“Complimenti” Alessandra, bentornata!

© Ilenia Tesoro

A cura di Vincenzo Noletto

Contini

Continenatale
(UMA Records)

 

Tracklist

1)Calypso
2)Deserta
3)Io Vivo Qui
4)Mucho Macho
5)Complimenti
6)Giorno Dopo Giorno
7)L’Ultima Sera
8)L’Amore Può Durare?
9)Come Non Detto
10)La Misura Della Felicità
11)Da Atlantide

 

Vi capita mai di voler conoscere una persona?
Cioè, quella sensazione che vi pervade quando incrociate lo sguardo di un’altra persona che non conoscete ma ne percepite una personalità affine?
Istantaneamente vi viene voglia di entrare nella sua dimensione, capire cosa v’ha preso, per quale motivo vi sentite attratti da una personalità di cui si vede solo la punta dell’iceberg: l’espressione in uno sguardo.
Se non v’è mai successo lo strano sono io, se invece questa cosa v’è successa almeno una sola volta nella vita sapete di cosa sto parlando.
Cosa c’entra tutto sto casino col nuovo album di Contini?
La cosa è facile.
È da novembre che il singolo che anticipa “Continentale”, ovvero il nome dell’album, gironzola in rete e dal 2 marzo su Youtube c’è anche il video di questo pezzo.
Primo ascolto del singolo: meh.
Ore dopo ero lì a canticchiarlo.

Giorni dopo la pubblicazione del video mi sono accorto di aver imparato a memoria il testo e perso il conto delle visualizzazioni collezionate sul “tubo”.
A un certo punto arriva la cartella stampa, in cui l’artista parla del lavoro dietro all’album, e mi colpisce questa frase:

“Lavorare al mio disco solista è stato come riscoprire il mio continente interiore. Ogni canzone è una tappa, un breve episodio del mio viaggio personale che ho deciso di rivelare agli altri”

Voglio capirci meglio, voglio visitarlo ‘sto continente interiore, voglio fa le stesse tappe portato a braccio da Alessandra (per chi è arrivato a questo punto del pezzo e si chiede dove ha già visto/sentito parlare di Alessandra Contini, ve lo dico così trovate pace: se ricordate del duo “Il Genio” vi ricordate anche di lei.).
C’ha ragione.
C’ha perfettamente ragione.
Poteva sembrare una di quelle frasotte sparate lì per sembrare profondi e intellettualoidi a spiovere, e invece il percorso è esattamente quello.
Tappe, che raggiungono il climax della “maturità” e della sicurezza e consapevolezza con la traccia numero 5 (indovinate qual è?), che segna il disco come un Avanti e Dopo Cristo.
Una dimensione tutta sua, che sembra come quella di un carattere di una persona, un modo di interpretare i testi che non si fa sopraffare dalle musicalità tendenti al vintage con spruzzate di elettronica.
Da fotografo, spesso faccio a pugni con chi non conosce la differenza tra un fotografo e un “nonfotografo”, che si riassume nell’essere autori: far qualcosa nel proprio modo, riconoscibile anche senza nessuna didascalia o firma. Contini è un’autrice, e in ogni pezzo testimonia una parte di sé, del suo vissuto, del suo gusto, delle sue sonorità preferite, delle cose che bisogna dire e non dire.
Un album che finisce troppo presto, così come quando passi una bella serata con una ragazza che ti piace e che avresti voluto baciare sotto casa sua e che invece ti molla con un sorriso fatto con gli occhi sbattendo forte la portiera dell’auto.

Adesso aspetto solo il palco.
Le ho scritto su Instagram chiedendole se c’è già qualcosa in programma sul fronte live e mi ha detto che non c’è ancora niente di confermato ma che ci stanno lavorando…ed io non vedo l’ora.
St’album è un sacco carino e se vi piace il genere non potete non prenderlo.
Dove ascoltarlo in streaming? C’è già su Spotify.

 

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