{"id":32078,"date":"2018-04-14T13:50:00","date_gmt":"2018-04-14T11:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=32078"},"modified":"2018-04-19T20:49:22","modified_gmt":"2018-04-19T18:49:22","slug":"tra-david-lynch-e-carmelo-bene-intervista-a-rodolfo-montuoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2018\/04\/14\/tra-david-lynch-e-carmelo-bene-intervista-a-rodolfo-montuoro\/","title":{"rendered":"Tra David Lynch e Carmelo Bene: intervista a Rodolfo Montuoro"},"content":{"rendered":"<p>Intervista a cura di : <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/renata.rossi.39\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Renata Rossi<\/strong><\/a><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-32096 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/montuoro.jpg\" alt=\"\" width=\"240\" height=\"249\" \/><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rodolfomontuoro.music\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Rodolfo Montuoro<\/strong><\/a>, musicista eclettico e colto, dopo l&#8217;ambizioso album \u201c<b><i>Nacht&#8221;<\/i><\/b>, diviso in due \u201cmovimenti\u201d, \u201c<b><i>Orfeo<\/i><\/b>\u201d e \u201c<b><i>Lola<\/i><\/b>\u201d, torna il 27 aprile con un nuovo lavoro, \u201c<b><i>Voices<\/i><\/b>\u201d.<\/p>\n<p>L&#8217;album, ostico e di non facile ascolto, gode tuttavia di un fascino e di un incanto raro: la teatralit\u00e0 messa in scena nei suoi pezzi \u00e8 accompagnata da intarsi musicali elettronici, da richiami intensi e ammalianti che si muovono creando intrecci visionari. I testi trattano temi ermetici e apparentemente inaccessibili in cui le voci utilizzate riescono ad andare oltre al significato delle parole utilizzate. Nell&#8217;album ritroviamo tra le altre quelle di due grandi maestri apparentemente lontani tra loro: <strong>Carmelo Bene e Roberto Pedicini.<\/strong><\/p>\n<p>Le sensazioni scaturite dall&#8217;ascolto di &#8220;<em>Voices<\/em>&#8221; e\u00a0 la curiosit\u00e0 verso un lavoro cos\u00ec particolare, ci hanno spinto a voler rivolgere qualche domanda a Rodolfo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Vorrei partire dal titolo, &#8220;Voices&#8221;. Le voci che utilizzi nell\u2019album sono tante, ci\u00f2 che esprimono va molto al di l\u00e0 delle parole e sembra che assumino una forma, una fisionomia reale o quantomeno immaginaria.<\/strong><\/p>\n<p>S\u00ec, in realt\u00e0 l\u2019intero album ruota attorno a questo concetto: la voce non \u00e8 soltanto veicolo del significato. Certe volte, quando c\u2019\u00e8 in essa un\u2019intenzione o un sentire forte, \u00e8 capace di esprimere molto di pi\u00f9 rispetto a quello che semplicemente dice. Credo che si possa facilmente sperimentare questo paradosso ascoltando <strong>Dinah Washington, David Bowie, Maria Callas, Chris Cornell <\/strong>o anche<strong> Britney Spears<\/strong> quando, tanto per dire, canta <em>Piece of me<\/em> di <strong>Tricky<\/strong>. Gli esempi possono essere innumerevoli e ognuno di noi ha il suo repertorio. Ci\u00f2 pu\u00f2 avvenire non solo attraverso il canto: sappiamo tutti per esperienza che l\u2019effetto si manifesta anche sulla scena della rappresentazione teatrale o cinematografica, quando certi attori riescono magicamente a trasmettere qualcosa d\u2019imponderabile che prescinde dalle battute in copione. <strong>Marlon Brando<\/strong>, per fare un esempio, \u00e8 sempre stato citato per questa sua capacit\u00e0 di debordare dalla scena e di toccare direttamente, singolarmente, lo spettatore. La voce agisce a tanti livelli: c\u2019\u00e8 un livello che significa, descrive, denota o racconta ma pu\u00f2 esserci anche un altro strato pi\u00f9 profondo e sottocutaneo che provoca immagini altre, non descritte, tutte nostre mentre siamo in ascolto: trame impreviste o reveries che, grazie alla voce, entrano immediatamente in risonanza con le nostre emozioni.<br \/>\nC\u2019\u00e8 un effetto tridimensionale o anche quadrimensionale nella voce che gli antichi conoscevano benissimo: non a caso, nelle rappresentazioni tragiche usavano la \u201c<em>maschera<\/em>\u201d per far venire a galla il pi\u00f9 possibile le espressioni subliminali della phon\u00e9 ma anche per far ribollire all\u2019interno l\u2019emissione sonora.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Sempre in relazione alla voce, credo che nel messaggio, nella comunicazione verbale, sia pi\u00f9 importante il tono, la timbrica, il ritmo, la musicalit\u00e0 della voce che ci\u00f2 che si dice. \u00c8 cos\u00ec? E i silenzi, quanto contano, quanto sono importanti nella trasmissione di un qualsivoglia messaggio?<\/strong><\/p>\n<p>Se non ricordo male, <strong>Robert Fripp<\/strong> ha detto in maniera perfettamente lapidaria che nel silenzio esistono tutte le possibilit\u00e0 della musica. E che la musica \u00e8 un modo per contenere il silenzio o dargli forma. La musica \u00e8 la forma del silenzio. Potremmo dire la stessa cosa della voce e del canto. Qui c\u2019\u00e8 un passaggio dal nulla all\u2019essere, dall\u2019indicibile al significato, dal silenzio all\u2019espressione. Ma noi sappiamo bene che il non essere, l\u2019indicibile e il silenzio sono come l\u2019infinito oceano rispetto alla goccia d\u2019acqua. Secondo me, ogni musicista, ogni poeta non dovrebbe mai perdere quest\u2019umile consapevolezza. Possiamo esprimere anche le pi\u00f9 meravigliose melodie o le parole pi\u00f9 vere e toccanti ma non \u00e8 niente, niente di niente rispetto agli immensi oceani del silenzio. \u00c8 pur vero che senza la musica, la voce o il canto il silenzio sarebbe inavvertibile. Ma il poeta e il musicista non possono fare a meno del silenzio per comporre le loro trame.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Tra le voci utilizzate ci sono quelle di due grandi maestri: Carmelo Bene e Roberto Pedicini, diversi tra di loro e unici, capaci di costruire opere, emozionare milioni di persone. Mi spieghi il motivo di questa scelta?<\/strong><\/p>\n<p><strong>Carmelo Bene<\/strong> e <strong>Roberto Pedicini<\/strong>, secondo me, sono la \u201cprova\u201d di quanto abbiamo detto a proposito di ci\u00f2 che, nella voce, sconfina oltre il significato. Provate ad ascoltarli. Carmelo Bene ha esercitato la sua phon\u00e9 per smantellare un\u2019idea del teatro come \u201crappresentazione\u201d, (o)mettendo continuamente in scena l\u2019annullamento del senso e dell\u2019io, con la sola sua voce usata a mo\u2019 di scandaglio, verso quel vuoto o quel silenzio che, come lui dice, \u201c\u00e8 la fine di ogni arte, di ogni storia, di ogni mondo\u201d. Roberto Pedicini, pur avendo tutte le stimmate dell\u2019attore, si \u00e8 invece voluto annullare dando voce alle grandi star che ha doppiato (<em>Kevin Spacey, Jim Carrey, Javier Bardem, Denzel Washington<\/em> eccetera). Per raggiungere pi\u00f9 profondamente l\u2019uditorio del mondo devi necessariamente sparire come soggetto (sociale, economico, politico\u2026) e farti unico come la tua voce. (E questo, forse, vale ancor di pi\u00f9 nell\u2019epoca di Facebook.) Insomma, pur nell\u2019inevitabile ed evidente diversit\u00e0, e anche se l\u2019accostamento \u00e8 senz\u2019altro anacronistico, per me Carmelo Bene e Roberto Pedicini sono entrambi votati al dileguamento, entrambi in grado di suscitare vertigini, intimit\u00e0 e pelle d\u2019oca, entrambi capaci di usare la voce come uno strumento potente, commovente e sofisticatissimo. Sempre oltre il significato delle parole.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Cos\u2019\u00e8 per te la phon\u00e9, tanto cara a Carmelo Bene?<\/strong><\/p>\n<p>Il termine phon\u00e9 ha una larghissima estensione. Deriva dal greco e indica sia la voce in generale (dell\u2019animale, dell\u2019uomo, di dio) che l\u2019insieme dei fenomeni sonori. Definire la phon\u00e9 non \u00e8 tanto facile perch\u00e9 \u00e8 stata anche oggetto di una fortissima rimozione nella nostra cultura. Per lo pi\u00f9, da Platone in poi, \u00e8 stata soprattutto phon\u00e9 semantik\u00e9, legata cio\u00e8 a una semantica, a un significato, a un ragionamento, a un logos. Cos\u00ec \u00e8 stata disincarnata e sterilizzata del suono fisico, del silenzio che contiene, del corpo, dell\u2019individualit\u00e0. Eppure sappiamo per esperienza che la voce di ognuno di noi \u00e8 irriducibile, riconoscibile, unica come un\u2019impronta digitale. Sappiamo che, con i suoi toni, le sue pause, le sue frequenze, le imperfezioni, rivela di noi stessi molto ma molto di pi\u00f9 di ci\u00f2 che ci diciamo nella conversazione sociale. Ecco, Carmelo Bene e Roberto Pedicini sono riusciti \u2013 pur dileguandosi \u2013 a restituire corpo e singolarit\u00e0 alla parola, alla vocalit\u00e0, spalancando \u2013 ognuno a suo modo \u2013 una dimensione immaginaria, imprevedibile e polimorfica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Andiamo alla musica, cos\u2019\u00e8 che ascolta Rodolfo Montuoro? Musicalmente quali sono i cantautori\/band che hanno ispirato il tuo lavoro?<\/strong><\/p>\n<p>In questa particolare epoca della mia vita, amo ascoltare il nulla. Davvero. Lo dico senza ironia, senza iperbole. E forse, oggi pi\u00f9 che mai, immersi come siamo nello streaming universale, quest\u2019esperienza \u00e8 finalmente possibile. Evviva!<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>\u201c<strong>Fall City<\/strong><\/em><strong>\u201d<\/strong> <strong>\u00e8 il titolo del tuo primo brano, ma, come gli appassionati sapranno, anche uno dei luoghi che ha ospitato le riprese di Twin Peaks. Il tuo pezzo ha anche molto di cinematografico, crea una colonna sonora emozionante e coinvolgente. Vuole essere un omaggio a Lynch?<\/strong><\/p>\n<p>Certo. A proposito di polimorfismo, Lynch non poteva di certo mancare. Fall City, l\u2019autentica Twin Peaks, per me \u00e8 come un Olimpo in miniatura in cui si giocano cosmologie, mitologie, esperimenti antropologici e crimini sentimentali, fatali contaminazioni di mondi e oltremondi. La sacra follia visionaria di Lynch \u00e8 stata per me, durante gli anni di incubazione di Voices, un\u2019istigazione continua. Nel mio piccolo, dovevo necessariamente rendergli omaggio. Tra l\u2019altro, nell\u2019opera di Lynch il discorso sulla voce segue un canale criptico, parallelo a quello dell\u2019immagine. La voce \u00e8 spesso deformata, truccata, amplificata, travestita: basti pensare all\u2019agente\u00a0Gordon Cole (impersonato dallo stesso Lynch) che parla sempre urlando, provocando continuamente uno straneamento negli interlocutori, o ai versetti svenevoli delle sue cantanti nei siparietti di fine puntata o a quelle voci sataniche, rallentate, invertite fino all\u2019indecifrabile in bocca ai mostri della Loggia nera o, ancora, alle dizioni strampalate di tanti personaggi. Insomma, Lynch utilizza intenzionalmente la voce per dar fuoco alle polveri di un potenziale visionario gi\u00e0 di per s\u00e9 straripante ed esplosivo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel tuo percorso creativo, nasce prima il testo o la musica?<\/strong><\/p>\n<p>Per me il testo \u00e8 sempre musica, sempre. Non c\u2019\u00e8 altro che musica: nella lettura, nella scrittura, nell\u2019ascolto, soprattutto nel dialogo interiore.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Chi \u00e8 \u201cSamael\u201d, il personaggio che d\u00e0 il nome al tuo terzo brano? Si parla di diavoli, arcangeli, figure incomprensibili all\u2019uomo ma forse molto pi\u00f9 vicine di quanto si possa credere\u2026<\/strong><\/p>\n<p>Samael \u00e8 un personaggio biblico, destinato al silenzio, al non-essere e al vuoto: \u00e8 l\u2019amante segreto di Lilith, bonario e sterminatore; \u00e8 l\u2019angelo della morte e il sicario di dio, devoto fino al fanatismo, ribelle fino all\u2019insurrezione, ragionatore nel portare avanti la sua missione, folle fino all\u2019accecamento. Votato contemporaneamente al bene e al male. \u00c8 una figura infelice e destinata alla sconfitta. Demone e insieme arcangelo, incarna tutte le qualit\u00e0 dell\u2019umano, quelle cortesi e quelle distruttive. Pu\u00f2 darsi che sia il calco originario di Adamo e, proprio per questa sua natura increata, indecisa, non pu\u00f2 prendere posizione e, dunque, non pu\u00f2 vivere. In questa sottrazione sta anche il suo potere e la sua forza o l\u2019estrema possibilit\u00e0 di riscatto. In Voices una figura cos\u00ec raggrumata, cos\u00ec scultorea, trova piena cittadinanza.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Nel tuo disco ci\u00f2 che risalta sono i contrasti a cominciare dalla copertina in cui statue antiche sono circondate da fasci di luce che sembrano provenire da una discoteca, l\u2019utilizzo di musica d\u2019avanguardia e dell\u2019elettronica accompagnata da testi arcaici, profondi e intensi. Gli opposti possono trovare un punto d\u2019incontro, o un punto d\u2019incontro non esiste?<\/strong><\/p>\n<p>Il punto d\u2019incontro, probabilmente, non esiste. La conciliazione, la sintesi \u00e8 l\u2019invenzione dei filosofi pigri. \u00c8 questa la maledizione di Samael, che cova tutto in s\u00e9. Conviene invece tenere sempre acceso il contrasto, farlo lavorare, farlo agire, portarlo al pi\u00f9 alto livello creativo, produttivo, poietico. Far funzionare gli opposti come i poli di una bobina elettrica. Dare sempre \u201cvoce\u201d al contrasto. Come ci insegna Lynch, \u00e8 proprio cos\u00ec che si sprigiona l\u2019immaginazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>\u00c8 in programma un live tour? Puoi anticiparci qualcosa?<\/strong><\/p>\n<p>Sono troppo geloso di Voices per andarmene in tour. Per ora, almeno.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Intervista a cura di : Renata Rossi &nbsp; Rodolfo Montuoro, musicista eclettico e colto, dopo l&#8217;ambizioso album \u201cNacht&#8221;, diviso in due \u201cmovimenti\u201d, \u201cOrfeo\u201d e \u201cLola\u201d, <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2018\/04\/14\/tra-david-lynch-e-carmelo-bene-intervista-a-rodolfo-montuoro\/\" title=\"Tra David Lynch e Carmelo Bene: intervista a Rodolfo Montuoro\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":32096,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[564,4,8],"tags":[5773,5775,5774,5772,5776],"class_list":["post-32078","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alternative","category-interviste","category-uscite","tag-carmelo-bene","tag-lynch","tag-roberto-pedicini","tag-rodolfo-montuoro","tag-voices"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32078","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=32078"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32078\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":32333,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/32078\/revisions\/32333"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/32096"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=32078"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=32078"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=32078"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}