{"id":39298,"date":"2018-10-08T14:22:44","date_gmt":"2018-10-08T12:22:44","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=39298"},"modified":"2018-10-08T14:23:21","modified_gmt":"2018-10-08T12:23:21","slug":"fresu-e-petrella-al-teatro-verdi-di-firenze_venerdi-12-ottobre-al-via-la-seconda-edizione-di-a-jazz-supreme","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2018\/10\/08\/fresu-e-petrella-al-teatro-verdi-di-firenze_venerdi-12-ottobre-al-via-la-seconda-edizione-di-a-jazz-supreme\/","title":{"rendered":"Fresu e Petrella al Teatro Verdi di Firenze_venerd\u00ec 12 ottobre al via la seconda edizione di A Jazz Supreme"},"content":{"rendered":"<div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>A Jazz Supreme<\/strong><\/span><\/div>\n<\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"font-size: 14pt;\"><strong>Seconda edizione al via venerd\u00ec 12 ottobre ore 21:15\u00a0<\/strong><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><span style=\"color: #ff0000; font-size: large;\"><b>Paolo Fresu e Gianluca Petrella inaugurano la seconda edizione di A Jazz Supreme al Teatro Verdi di Firenze\u00a0<\/b><\/span><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><i>In programma otto concerti dedicati alle migliori proposte del jazz contemporaneo.<\/i><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\"><i>Primo appuntamento al Verdi, i successivi concerti in Sala Vanni.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-39299 size-full\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/jazz-supreme.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/jazz-supreme.jpg 600w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2018\/10\/jazz-supreme-300x150.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/div>\n<div>\n<div><\/div>\n<\/div>\n<div>Firenze, 8 ottobre 2018 &#8211; Ispirata dal disco A Love Supreme,\u00a0 ritenuto all&#8217;unanimit\u00e0 il capolavoro di John Coltrane nonch\u00e9 uno dei dischi pi\u00f9 importanti della storia della musica, la rassegna A Jazz Supreme\u00a0 diretta da Fernando Fanutti del Musicus Concentus e dal pianista Simone Graziano giunge alla sua seconda edizione e inaugura<b>\u00a0venerd\u00ec 12 ottobre\u00a0<\/b>al Teatro Verdi di Firenze\u00a0<b>con l&#8217;esclusivo concerto di Paolo Fresu e Gianluca Petrella<\/b>.<\/div>\n<div>L&#8217;estemporaneo incontro fra questi due grandi nomi del jazz contemporaneo, protagonisti sino ad oggi di alcune avventure musicali in comune, \u00e8 da annoverare nel libro della creativit\u00e0 assoluta. Fresu e Petrella hanno dalla loro una grande preparazione tecnica, volta innanzitutto alla ricerca del suono tout-court; anche per questo entrambi non sono nuovi alle frequentazioni nel mondo dell&#8217;elettronica, usata appunto anche in questa occasione con la massima duttilit\u00e0 ed intelligenza possibili, seguendo l&#8217;ormai famoso motto inventato da Brian Eno, che indica un uso appunto &#8220;intelligente&#8221; della macchina, laddove dunque sia l&#8217;uomo a controllare la macchina e mai il contrario. Il resto \u00e8 pura gioia per le orecchie dell&#8217;ascoltatore anche perch\u00e9 il duo si diverte e riesce a divertire, attraversando territori di assoluta originalit\u00e0, toccando &#8220;sacri&#8221; standard della storia della musica afro-americana e brani originali.<\/div>\n<div>Una formazione dalle grandi possibilit\u00e0 &#8220;esplosive&#8221; sia per l&#8217;alta capacit\u00e0 di produzione d\u2019idee collegata alle peculiari personalit\u00e0 musicali in gioco, sia per la ricerca di nuove architetture, mai scontate in un progetto, almeno sulla carta, impegnativo e comunicativo come quello del duo, figurazione tra le pi\u00f9 difficili del mondo della musica improvvisata.<\/div>\n<div>Ad aprire il concerto di Fresu e Petrella saranno i fiorentini\u00a0<b>\u00a0\u2044handlogic<\/b>, gi\u00e0 vincitori del Rock Contest di Controradio nel 2016. La band ha all&#8217;attivo oltre 100 concerti e nella scorsa primavera si esibita per la prima volta in un tour europeo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><u><b>A partire dal suo secondo appuntamento la rassegna si trasferir\u00e0 presso la Sala Vanni in Piazza del Carmine (Firenze)<\/b><\/u>. Qui venerd\u00ec 19 ottobre terr\u00e0 banco il tentetto di Beppe Scardino, ensemble che ha debuttato lo scorso ottobre con il sostegno di Pisa Jazz e che costituisce la realizzazione di un desiderio degli ultimi anni di Scardino, quello dell\u2019organico allargato.<\/div>\n<div>Nasce cos\u00ec questo gruppo dal suono compatto, dinamico ed antitetico: una sezione ritmica elettrica e ruvida (rhodes, chitarra, contrabbasso, batteria elettronica) contrapposta ad una sezione fiati ampia (3 sassofoni\/ clarinetti, 2 trombe\/corni, tuba). Contrasti e simmetrie.<\/div>\n<div>Il materiale compositivo proposto da Scardino \u00e8 la sintesi di molti elementi di ricerca personale degli ultimi anni: la poliritmia, gli estremi, i temi lunghi, le piccole cellule, la ripetizione ossessiva, la densit\u00e0 armonica, l&#8217;eterno crossover tra i cosiddetti generi. Collaboratore per anni del trombonista Gianluca Petrella (nei gruppi Cosmic Band ed Il Bidone) con il quale ha modo di esibirsi nei maggiori jazz festival italiani ed europei, Beppe Scardino ha fatto parte del quintetto di John De Leo e della sua Grande Abarasse Orchestra, ha suonato per anni con il cantautore Bobo Rondelli, ha collaborato, anche come arrangiatore, con i Virginiana Miller, con la cantautrice Emma Morton, con i Bad Love Experience, con Mezzala. Suona con i Calibro 35, con i quali ha partecipato nel febbraio 2018 al tour di presentazione dell\u2019ultimo lavoro, \u201cDecade\u201d.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Il 26 ottobre\u00a0<\/b>uno dei concerti pi\u00f9 attesi di questa seconda edizione di AJS, ovvero il duo\u00a0<b>Iverson\/Turner<\/b>, composto dal sassofonista Mark Turner e il pianista Ethan Iverson.<\/div>\n<div>L&#8217;incontro fra i due avviene durante alcune jam session del 1990 a New York City, quando entrambi avevano gi\u00e0 avviato le loro carriere individuali. Il primo, Ethan Iverson, pianista, compositore e scrittore, \u00e8 molto noto nel mondo del jazz per aver fatto parte del trio Bad Plus (esibitosi a Firenze in Sala Vanni nel 2002)\u00a0 ed aver collaborato, tra gli altri, con Ron Carter, Al Heath, Bill Frisell, Charlie Hafen, Lee Konitz. Con i Bad Plus ha avuto il merito di rinnovare il linguaggio della classica formula pianoforte-contrabbasso-<wbr \/>batteria con massicce dosi di pop e avanguardia; una band capace di superare con slancio i paletti dei generi codificati e di muoversi con disinvoltura tra Ornette Coleman e Prince.<\/div>\n<div>Il secondo, Mark Turner, \u00e8 sicuramente uno dei pi\u00f9 grandi tenoristi presenti sulla scena mondiale ed ha collaborato, tra gli altri, con la big band di Dave Holland. Caratterizzato da una voce strumentale di grande bellezza e intensit\u00e0 espressiva messa al servizio di un estro melodico superiore, Turner \u00e8 riuscito a elaborare compiutamente un proprio stile rigoroso e inconfondibile, e fa indiscutibilmente parte di quella el\u00ecte di musicisti che sta fornendo un importante contributo all&#8217;evoluzione del linguaggio improvvisativo del jazz.<\/div>\n<div>Un decennio dopo il loro primo incontro Turner e Iverson sono entrati a far parte del quartetto di Billy Hart, collaborando a due album targati ECM; adesso, con Temporary Kings debuttano finalmente con un album in duo. In questo lavoro Iverson e Turner esplorano il terreno comune tra gli intricati toni della scuola Trsitano\/Marsh e la crescente intimit\u00e0 della moderna musica da camera. L&#8217;album presenta sei brani originali di Iverson (tra cui il nostalgico pezzo solista Yesterday&#8217;s Bouquet) e due di Turner (tra cui Myron&#8217;s World, traccia che ha acquisito uno status di quasi-classicit\u00e0 tra i jazzisti contemporanei).<\/div>\n<div>Il cd comprende anche una traccia un po&#8217; fuori dagli schemi, in stile blues (Unclaimed Freight) ed una sorprendentemente melodica, quasi raveliana, traccia di apertura dedicata alla citt\u00e0 svizzera nella quale l&#8217;album \u00e8 stato registrato (Lugano).<\/div>\n<div><b>L&#8217;esibizione di\u00a0 Iverson\/ Turner sar\u00e0 introdotta da Michelangelo Scandroglio \u201cIn the Eyes of the Whale\u201d<\/b>, progetto prende spunto dalle melodie rockeggianti e malinconiche dei Radiohead e dei Beatles, ispirandosi fortemente al jazz contemporaneo di Ambrose Akinmusire e Gerald Clayton.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Pipe Dream<\/b>, in Sala Vanni\u00a0<b>venerd\u00ec 2 novembre<\/b>, \u00e8 il frutto della collaborazione internazionale tra Hank Roberts e quattro tra i musicisti pi\u00f9 creativi e trasversali della nuova scena italiana (Pasquale Mirra, Zeno De Rossi, Giorgio Pacorig e Filippo Vignato), nato come produzione originale del festival Jazz &amp; Wine of Peace di Cormons nell&#8217;ottobre 2017.<\/div>\n<div>Da questo incontro si \u00e8 originata una formazione dal suono singolare, capace di spaziare tra atmosfere cameristiche, echi africani, new music e folk-rock statunitense, che ha preso forma stabile, ha completato un primo tour nell&#8217;autunno scorso e ha registrato un CD in uscita per CAM Records nel 2018.<\/div>\n<div>Attraverso i suoi quasi quarant\u2019anni di carriera, Hank Roberts ha creato al violoncello una propria originalissima voce, abbracciando improvvisazione astratta, melodie folk, musica contemporanea e vigorose rock songs. Nato in Indiana nel 1954, Roberts si \u00e8 fatto un nome nella leggendaria scena Downtown nella New York degli anni &#8217;80 a fianco di Tim Berne, Marc Ribot , John Zorn, e soprattutto di Bill Frisell, con il quale collabora dal 1975.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><b>Jakob Bro Trio<\/b>\u00a0\u00e8 il gruppo capitano da Jakob Bro che il\u00a0<b>9 novembre\u00a0<\/b>si esibir\u00e0 a fianco di Joey Baron alla batteria e Thomas Morgan al basso. Jakob, chitarrista, bandleader e compositore, nasce nel 1978 in Danimarca, dove grazie al padre avviene il primo approccio con la musica. All&#8217;inizio una forte passione per la tromba, ma \u00e8 dopo aver scoperto la musica di Jimi Hendrix che lascia lo strumento a fiato per la chitarra che studia presso diverse scuole: dalla Royal Academy of Music di Danimarca, alla Berklee School di Boston fino alla New School di New York.<\/div>\n<div>Attualmente attivissimo, Jakob fa parte del gruppo del batterista Paul Motian ed \u00e8 membro del quintetto transeuropeo di Tomasz Stanko. Come bandleader ha pubblicato molti dischi caratterizzati da un eccezionale roster di musicisti come Lee Konitz, Bill Frisell, lo stesso Paul Motian, Kenny Wheeler, Paul Bley, Chris Cheek, Thomas Morgan, e molti altri ancora. Nel 2009 e nel 2013 ha ricevuto il premio Jazz Special per il Danish Jazz Record of the Year e nel 2012 il premio onorario DJBFA mentre nel 2013 \u00e8 stato inserito nella top 10 dell&#8217;Annual Critics Poll Rising Stars della celebre rivista Downbeat e ha ricevuto il premio \u201cCompositore dell&#8217;anno\u201d dalla Danish Music Publishers Association.<\/div>\n<div>Jakob Bro ha inoltre ricevuto 5 Danish Music Awards ed \u00e8 stato inserito nella Jazz Denmark&#8217;s Hall of Fame, sia nel 2006 che nel 2012 \u00e8 stato premiato dalla Danish Arts Foundation, mentre nel 2014 la trilogia Balladeering, Time &amp; December Song \u00e8 stata nominata per il Premio Musicale dei Consigli Nordici.<\/div>\n<div>Tra i suoi mille progetti appunto il trio, formazione in cui lo vedremo in Sala Vanni, insieme a Thomas Morgan e Joey Baron, quest&#8217;ultimo vecchia conoscenza del Musicus Concentus e musicista che ha collaborato, fra gli altri, con David Bowie e Micheal Jackson. Il trio ha registrato due album per la ECM nel novembre 2013 e nel 2015.\u00a0<b>In apertura Evita Polidoro \u201cMirror\u201d<\/b>,\u00a0 ensemble che esplora le sonorit\u00e0 pianoless, presentando un repertorio di brani originali e momenti di improvvisazione libera.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>La collaborazione con il Music Pool, partner storico del Musicus Concentus, si concretizza anche nella produzione del concerto\u00a0<b>Stefano Tamborrino Seacup<\/b>, previsto per\u00a0\u00a0<b>venerd\u00ec 16 novembre<\/b>. Seacup, letteralmente &#8220;tazza di acqua marina&#8221; \u00e8 la sintesi di un mare interiore. Apparentemente circoscrivibile all&#8217;area di un contenitore, esso conserva la difficolt\u00e0 di controllo dovutagli alla propria natura liquida e imprevedibile. L&#8217;onda pu\u00f2 essere la culla del nostro sguardo, tuttavia essa medesima, ha in s\u00e9 la capacit\u00e0 di spazzare via un intero paesaggio.<\/div>\n<div>Il sestetto si compone di un organico inusuale in cui possiamo riconoscere il classico quartetto d\u2019archi, arricchito per\u00f2 dalla creativa presenza di batteria, elettronica, voce, sassofono e clarinetti. L&#8217;opera di composizione \u2013 principalmente affidata a Stefano Tamborrino \u2013 si \u00e8 stesa in un periodo concentratosi tra la met\u00e0 di giugno e la fine di luglio 2017. L&#8217;intensa attivit\u00e0 svolta in poco pi\u00f9 di un mese estivo ha partorito quarantacinque minuti di musica scritta e arrangiata, alla quale sono andati a sommarsi gli episodi di improvvisazione. I protagonisti di questo incontro sono diversi. Stefano Tamborrino \u00e8 uno dei pochi strumentisti ritmici italiani ad aver varcato l&#8217;oceano con una band americana; si espone in un inatteso ruolo di compositore sulla linea di rasoio, in bilico tra una moltitudine di colori che rendono il prodotto finale libero da ogni classificazione di genere.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Penultimo appuntamento della rassegna, previsto per\u00a0<b>venerd\u00ec 23 novembre<\/b>, \u00e8 il concerto per solo piano dello statunitense\u00a0<b>Craig Taborn<\/b>.\u00a0 Il pianista fa parte della generazione venuta alla ribalta negli anni &#8217;90 e cresce in una citt\u00e0 \u2013 Minneapolis \u2013 che vede pure l&#8217;emergere di gruppi come The Bad Plus e Happy Apple, una cerchia di musicisti che condivide l&#8217;assoluta mancanza di pregiudizi nei confronti degli stili. Inizia i suoi studi di pianoforte proprio quando gli viene regalato un sintetizzatore: sintomo dello sviluppo di un pensiero aperto alle molte possibilit\u00e0 di confrontare tra loro mondi espressivi diversi. Non appena entra in scena, Taborn \u00e8 considerato un jazzman tout-court: standard e modernismo virtuoso sono il bagaglio che pu\u00f2 mettere in mostra nel gruppo di James Carter. Ma le cose cambiano in fretta, entra in contatto con l&#8217;astrattismo sonoro di un Tim Berne, lavora con Dave Douglas e viene chiamato nel grande organico di Roscoe Mitchell. Sono nuove esperienze formative, cui si aggiunger\u00e0 in seguito anche quella pi\u00f9 fusion e groovy nella band Underground del sassofonista Chris Potter. Come leader Taborn esce dapprima con due dischi in trio, nel 2004 con l&#8217;inclassificabile Junk Magic e dopo lunga pausa lo scorso anno con il recital in solitaria Avenging Angel.<\/div>\n<div>Il concerto di Taborn sar\u00e0 introdotto dal duo composto da Samuele Strufaldi &amp; Tommaso Rosati, sul palco della Sala Vanni con un sound che passeggia tra scrittura contemporanea e improvvisazione, tra glitch e drone, tra elettronico e acustico in una ricerca continua di alternanza tra equilibrio perfetto e contrasto estremo.<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Chiude la rassegna,\u00a0<b>venerd\u00ec 30 novembre<\/b>, l&#8217;ensemble\u00a0<b>Gabriele Mitelli ONG Crash<\/b>: un\u00a0 quintetto d\u2019eccezione che porta a Firenze il jazz del futuro.<\/div>\n<div>Gabriele Mitelli \u00e8 il talento italiano dell\u2019anno per la storica rivista Musica jazz e il debutto discografico del suo nuovo progetto O.N.G. \u201cCrash\u201d \u00e8 stato considerato tra i migliori dischi jazz del 2017 per la European jazz chart e per Il giornale della musica.<\/div>\n<div>Uscito a maggio 2017 per la Parco della Musica Records, il progetto O.N.G. \u201cCrash\u201d \u00e8 stato ideato dal trombettista bresciano: un quartetto composto dallo stesso Mitelli (pocket tromba, genis russo, elettronica) e da Enrico Terragnoli (chitarra elettrica), Gabrio Baldacci (chitarra elettrica baritono) e Cristiano Calcagnile (batteria), musicisti di altissimo profilo che vantano collaborazioni con artisti come Markus Stockhausen, Anthony Braxton, Stefano Bollani, Carla Kihlstedt, Tristan Honsinger, William Parker, Paolo Fresu ed Enrico Rava, per citarne solo alcuni. Partendo da brani di riferimento come \u201cA tratti\u201d dei C.S.I., \u201cSleep talkin\u201d di Ornette Coleman o \u201cLanquidity\u201d di Sun Ra, le composizioni dell\u2019ensemble si dilatano tra ampie sezioni di improvvisazione e sonorit\u00e0 jazz ruvide, attraverso le potenzialit\u00e0 timbriche, ritmiche e melodiche di ogni strumento.<\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><i>Le attivit\u00e0 del Musicus Concentus sono realizzate con il contributo del Ministero dei Beni e delle Attivit\u00e0 Culturali e del Turismo, della Regione Toscana, del Comune di Firenze e della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze.\u00a0<\/i><\/div>\n<div><\/div>\n<div><\/div>\n<div><b><span style=\"color: #ff0000;\">A JAZZ SUPREME \u2013 seconda edizione\u00a0<\/span><\/b><\/div>\n<div><\/div>\n<div>Teatro Verdi, Via Ghibellina 99, Firenze<\/div>\n<div>12 ottobre: Paolo Fresu &amp; Gianluca Pertrella<\/div>\n<div>+ \u2044handlogic<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Sala Vanni, Piazza del Carmine 14, Firenze<\/div>\n<div>19 ottobre: Beppe Scardino BS 10<\/div>\n<div>26 ottobre: Iverson\/ Turner<\/div>\n<div>+ Michelangelo Scandroglio &#8220;In the Eyes of the Whale&#8221;<\/div>\n<div>2 novembre: Pipe Dream<\/div>\n<div>9 novembre: Jakob Bro Trio<\/div>\n<div>+ Evita Polidoro &#8220;Mirror&#8221;<\/div>\n<div>16 novembre: Stefano Tamborrino Seacup \u2013 in collaborazione con il Music Pool<\/div>\n<div>23 novembre: Graig Taborn Solo Piano<\/div>\n<div>+ Samuele Strufaldi &amp; Tommaso Rosati<\/div>\n<div>30 novembre: Gabriele Mitelli Ong \u201cCrash\u201d<\/div>\n<div><\/div>\n<div>Inizio concerti ore 21:15<\/div>\n<div>Abbonamento (disponibilit\u00e0 limitata) 75\u20ac+dp<\/div>\n<div>Teatro Verdi: biglietti numerati in prevendita 20\/25\u20ac+dp \/\/ Biglietti numerati interi alla porta 30\/35\u20ac<\/div>\n<div>Sala Vanni: biglietto numerato in prevendita 13\u20ac+dp \/\/ Biglietto numerato intero alla porta 20\u20ac<\/div>\n<div><u>Riduzione 20% alla porta per soci Arci, soci Coop e under 25<\/u><\/div>\n<div>Biglietti e abbonamento su Circuito Box Office Toscana e TicketOne<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A Jazz Supreme Seconda edizione al via venerd\u00ec 12 ottobre ore 21:15\u00a0 Paolo Fresu e Gianluca Petrella inaugurano la seconda edizione di A Jazz Supreme <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2018\/10\/08\/fresu-e-petrella-al-teatro-verdi-di-firenze_venerdi-12-ottobre-al-via-la-seconda-edizione-di-a-jazz-supreme\/\" title=\"Fresu e Petrella al Teatro Verdi di Firenze_venerd\u00ec 12 ottobre al via la seconda edizione di A Jazz Supreme\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":39299,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[5184,238,3],"tags":[7640,275,7643,203,7642,7641],"class_list":["post-39298","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calendario-concerti","category-jazz","category-news","tag-a-jazz-supreme","tag-firenze","tag-gianluca-petrella","tag-jazz","tag-paolo-fresu","tag-teatro-verdi-di-firenze"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39298","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=39298"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39298\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":39300,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/39298\/revisions\/39300"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/39299"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=39298"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=39298"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=39298"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}