“Non importa”: nuovo disco di Erri

 

A cura di Renata Rossi

ERRI

“Non Importa”
(Viceversa Records/ Audioglobe / Believe)

 

 

Carlo Natoli, “Erri, dopo l’album che ha segnato il suo esordio da solista, “Dentro la stessa tempesta”, torna con “Non Importa”. Il  cantante, già coi Gentless3 e Blessed Child Opera, ha anche prodotto Entrofobesse e Saint Huck e lavorato per la realizzazione di piccole gemme come gli album di Nazarin e Silent Carnival. Non meraviglia, dunque, che il nuovo lavoro sia ben arrangiato e curato in ogni particolare: nonostante ci troviamo davanti ad un disco di cantautorato italiano sono diverse le soluzioni originali e personali che si muovono in un tappeto sonoro incisivo. I brani, carichi di un’urgenza emotiva e narrativa, guardano oltre i confini, oltreoceano, in un folk umbratile e vibrante che crea un vortice di inquietudine profonda alimentata talvolta da cavalcate psichedeliche sul finale (Luce, Spendore Eterno).

Un disco ambizioso e anarchico, considerato dallo stesso autore un concept, più che musicale, concettuale, visto che segue dei binari precisi, quelli di una protesta non urlata, di una lotta condotta con versi e parole forti che riescono a scuotere coscienze e animi.
I testi denunciano una società, la nostra, contorta e difficile da vivere, approfondiscono vicende personali che riusciamo a fare nostre, sembrano parlare di noi e dei nostri sbagli, della guerra contro i demoni che ci appartengono. Un’elettricità improvvisa ci colpisce e riporta a galla emozioni che sembravano sopite, mentre la musica scorre senza fretta, tra collassi ed esplosioni.

Una scrittura lucida e colta che in apertura ci porta nel mondo del fotografo Antoine D’Agata, più in là ritrae Emma Goldman, femminista anarchica, e in cui trova spazio anche l’intimità nel ricordo di un padre che non c’è più.
In chiusura anche il riarrangiamento di “I Tuoi Anni Migliori”di Nicola Manzan, Bologna Violenta, che in una nuova orchestrazione d’archi, regala luce nuova a brano contenuto nel precedente album. L’aiuto prezioso di amici come i Silent Carnival, Blindur o i già citati Bologna Violenta arricchiscono un album da assaporare verso dopo verso.

 

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