadillo”?

Il regista Emanuele Scaringi qualche anno fa ci ha visti dal vivo e mentre ragionava sulla colonna sonora del film ci ha chiamati per uno scambio di idee. Da lì è nata una prolifera collaborazione che ci ha portato a partecipare al film con tre brani e alcuni commenti musicali.

Il vostro ingresso nella sala in cui veniva proiettato il film alla Mostra del cinema di Venezia è stato a dir poco spettacolare: ci raccontate come è nata l’idea e quali sono state le reazioni del pubblico?

E’ stato tutto molto spontaneo. C’era molta gente. C’era Adriano Panatta che ci guardava con sguardo esortativo. A quel punto ci siamo impadroniti della sala per un paio di minuti, come fosse un nostro palco. Dice che non l’aveva mai fatto nessuno. Da non crederci.

Quando potremo vedervi dal vivo? Che progetti avete per il futuro?

I progetti sono tanti. Milioni di milioni. In questi giorni esce il nostro nuovo esplosivo singolo, Katabum. Darà il via alle novità musicali che pubblicheremo man mano tra l’autunno e l’inverno. Uscirà la colonna sonora ufficiale del film e saremo parte del secondo volume dell’Istituto Italiano di Cumbia, compilation curata da Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti. Se gli astri lo vorranno a giorni annunceremo una importante data romana.

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Redazione

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