{"id":16864,"date":"2017-04-06T21:00:54","date_gmt":"2017-04-06T19:00:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=16864"},"modified":"2017-11-03T16:45:23","modified_gmt":"2017-11-03T15:45:23","slug":"siren-festival-2017-i-primi-nomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2017\/04\/06\/siren-festival-2017-i-primi-nomi\/","title":{"rendered":"SIREN FESTIVAL 2017: I PRIMI NOMI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Associazione Stardust Productions e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/dnaconcertieproduzioni\/?fref=ts\" target=\"_blank\">DNA concerti<\/a> sono orgogliose di annunciare <\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>I PRIMI NOMI DEL SIREN FESTIVAL 2017<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>ALLAH LAS \u2022 APPARAT dj \u2022 ARAB STRAP<\/strong><br \/>\n<strong>BAUSTELLE \u2022 DANIEL MILLER \u2022 TRENTEM\u00d8LLER<\/strong><br \/>\n<strong>And more\u2026<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-16865 size-large\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2017\/04\/SIREN-FESTIVAL-1024x1024.jpg\" alt=\"\" width=\"730\" height=\"730\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><strong>Dopo una lunga attesa, siamo felici di annunciare i primi nomi della quarta edizione del <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sirenfestival\/?fref=ts\" target=\"_blank\">SIREN FESTIVAL<\/a> che si svolger\u00e0 a Vasto dal 27 al 30 luglio.<br \/>\nDa gioved\u00ec 6 aprile saranno disponibili su www.sirenfest.com gli abbonamenti early bird per la manifestazione al costo di 50 euro pi\u00f9 diritti di prevendita.<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/facebook.com\/allahlasmusic\" target=\"_blank\"><strong>ALLAH LAS<\/strong><\/a><br \/>\nFreschi di pubblicazione del bellissimo Calico Review, pubblicato nel settembre del 2016, gli Allah-Las arrivano al Siren.<br \/>\nL\u2019universo sonoro degli Allah-Las \u00e8 una perfetta miscela di pop stile British Invasion, di psichedelia della West Coast americana e di grezzo rock&#8217;n&#8217;roll garage.<br \/>\nSin dal primo singolo, (Catamaran) nel 2011, il quartetto viene prodotto da Nick Waterhouse sulla sua Pres Label. Nel 2012\u00a0 il produttore fonda la nuova label Innovative Leisure e li porta con s\u00e9, producendo il loro omonimo debutto. E&#8217; l&#8217;inizio dell&#8217;ascesa per la band californiana che riceve critiche entusiastiche anche in Europa, dove il suo debutto a Londra viene descritto dal Guardian come &#8220;a blissful 45 minutes on a cold night\u201d.\u00a0 Gli Allah Las si affermano come i capofila di un intero filone revivalista nei suoni,\u00a0 celebrato anche in diverse serie televisive (&#8220;Aquarius&#8221; con David Duchovny di X-Files e Californication). Il 2014 vede la pubblicazione del secondo album Worship the Sun che non tradisce i fan e conferma il loro talento e il loro stile.<br \/>\nDue anni dopo arriva Calico Review, raccolta di gemme pop psych pubblicato con la Mexican Summer che mette in luce la capacit\u00e0 della band di andare oltre il revivalismo e di dar vita ad un universo sonoro originale, frutto di diverse influenze.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/apparat.official\" target=\"_blank\"><strong>APPARAT dj<\/strong><\/a><br \/>\nGrazie a lui, il dancefloor ha (ri)scoperto un\u2019anima: giocare anche sull\u2019espressivit\u00e0, sulle emozioni, su dolci e feroci malinconie, e non unicamente sull\u2019architettura ritmica. Apparat, alias Sascha Ring, classe 1978, \u00e8 ormai a pieno titolo uno dei giganti dell\u2019elettronica contemporanea: lo \u00e8 da solista (\u201cWalls\u201d, 2007, \u00e8 un caposaldo assoluto), lo \u00e8 stato nelle collaborazioni con Ellen Allien (la co-produzione di \u201cBerlinette\u201d o l\u2019album a due \u201cOrchestra Of Bubbles\u201d), lo \u00e8 nell\u2019aver dato vita assieme agli amici Modeselektor al supergruppo Moderat (tra album all\u2019attivo, il primo nel 2009, e un successo che ha abbattuto steccati come pochissimi altri nell\u2019ultimo decennio).<br \/>\nMa lo \u00e8 fin da quando John Peel, nel 2004, lo invitava ospite delle sue \u201cSessions\u201d. Un\u2019artista a trecentosessanta gradi, capace di passare dalle colonne sonore da compositore per il teatro su rifrazioni ambient e post rock (\u201cKrieg Und Frieden\u201d, 2013) a un\u2019attivit\u00e0 da dj fatta con piglio e personalit\u00e0, dove le radici della musica elettronica cos\u00ec come oggi la conosciamo si si sviluppano su gemme old school, schegge acid, lunghe escursioni techno oscure ed inquietanti, arrivando per\u00f2 a contaminarsi con le frequenze basse e le ritmiche spezzate pi\u00f9 contemporanee. Anche dietro la console, la sua visione \u00e8 insomma forte, inconfondibile, unica. Una dote rara, al giorno d\u2019oggi. Davvero rara.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/arabstrapofficial\" target=\"_blank\"><strong>ARAB STRAP<\/strong><\/a><br \/>\nA venti anni dalla loro formazione e a dieci dal loro scioglimento, gli\u00a0 ARAB STRAP dopo una mitica reunion lo scorso anno per tre live andati sold out in poche ore IN UK, arrivano al SIren Fesival, freschi di pubblicazione di un doppio album contenente secret hits e rarities dalla loro carriera.<br \/>\nil duo cult-pop scozzese, composto da Aidan Moffat e Malcolm Middleton, arriva in Italia per celebrare il compleanno della band ad un anno dalla grande reunion ed a pochi mesi della pubblicazione del doppio album celebrativo.<br \/>\nL\u2019omonima compilation, che racconta i dieci anni di una carriera tanto influente quanto controversa, mostra tutte le straordinarie capacit\u00e0 di una band che ha sempre rifiutato di conformarsi a qualsiasi aspettativa. Dall\u2019ottima Shy Retirer al piano noir di Love Detective, dal lo-fi sconnesso di The Clearing all\u2019elettronica spartana di Rocket, Take Your Turn, gli Arab Strap si sono rivelati sempre senza paura ed originali sin dal primo minuto di Aidan in First Big Weekend del 1996.<br \/>\nL\u2019idea di una possibile reunion per una serie di concerti anniversario \u00e8 arrivata nello stesso momento in cui la band si \u00e8 sciolta, ha confessato Middleton. &#8220;Credo che il giorno in cui andammo al pub e ci siamo sciolti, scherzammo sul fatto che gli Arab Strap si sarebbero riuniti 10 anni dopo per festeggiare il momento. Quindi si tratta proprio di questo: un\u2019occasione per godere della musica che abbiamo fatto, ancora una volta\u201d.<br \/>\nTutti coloro che da anni sentono nostalgia del suono inimitabile e indimenticabile del duo,voce fondamentale dell\u2019indie rock, saranno finalmente ripagati dell\u2019attesa!<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/baustelleofficial\" target=\"_blank\"><strong>BAUSTELLE<\/strong><\/a><br \/>\nMentre il tour teatrale di presentazione dell\u2019album L\u2019AMORE E LA VIOLENZA \u00e8 ormai arrivato al giro di boa, facendo registrare ovunque il tutto esaurito, i BAUSTELLE annunciano oggi la loro partecipazione al SIREN Festival, nell\u2019ambito del tour estivo intitolato L\u2019ESTATE, L\u2019AMORE E LA VIOLENZA.<\/p>\n<p>L&#8217;AMORE E LA VIOLENZA (Warner Music) \u00e8 il nuovo acclamato album dei Baustelle prodotto artisticamente da Francesco Bianconi e mixato da Pino &#8220;Pinaxa\u201d Pischetola. Composto da dodici brani \u2013 dieci canzoni e due brani strumentali \u2013 si tratta del settimo album di studio del gruppo.<\/p>\n<p>\u201cQuando penso a questo disco l&#8217;aggettivo che mi viene in mente con pi\u00f9 frequenza \u00e8 &#8220;colorato&#8221;\u201d \u2013 dice Francesco Bianconi. \u201cVolevamo fare un disco con dentro le canzoni pop che non sentiamo mai alla radio, fare un disco di canzoni pop che per una volta, come una volta, non temano di rivelare una propria eccitante complessit\u00e0. Questo \u00e8 forse il nostro disco pi\u00f9 libero, da questo punto di vista. In una intervista di qualche mese fa ho detto che &#8220;L&#8217;amore e la violenza&#8221; sarebbe stato un disco &#8220;oscenamente pop&#8221;. Questo intendevo: musica che non si vergogna di esibire la propria libert\u00e0. In questo senso \u00e8 &#8220;colorato&#8221;: nella maniera in cui gioca a essere libero. Chi l&#8217;ha detto che non si pu\u00f2 far suonare Haydn e Moroder nella stessa stanza? Dipende dal modo in cui li fai suonare, e dal coraggio che hai nel lasciarli provare.\u201d<\/p>\n<p>La band di Francesco Bianconi (voce, chitarre, tastiere), Claudio Brasini (chitarre) e Rachele Bastreghi (voce, tastiere, percussioni) sar\u00e0 affiancata sul palco da Ettore Bianconi (elettronica e tastiere), Sebastiano De Gennaro (percussioni), Alessandro Maiorino (basso), Diego Palazzo (tastiere) e Andrea Faccioli (chitarre).<\/p>\n<p><strong>DANIEL MILLER<\/strong><br \/>\nFondatore della Mute Records, colui che ha scoperto nomi come Depeche Mode o Moby (giusto per citarne due, ma l\u2019elenco sarebbe lunghissimo): Daniel Miller, classe 1951, potrebbe vivere di rendita sul suo status di leggenda della discografia mondiale.<br \/>\nMa la sua attitudine, da sempre visionaria, spigolosa, rivolta verso il suono del futuro, lo ha portato negli ultimi anni a reinventarsi una carriera come dj in campo techno ad altissimo livello. Nasce tutto dall\u2019invito dell\u2019amico (e fan!) Karl O\u2019Connos, alias Regis \u2013 met\u00e0 del duo Sandwell District, un\u2019istituzione della techno britannica pi\u00f9 solida e priva di compromessi \u2013 per dividere la console durante un set al Berghain, santuario assoluto della club culture globale pi\u00f9 intransigente e rigorosa. Niente di nostalgico, nessun set revival a celebrare glorie passate (come la seminale hit \u201cWarm Leatherette\u201d, anno 1978, la produzione che ha lanciato Miller nell\u2019industria discografica alternativa), ma suoni cupi, cattivi, inquietanti, una tech-house perfettamente al passo coi tempi se non direttamente con un futuro sinistramente distopico. Da l\u00ec in avanti sono arrivate chiamate di enorme prestigio: lo Space ad Ibiza, il Melkweg durante l\u2019Amsterdam Dance Event, il S\u00f3nar, il Bootleg a Tel Aviv, Culture Box a Copenhagen, una Boiler Room a Berlino targata m_nus su invito diretto di Richie Hawtin.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.facebook.com\/trentemoller\" target=\"_blank\"><strong>TRENTEM\u00d8LLER<\/strong><\/a><br \/>\nRicami melodici che colpiscono al cuore, attenzione al suono in ogni minimo dettaglio, la capacit\u00e0 di combinare sensibilit\u00e0 indie e quelle elettroniche con un piglio raro, molto personale: \u00e8 con queste armi che il danese Anders Trentem\u00f8ller \u00e8 diventato uno degli artisti pi\u00f9 amati dell\u2019ultimo decennio. Una storia d\u2019amore, quella fra lui e un pubblico fin dall\u2019inizio molto vasto, preparato e trasversale, iniziata dalle sue prime produzioni (una serie di EP a partire dal 2003) e soprattutto dal suo album d\u2019esordio \u201cThe Last Resort\u201d, anno 2006, finito all\u2019epoca in moltissime classifiche sui migliori album dell\u2019anno, dandogli definitiva consacrazione. I successivi \u201cInto The Great Wide Yonder\u201d (2010) e \u201cLost\u201d (2013) non hanno fatto che confermare il suo status di artista sia di culto, sia in grado di parlare a pubblici diversi, sfaccettati.<br \/>\nLa musica di Trentem\u00f8ller sfugge infatti catalogazioni precise: il suo tocco molto personale nell\u2019attraversare le coordinate comprese fra elettronica ed indie non si fa in alcun modo ingabbiare in traiettorie predeterminate. \u201cFixion\u201d, uscito a settembre 2016, pi\u00f9 che essere una rivoluzione rispetto al suo predecessore \u201cLost\u201d (lavoro che probabilmente meglio di tutti \u00e8 riuscito a catturare e raccontare lo spirito della musica Trentem\u00f8ller nella sua traduzione live, l\u00ec dove gli album precedenti erano pi\u00f9 \u201cavventure da studio\u201d) ne \u00e8 una prosecuzione ideale. Restano alcuni fondamentali tratti distintivi: il tocco malinconico, la preziosit\u00e0 delle soluzioni melodice ed armoniche, un romanticismo di fondo molto scuro.<br \/>\nEnergia che contrassegna sempre pi\u00f9 il suo aspetto live, dal 2007 con una vera e propria band e non pi\u00f9 in solitaria. Il tour che segue l\u2019uscita di \u201cFixion\u201d vede Anders Trentem\u00f8ller sul palco con altri quattro rodati compagni d\u2019avventura, tra cui Marie Fisker alla voce, pronti a destreggiarsi tra basso, chitarra, batteria e vari synth. Un organico di grande impatto, la cui forza \u00e8 ulteriormente valorizzata dal solito attentissimo lavoro su luci e visuals e dal contributo dell\u2019artista svedese Andreas Ermenius (gi\u00e0 responsabile dell\u2019artwork di \u201cFixion\u201d e regista dei video dei tre singoli da esso estratti), che ha curato il design del palco.<\/p>\n<p><strong>Siamo felici di presentare il nuovo artwork per il SIREN FESTIVAL 2017, a cura di Gianni Puri<\/strong><br \/>\nGianni Ian Puri \u00e8 un illustratore, architetto e musicista con base a Roma.<br \/>\nLavora nel campo dell&#8217;illustrazione editoriale, della grafica musicale e pubblicitaria. Cofondatore e art director di La Macchina Studio.<br \/>\nAma il riverbero e gli animali dal collo lungo.<br \/>\nNell\u2019ideare il nuovo artwork per il Siren Festival 2017, Gianni ha immaginato il festival come energia vitale che illumina la citt\u00e0, come un mare che avvolge e inonda ogni angolo di Vasto!<\/p>\n<p><strong>ABBONAMENTO EARLY BIRD DISPONIBILE DAL 6 APRILE<\/strong><br \/>\n50 euro + d.p. abbonamento venerd\u00ec e sabato<br \/>\nwww.sirenfest.com<br \/>\nwww.bookingshow.it<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Associazione Stardust Productions e DNA concerti sono orgogliose di annunciare I PRIMI NOMI DEL SIREN FESTIVAL 2017 ALLAH LAS \u2022 APPARAT dj \u2022 ARAB STRAP <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2017\/04\/06\/siren-festival-2017-i-primi-nomi\/\" title=\"SIREN FESTIVAL 2017: I PRIMI NOMI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":16865,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[730,3],"tags":[597],"class_list":["post-16864","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-festival","category-news","tag-dna-concerti"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16864","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=16864"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16864\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":16867,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/16864\/revisions\/16867"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/16865"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=16864"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=16864"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=16864"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}