{"id":44692,"date":"2019-02-22T15:34:51","date_gmt":"2019-02-22T14:34:51","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=44692"},"modified":"2019-02-22T18:08:06","modified_gmt":"2019-02-22T17:08:06","slug":"edda-e-un-fru-fru-da-mangiare-in-un-boccone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2019\/02\/22\/edda-e-un-fru-fru-da-mangiare-in-un-boccone\/","title":{"rendered":"Edda \u00e8 un Fru Fru da mangiare in un boccone!"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\"><strong>Edda<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><em>Fru Fru<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">(Woodworm label)<\/p>\n<p>A cura di: <a href=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2017\/01\/03\/piuomenopopper-antonio-bastanza\/\">Antonio Bastanza<\/a><\/p>\n<p>TRACKLIST<\/p>\n<p>01. Abatjour<br \/>\n02. E se<br \/>\n03. The Soldati<br \/>\n04. Italia Gay<br \/>\n05. L\u2019amore No<br \/>\n06. Ovidio e Orazio<br \/>\n07.Samsara<br \/>\n08. Vanit\u00e0<br \/>\n09. Vela Bianca<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/stefanoeddarampoldi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Stefano &#8220;Edda&#8221; Rampoldi<\/strong><\/a> ritorna dopo due anni dalla <em>Graziosa Utopia<\/em> con la quale aveva conquistato pubblico e critica, con un nuovo lavoro che \u00e8 esattamente quello che chi lo conosce e lo ama si aspetta da lui e sforna un disco che non \u00e8 rock, non \u00e8 pop, non \u00e8 cantautorato: \u00e8 un disco <em>Fru Fru<\/em>.<br \/>\nIn che senso, direte voi.<br \/>\nSemplice: Stefano fa il disco che gli va di fare, spostandosi ancor di pi\u00f9 verso sonorit\u00e0 decisamente pi\u00f9 solari rispetto al rock del passato remoto e del ritorno da solista, con un approccio che, come lo definisce lui stesso \u00e8 da &#8220;Musica Leggera&#8221;.<br \/>\nE non vi sembri strano se in questo disco i suoni sono molto lontani da quelli di <em>Semper Biot<\/em> o di <em>Odio i Vivi<\/em>: queste sono le canzoni che lo rappresentano in maniera assoluta e se lo avete ascoltato dal vivo nelle date dell&#8217;ultimo anno e mezzo non potevate non aspettarvelo.<br \/>\nOnesto e sincero come mai prima, Stefano unisce due anime solo apparentemente in contraddizione. Se infatti per quanto riguarda i testi il disco si pu\u00f2 definire un lungo monologo, un flusso di coscienza in cui domina quell&#8217;apparente nonsense, suo marchio di fabbrica, che nasconde idee e concetti, tutt&#8217;altro che banali, che arrivano al cuore di chi ascolta senza intellettualismi, i suoni sono freschi e accattivanti, e non deve stupire se in queste nove tracce per meno di mezz&#8217;ora di musica i riferimenti siano non solo gli <strong>Strokes<\/strong> di <i>Comedown Machine<\/i> ma anche <strong>Raffaella Carr\u00e0<\/strong> o <strong>Caterina Caselli<\/strong>.<br \/>\nIn fondo quello che <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/stefanoeddarampoldi\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Edda<\/strong><\/a> ha chiesto al fido produttore Luca Bossi era proprio questo: rivestire i provini chitarra e voce che il cantante milanese aveva realizzato di un suono limpido come il cielo e colorato come l&#8217;arcobaleno, fresco come una mattina di primavera e soprattutto che trasmettesse tutta la positivit\u00e0 possibile.<\/p>\n<blockquote><p>\u201cChant and be happy&#8221; \u00e8 un motto del movimento Hare Krishna dei primi anni 70, ma va benissimo per descrivere l&#8217;obbiettivo che mi sono preposto con Fru Fru. I suoni sono molto importanti e anche se non ce ne rendiamo conto, influenzano in modo determinate la nostra esistenza. Vanno scelti bene. Di solito i dischi che faccio alla fine non mi piacciono tantissimo, ma questo ancora non mi ha stufato e forse mi rappresenta\u201d<\/p><\/blockquote>\n<p>E il grande successo di questo lavoro \u00e8 proprio l&#8217;esser riuscito a unire un suono cos\u00ec aperto a testi che lasciano il segno dimostrando che anche in Italia \u00e8 possibile fare Pop con la P maiuscola senza essere pretese intellettualoidi (<span style=\"display: inline !important; float: none; background-color: transparent; color: #333333; cursor: text; font-family: Georgia,'Times New Roman','Bitstream Charter',Times,serif; font-size: 16px; font-style: normal; font-variant: normal; font-weight: 400; letter-spacing: normal; orphans: 2; text-align: left; text-decoration: none; text-indent: 0px; text-transform: none; -webkit-text-stroke-width: 0px; white-space: normal; word-spacing: 0px;\">&#8220;non c&#8217;\u00e8 molta distinzione tra un cantante e un coglione&#8221; canta in <em>The soldati, <\/em>e se il titolo vi dice qualcosa molto probabilmente non \u00e8 un caso)<\/span> ma riuscendo a dire e trasmettere ci\u00f2 che si vuole nel modo in modo semplice e diretto.<\/p>\n<p>Dall&#8217;<em>Italia<\/em> (tutta) <em>gay<\/em> alla ricerca della felicit\u00e0 a <em>Samsara, <\/em>che tra richiami religiosi e un San Francesco amico degli animali \u00e8 una sorta di inno al vegetarianesimo, dal primo, ballabilissimo, singolo <em>E se <\/em>al sesso secondo Edda, mai volgare, mai pudico, di <em>Vanit\u00e0<\/em>, fino al meraviglioso ricordo della madre del cantante milanese, recentemente scomparsa, in <em>Edda <\/em>(&#8220;gioved\u00ec \u00e8 il giorno giusto per andare via da me\u201d),\u00a0 <em>Fru Fru<\/em> rafforza l&#8217;idea che Edda lo si ama o lo si odia: \u00e8 un pasticcino da mangiare in un sol boccone la cui dolcezza sar\u00e0 difficile da dimenticare.<\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/4hPmzpgPrki3igoe3LyZnE\" width=\"300\" height=\"380\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Edda Fru Fru (Woodworm label) A cura di: Antonio Bastanza TRACKLIST 01. 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