{"id":30801,"date":"2018-03-11T17:52:52","date_gmt":"2018-03-11T16:52:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=30801"},"modified":"2018-03-12T12:02:12","modified_gmt":"2018-03-12T11:02:12","slug":"sharazad-un-carico-di-emozioni-e-idee","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2018\/03\/11\/sharazad-un-carico-di-emozioni-e-idee\/","title":{"rendered":"Sharazad: un carico di emozioni e idee"},"content":{"rendered":"<p>A cura di:<strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/renata.rossi.39\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> Renata Rossi<\/a><\/strong><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-30805\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sharazad.jpg\" alt=\"\" width=\"350\" height=\"350\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sharazad.jpg 960w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sharazad-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sharazad-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sharazad-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/sharazad-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharazadmusic\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Sharazad<\/strong><\/a> \u00e8 il nome della band nata nel 2015 dalle idee e dalla passione per la musica di tre ragazzi della provincia di Milano, <strong>Diego De Franco, Alessandro Moroni e Federico Uluturk<\/strong>, ai quali presto si sono aggiunti <strong>Simone Albertocchi<\/strong> e <strong>Stefano Ferrarese<\/strong>. Gli inizi sono piuttosto convincenti e i ragazzi nel loro primo omonimo Ep dimostrano di saper creare un giusto mix tra sperimentazione e rock. Oggi il linguaggio dei cinque ragazzi milanesi appare pi\u00f9 sicuro e articolato, frutto di un lavoro affrontato con la giusta passione ed entusiasmo.<br \/>\nIl titolo <em>Neanide<\/em>, incuriosisce molto e pu\u00f2 far venire in mente qualcosa dei Bachi da Pietra, gruppo distante peraltro musicalmente dai tre ragazzi milanesi. Neanide rappresenta infatti lo stadio giovanile di alcuni insetti destinato ancora a un certo numero di mute, ma gi\u00e0 abbastanza simile all&#8217;insetto adulto. Pi\u00f9 che interesse per l&#8217;entomologia \u00e8 chiaro dunque come il titolo voglia rappresentare una fase di maturazione della band che \u00e8 riscontrabile nella loro musica. Il suono dei brani di <em>Neanide<\/em> appare infatti pi\u00f9 libero che in passato, meno rispettoso di paletti da mantenere e capace di raccontare qualcosa di credibile e personale.<br \/>\nMolto curioso l\u2019utilizzo della voce, lasciata maggiormente da parte rispetto al passato, utilizzata solo in alcune parti di brani per poter \u201cspiegare\u201d al meglio la musica spesso tramite i cori e le armonie vocali di Diego, Federico e Stefano.<\/p>\n<p>Il disco \u00e8 accompagnato dal progetto grafico di <strong>Giulia Ratti<\/strong>, con illustrazioni diverse per ciascuno dei sei brani dell&#8217;album.<\/p>\n<p>L\u2019album si apre con &#8220;<em>Fulmine<\/em>&#8220;, traccia strumentale post-rock che crea la giusta atmosfera di attesa per i brani a seguire. In &#8220;<em>Questioni&#8221;<\/em> il linguaggio cambia: il soul accarezza l\u2019ascoltatore e l&#8217; accompagna col giusto piglio verso il limbo etereo del finale.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Il fabbro \u00e8 morto<\/em>&#8221; \u00e8 una sorta di suite morbida ma obliqua, che alterna fasi musicali diverse, in cui il rock e echi prog\u00a0 prendono il sopravvento su una parte iniziale ariosa.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Sig. Wilson&#8221;<\/em>, inizia calmo, librandosi nell&#8217;aria dolcemente fino al punto in cui un crescendo continuo, una ritmica pi\u00f9 sostenuta e un&#8217;elettronica disturbante lo accendono nel finale regalando emozioni e trasportando la mente altrove, in altri spazi e in mondi lontani.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Crossover<\/em>&#8220;, singolo dell&#8217;album, &#8220;scomoda&#8221; come ha gi\u00e0 fatto <strong>Dario Brunori<\/strong>, la societ\u00e0 liquida del filosofo <strong>Bauman<\/strong>, parlando di una musica liquida; il pezzo, acceso, acido, trascina in atmosfere pscichedeliche e prog, accese come i colori del video che l&#8217;accompagna.<\/p>\n<p>In &#8220;<em>Giove<\/em>&#8220;, brano di chiusura, riecheggiano i suoni di <em>The Division Bell<\/em> dei <strong>Pink Floyd <\/strong>di <strong>Gilmour<\/strong>, con un crescendo epico nella parte centrale, un&#8217;alternanza tra calma e disordine che rimanda ai <strong>Mogwai<\/strong> e una chiusura sul finale, in cui voci lontane creano un&#8217;intensit\u00e0 struggente.<\/p>\n<p><em>Neanide<\/em> \u00e8 dunque un album davvero interessante, fa venire la voglia di riascoltarlo pi\u00f9 e pi\u00f9 volte per assaporare emozioni che un ascolto superficiale non pu\u00f2 dare. Il lato pi\u00f9 creativo degli <strong>Sharazad<\/strong> emerge per\u00f2 dal vivo, non c&#8217;\u00e8 dubbio&#8230;<\/p>\n<p>E non vediamo l&#8217;ora di sentirli suonare in giro per i palchi d&#8217;Italia!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/Hz_LcUlMMAI\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A cura di: Renata Rossi &nbsp; Sharazad \u00e8 il nome della band nata nel 2015 dalle idee e dalla passione per la musica di tre <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2018\/03\/11\/sharazad-un-carico-di-emozioni-e-idee\/\" title=\"Sharazad: un carico di emozioni e idee\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":30805,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[4238,8,2274,977,7],"tags":[5569,147,5570,5573,2219,570,5571,5572],"class_list":["post-30801","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alt-rock","category-uscite","category-post-rock","category-psichedelia","category-recensioni","tag-alessandro-moroni","tag-diego-de-franco","tag-federico-uluturk","tag-giulia-ratti","tag-renata-rossi","tag-sharazad","tag-simone-albertocchi","tag-stefano-ferrarese"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=30801"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":30811,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/30801\/revisions\/30811"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/30805"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=30801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=30801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=30801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}