{"id":46548,"date":"2019-04-02T22:23:38","date_gmt":"2019-04-02T20:23:38","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=46548"},"modified":"2019-04-02T22:23:38","modified_gmt":"2019-04-02T20:23:38","slug":"fatfatfat-festival-2019-i-primi-nomi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2019\/04\/02\/fatfatfat-festival-2019-i-primi-nomi\/","title":{"rendered":"FATFATFAT Festival 2019 &#8211; I PRIMI NOMI"},"content":{"rendered":"<div>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><span class=\"Stile23\">FAT FAT FAT FESTIVAL 2019<\/span><\/strong><span class=\"Stile23\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"Stile23\" style=\"text-align: center;\">I primi nomi annunciati della quarta edizione del festival maceratese<br \/>\nche si consolida come una delle realt\u00e0 di riferimento<br \/>\nper la musica black e l\u2019elettronica<\/p>\n<p class=\"Stile21\" style=\"text-align: center;\">\nFAT FAT FAT FESTIVAL<br \/>\ndal 2 al 4 agosto<br \/>\n<em>Corridonia \/ Morrovalle\u00a0<\/em><\/p>\n<p class=\"Stile21\" style=\"text-align: center;\"><strong><br \/>\nPrevendite disponibili su<\/strong>\u00a0<a href=\"https:\/\/www.mailticket.it\/rassegna-custom\/108\/fat-fat-fat-festival-2019\">MAILTICKET<\/a><\/p>\n<p class=\"Stile2\" style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.fatfatfatfestival.it\/\">fatfatfatfestival.it<\/a><\/p>\n<p><strong>FAT FAT FAT Festival svela la prima tranche di artisti che animeranno le suggestive localit\u00e0 marchigiane di Corridonia e Morrovalle, dal 2 al 4 agosto. I primi nomi annunciati di questa quarta edizione confermano FAT FAT FAT come una delle realt\u00e0 di punta per il mondo della club culture, italiana e internazionale, e i suoi abitanti, con una programmazione artistica che dimostra una curatela ricercata e la volont\u00e0 di dare spazio alle sonorit\u00e0 contemporanee pi\u00f9 sofisticate e visionarie.<\/strong><\/p>\n<p>La proposta musicale di\u00a0<strong>FAT FAT FAT<\/strong>\u00a0attraversa l&#8217;intero spettro della\u00a0<strong>Black Music<\/strong>, dalle sue radici pi\u00f9 profonde fino alle ultime evoluzioni. Il cardine della selezione artistica \u00e8 la club culture nata dai movimenti musicali della Techno di Detroit e della House di Chicago.<\/p>\n<p>La\u00a0<strong>quarta edizione<\/strong>\u00a0mantiene il claim\u00a0<strong>\u201cYOU CAN\u2019T DOWNLOAD EXPERIENCE\u201d<\/strong>, frase che sintetizza l\u2019anima e gli obiettivi della rassegna: dare vita ad un\u2019<strong>esperienza sensoriale<\/strong>, a 360 gradi: dalla musica, fruita dal vivo, all\u2019estetica del territorio che la ospita, alla gastronomia, rigorosamente locale, che introduce spontaneamente il pubblico alla tradizione marchigiana, creando un ponte in grado di valorizzare la storia e l\u2019identit\u00e0 delle Marche. Un viaggio permeato di cultura: musicale, culinaria, popolare.<\/p>\n<p>Questi i primi artisti in cartellone:<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile22\">ABSTRACT | ANTAL | CARISTA | D\u00c2M-FUNK | FAT FAT FAT SOUNDSYSTEM |FLO REAL | FRANCIS INFERNO ORCHESTRA | KHALAB live | LAKUTI |<br \/>\nMOTOR CITY DRUM ENSEMBLE b2b MR SCRUFF | MOVE D b2b OPTIMO<\/p>\n<p class=\"Stile22\">\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><strong><em>VENUES<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>Grancia di Sarrocciano (Corridonia)<\/strong>\u00a0e\u00a0<strong>Piazza Vittorio Emanuele II (Morrovalle)<\/strong>\u00a0sono due tra i siti pi\u00f9 storici e centrali dell&#8217;area, entrambi con un ruolo importante per la quotidianit\u00e0 della vita locale.<br \/>\n<strong>GRANCIA DI SARROCCIANO<\/strong>\u00a0\u00e8 un luogo che trasuda storia: dal periodo romano, quando Pausulae (antico nome di Corridonia), grazie alla sua strategica posizione geografica, era un nevralgico centro di scambio oltre che sede episcopale a quello medievale, durante il quale i monaci cistercensi di Fiastra costruirono una grande fattoria risalente al XII secolo. Nella piana del fiume Chienti, al confine tra i territori di Corridonia e Morrovalle, oggi si trova un complesso di strutture (ricostruito dopo il 1500 e modificato di nuovo nel XVIII secolo) che da quei tempi antichi eredita il nome: \u201cSarrocciano&#8221; dall&#8217;antica Roma, &#8220;Grancia&#8221; dal Medioevo.<br \/>\nIl\u00a0<strong>Giardino della Sgugola<\/strong>\u00a0\u00e8 una delle location pi\u00f9 suggestive del festival, uno spazio all&#8217;interno della Grancia dove \u00e8 possibile rilassarsi e cercare di entrare in contatto con la musica. Selezioni sperimentali e molto inusuali sono il comune denominatore di tutti gli artisti chiamati a esibirsi in questo luogo.<\/p>\n<p><strong>Piazza Vittorio Emanuele II<\/strong>\u00a0\u00e8 il centro della vita della comunit\u00e0. Di origini altomedievali, la piazza ha subito nel tempo importanti cambiamenti, arricchendo la sua pianificazione urbanistica con edifici che simboleggiano il potere ecclesiastico, civile e politico. Dalle prime fondamenta del &#8220;ministrum de Valle&#8221; (X secolo), la piazza conserv\u00f2 il suo ruolo di centro nevralgico della citt\u00e0 di Morrovalle (titolo acquisito nel 2009). Qui si svolge la prima serata di FAT FAT FAT.<br \/>\nL&#8217;<strong>Auditorium San Francesco (Borgo Marconi)<\/strong>\u00a0\u00e8 un luogo mistico, dove la storia del miracolo eucaristico avvenuta nel 1560 si intreccia con la vita della citt\u00e0 di Morrovalle. Nel corso dei secoli \u00e8 stato uno spazio sacro e un punto di riferimento per i cittadini.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><strong><em>HOW TECHNOLOGY IS CHANGING THE MAN &#8211; NATURE RELATIONSHIP<\/em><\/strong><\/p>\n<\/div>\n<p>Profondamente connesso con il territorio marchigiano,<strong>\u00a0FAT FAT FAT cerca anche quest\u2019anno di instaurare un legame profondo con l\u2019estetica e l\u2019anima dei luoghi che lo ospitano<\/strong>, fondamenta dell\u2019esperienza sensoriale che la rassegna mira a ricreare. Nel 2019 il focus della rassegna apre una finestra sulla\u00a0<strong>dicotomia tra ambiente e tecnologia<\/strong>: in che modo quest\u2019ultima ha il potere di plasmare il rapporto tra essere umano e natura. I paesaggi naturali che circondano le venue infatti saranno &#8220;contaminati&#8221; da un elemento geometrico, di disturbo, cercando di ricordare come le attivit\u00e0 umane possano cambiare l&#8217;ambiente a causa della tecnologia e dell&#8217;evoluzione scientifica.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><span class=\"Stile23\"><strong>ABSTRACT<\/strong><\/span><strong><\/p>\n<p><\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/abstract.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"601\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>ABSTRACT<\/strong>\u00a0\u00e8 soprattutto un appassionato di musica e collezionista di dischi. Nato e cresciuto a Milano ha iniziato suonare il pianoforte da bambino e a 18 anni ha aperto un negozio di dischi nella sua citt\u00e0 natale. La sua musica \u00e8 ispirata da personalit\u00e0 del calibro di Miles Davis, Herbie Hancock, Billy Cobham, Nina Simone, Bob James e artisti come Theo Parrish, Kenny Dixon Jr, Sadar Bahar, Omar S. Dal 1999 ha iniziato a mixare solo dischi in vinile. Attualmente Abstract \u00e8 DJ resident al &#8220;Dude Club&#8221;, una delle realt\u00e0 clubbing pi\u00f9 interessanti del panorama italiano.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><strong class=\"Stile23\">ANTAL<\/strong><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/Antal-Pressphoto-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"599\" height=\"399\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p class=\"Stile4\">Con la sua doppia personalit\u00e0, di dj e musicologo, sono in pochi ad avere il profilo di\u00a0<strong>ANTAL<\/strong>. Cercare di riassumere il mondo musicale del fondatore di Rush Hour con pochi termini sciolti, come &#8220;house&#8221; o &#8220;techno&#8221;, sarebbe inutile. Come DJ dal 1996 ha suonato in tutta Europa, Australia, Asia e America del Nord e del Sud distinguendosi per una ricchezza e una profondit\u00e0 musicale che \u00e8 cos\u00ec vasta da rendere imprevedibile ogni suo set: \u00e8 a proprio agio quando suona la house influenzata dalla scena di Chicago e Detroit e allo stesso tempo scopre e d\u00e0 nuova luce a gemme pi\u00f9 nascoste dei mondi funk, afro e disco, dimenticate dal resto del mondo. Antal gestisce la possente Rush Hour Records di Amsterdam con un gruppo ristretto di persone che lavorano sodo, un vasto impero che comprende un&#8217;ala di distribuzione (l&#8217;etichetta secondaria Kindred Spirits) e un negozio di dischi molto amato, pieno di vinili comprati durante il suo pellegrinaggio nel mondo. L&#8217;etichetta pubblica releases di house e techno che spaziano dalle avanguardie ai classici dimenticati, che hanno l&#8217;ambizione di &#8220;educare&#8221; intere nuove generazioni su quanto \u00e8 accaduto prima.\u00a0<strong><span class=\"Stile4\"><br \/>\n<\/span><\/strong><\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><span class=\"Stile23\"><strong>CARISTA<\/strong><\/span><strong><br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/avatars-000351791771-b5g7nh-t500x500.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div title=\"Page 2\">\n<div>\n<div>\n<p><em>&#8220;Qualunque sia il genere o lo stile musicale che seleziono, c&#8217;\u00e8 sempre un&#8217;anima a cui le persone possono connettersi. Ma sai, tutto dipende anche dal mio umore<\/em>.&#8221;<br \/>\nGemma nascosta dei Paesi Bassi \u00e8 senza dubbio\u00a0<strong>CARISTA<\/strong>. La dj olandese-surinamese oscilla con disinvoltura tra ritmi elettronici e un groove carico di soul. La sua variegata selezione spazia dall&#8217;hiphop ai suoni house e bass-heavy, dalla disco al jazz.<br \/>\nQuesto gusto eclettico \u00e8 stato nutrito da una combinazione tra la sua formazione musicale e la diversit\u00e0 che offre la scena olandese che la porta a diventare in pochi anni una DJ molto richiesta per i pi\u00f9 famosi dance floor, tra cui il De School di Amsterdam, il BIRD di Rotterdam, e i festival Lowlands e Appelsap.<br \/>\nFin dagli esordi, le piste da ballo di tutto il Paese hanno iniziato a notare il suo sound, per arrivare ad esibirsi in numerose venues di Regno Unito, Belgio e Germania.<br \/>\nNon esiste una definizione che racchiuda l&#8217;universo di Carista, perch\u00e9 \u00e8 costantemente alla ricerca di innovazione, ed \u00e8 questo ci\u00f2 che rende l&#8217;artista ancora pi\u00f9 interessante e speciale. Nel 2015 muove i suoi primi passi nel mondo della radio, con il suo radioshow alla Red Light Radio, consacrando questo mondo come il perno della sua attivit\u00e0 e ricerca artistica.<br \/>\nLa sua sterminata collezione musicale e le sue doti come host attirano l&#8217;attenzione di personalit\u00e0 come Benji B della BBC1, Fatima Yamaha e il leggendario Gilles Peterson. Nel 2016 viene invitata alla Rush Hour durante l&#8217;Amsterdam Dance Event. Insieme alla sua presenza fissa presso la Red Light Radio, \u00e8 stata recentemente invitata per una residenza mensile sulla NTS di Londra. CARISTA \u00e8 una selector versatile, che non ha paura di sorprendere la folla ogni volta, ovunque si trovi, facendo ci\u00f2 che sa fare meglio: condividere la sua energia positiva e contagiosa insieme al suo gusto unico nella musica..<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><strong class=\"Stile23\">DAM FUNK<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/Dam-Funk.JPG\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"250\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div title=\"Page 3\">\n<div>\n<div>\n<p>Damon<strong>\u00a0&#8220;DAM FUNK&#8221;\u00a0<\/strong>Riddick \u00e8 l&#8217;antonomasia del funk. Sin dal debutto con Stones Throw, nel 2008, Dam-Funk \u00e8 diventato uno dei proseliti pi\u00f9 appassionati e fedeli al genere. I suoi set &#8211; da Singapore a San Francisco, da Mosca a Montreal &#8211; sono conosciuti per la &#8220;generosit\u00e0&#8221; dell&#8217;artista, basati sulla condivisione di sonorit\u00e0 e tracce rare e talvolta uniche.<br \/>\nCome producer i lavori di Damon gestiscono la distesa di generi. Un remixer percettivo, la sua firma &#8220;Re-Freaks&#8221; ha dato una nuova luce a una serie impressionante di artisti: Animal Collective, Little Dragon, Graffiti infestati di Ariel Pink, Toro Y Moi, solo per citarne alcuni. Le sue vere visioni in studio hanno reso attuali album stellari con artisti del calibro di Snoop Dogg (&#8216;7 Days of Funk&#8217;) e l&#8217;iconico cantante Soul \/ Funk Steve Arrington of Slave (&#8220;Higher&#8221;).<br \/>\nSi \u00e8 esibito in numerosi festival in tutto il mondo, tra cui Coachella, Movement, Glastonbury, Primavera, Pitchfork, Bonnaroo, Sasquatch, Moog Fest, FYF, Fun Fun Fun Fest, Electric Forest, Taico Club e molti altri. Il precursore del movimento del Modern Funk&#8221;ha inoltre dato vita alla serata losangelina &#8220;Funkmosphere&#8221;, che da dieci anni rimane uno degli eventi settimanali pi\u00f9 attesi della citt\u00e0 americana.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile23\"><strong>FAT FAT FAT SOUNDSYSTEM<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\">\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/FATSOUNDSYSTEM.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"500\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>Il sole, la musica, la gioia. La felicit\u00e0 di vivere un&#8217;esperienza, di esserci.\u00a0<strong>FAT FAT FAT Soundsystem<\/strong>\u00a0\u00e8 l&#8217;espressione musicale dell&#8217;idea alla base del festival omonimo. Profondamente radicate nella club culture, le loro trame sonore sono segnate da una religiosa dedizione al vinile. Estetica di stampo old school e visioni futuristiche, piene di amore e armonia.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile23\"><strong>FLO REAL<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\">\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/image00003.jpeg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"750\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div title=\"Page 3\">\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile23\"><strong>FRANCIS INFERNO ORCHESTRA<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/000005_sito.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"291\" \/><\/p>\n<\/div>\n<div title=\"Page 1\">\n<p><strong>FRANCIS INFERNO ORCHESTRA<\/strong>\u00a0\u00e8 uno dei talenti pi\u00f9 stimati formati dalla scena Melbourne, la capitale creativa della musica underground australiana. Il suo sound house, sconcertante e insieme disinvolto, ha dato una forte identit\u00e0 anche all&#8217;etichetta Superconscious, label che sostiene la musica australiana e che in breve tempo si \u00e8 stabilita come una realt\u00e0 da tenere d&#8217;occhio all&#8217;interno della scena locale.<br \/>\nL&#8217;artista \u00e8 cresciuto rapidamente diventando dapprima una figura chiave per il movimento della dance underground di Melbourne per poi fare il suo ingresso nel 2010 nel panorama internazionale, con release che hanno un solido impianto nella house e techno pi\u00f9 tradizionali impreziosite da rare sfumature esoteriche. I dj set di FIO infatti sono stati definiti &#8220;lezioni di storia dal futuro&#8221;, in cui il rispetto del passato \u00e8 evidente senza tuttavia che l&#8217;artista sia schiavo di esso. Nel 2014 pubblica l&#8217;album di debutto &#8220;A New Way of Living&#8221;, lavoro che \u00e8 stato accolto con grande successo dimostrando il talento del giovane artista.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><strong class=\"Stile23\">KHALAB<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/Khalab-1-www.distretto38.it_imagefullwide.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"608\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>Circa una decina d&#8217;anni fa comparve a Roma un&#8217;entit\u00e0 che mescolava nella sua musica molto di ci\u00f2 che all&#8217;epoca stava nascendo dalla cultura afroamericana. Suoni tribali, voci di strada, beat partoriti dalla mente di chi aveva vissuto nelle grandi metropoli degli Stati Uniti. Una maschera, un totem, il cui nome era\u00a0<strong>KHALAB<\/strong>. Nella notte, com&#8217;era apparso, improvvisamente scomparve, avvolto da un alone di mistero impenetrabile. Passarono giorni, mesi, anni prima che quella entit\u00e0 si manifestasse nuovamente. Questa volta il messaggio venne diffuso attraverso un disco, \u2018Eunuto\u2019, per Black Acre Records, segno del ritorno di questa figura enigmatica, seguito dalla consacrazione di \u2018Khalab &amp; Baba\u2019 prodotto con Baba Sissoko, polistrumentista maliano che pi\u00f9 di ogni altro aveva compreso il ritmo di Khalab. Il suono che ne nacque ipnotizz\u00f2 fan e critica al punto che anche Gilles Peterson ne riconobbe l&#8217;indiscutibile valore. Era chiaro che nel corso di quegli anni Khalab aveva preso le sue influenze, le aveva raffinate e contaminate con le nuove suggestioni che aveva percepito nella sua spasmodica ricerca. Khalab sembrava non essere pi\u00f9 un mistero, eppure scomparve di nuovo, immergendosi stavolta negli archivi dei musicologi che avevano testimoniato la storia della musica africana. Un&#8217;eredit\u00e0 da cui Khalab non voleva rimanere escluso, un patrimonio di strumenti e suoni necessario per scoprire cosa ne sarebbe stato del futuro. Fu cos\u00ec che nel 2018 Khalab riemerse dagli archivi portando con s\u00e9 &#8216;Black Noise 2084&#8217;, testimonianza e manifesto della sua ricerca incessante dell&#8217;afrofuturismo pi\u00f9 autentico, progetto in cui coinvolse Shabaka Huntchings, Moses Boyd, Tamar Osborn, Gabin Dabyr\u00e9, Teenesha, Tommaso Cappellato and Prince Buju.<br \/>\nGilles Peterson ne riconobbe l&#8217;indiscutibile valore insieme ad altri mostri sacri che supportano la sua musica: Laurent Garnier, Trevor Jackson, Ben Ufo, \u00a0Mattew Dear, Andrew Whaterall e Bonobo sono solo alcuni dei nomi che suonano costantemente la musica di Khalab.<\/p>\n<\/div>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile4\"><strong class=\"Stile23\">LAKUTI<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/lakuti.jpg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"331\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>Lerato Khathi aka\u00a0<strong>LAKUTI<\/strong>\u00a0\u00e8 cresciuta a Soweto, in Sudafrica, maturando un profondo interesse per la musica fin dalla pi\u00f9 tenera et\u00e0, ispirata dall&#8217;imponente collezione di Soul &amp; Funk di sua madre e dalla passione del nonno per il Jazz.<br \/>\nLa sua prima avventura nella musica la intraprende negli anni &#8217;90, quando, studentessa di legge, convince l&#8217;amministrazione locale a darle in custodia un teatro dismesso di Yeoville &#8211; un sobborgo della Johannesburg vittima dell&#8217;apartheid- per riconvertirlo in un piccolo club. Nasce cos\u00ec Planet Hendon, luogo che ha giocato un ruolo fondamentale per far conoscere molti dei migliori talenti locali e per diffondere la House di Chicago in Sud Africa.<br \/>\nDopo un periodo di 3 anni a Toronto, in Canada, dove ha studiato film e cinema, Lakuti si trasferisce a Londra, citt\u00e0 in cui pu\u00f2 finalmente dedicarsi a tempo pieno alla musica e in cui conosce il leggendario Earl Gateshead, talento del Trojan Soundsystem che decide di prenderla sotto alla sua ala. Insieme all\u2019amico Portable, anche lui sudafricano, organizza S\u00fcd Electronic, ovvero dei party che diventano un must del clubbing londinese.<br \/>\nAttualmente resident al festival di culto Freerotation, LAKUTI ha collaborato con numerosi artisti. Una di queste collaborazioni \u00e8 stata una traccia vocale prodotta da Alan Abrahams sotto il suo pseudonimo Bodycode, intitolata &#8220;Body to Body&#8221;, che \u00e8 stata pubblicata dalla Germany Yore Recordings. Ha inoltre collaborato con Tama Sumo e The Neighborhood Character e remixato il duo svedese The Knife.<br \/>\nL&#8217;artista sudafricana ha anche organizzato numerosi eventi in varie citt\u00e0 europee come Lisbona e Londra oltre al suo venerd\u00ec al Panorama Bar insieme a Tama Sumo.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile23\"><strong>MOTOR CITY DRUM ENSEMBLE<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/motor-city-drum-ensemble.jpeg\" alt=\"\" width=\"500\" height=\"333\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p><strong>MOTOR CITY DRUM ENSEMBLE<\/strong>\u00a0\u00e8 una tipologia di &#8220;formazione&#8221; unica nel suo genere, costituita da un solo uomo che con l&#8217;uso di diverse drum machine riesce a creare il suono di un collettivo: Danilo Plessow, pioniere della house tedesca, insieme retr\u00f2 e futurista.<br \/>\nL&#8217;artista nasce in una piccola citt\u00e0 rurale della Germania meridionale per trasferirsi successivamente a Stoccarda, culla mondiale dell&#8217;automobile nonch\u00e8 &#8220;citt\u00e0 dei motori&#8221; tedesca (con sede di brand quali Mercedes, Porsche, Bosch). Il suo nome d&#8217;arte, &#8216;MCDE&#8217;, \u00e8 dunque un chiaro collegamento alle sue origini oltre ad essere un riferimento alla collezione di drum machine classiche, marchio di fabbrica della sua famosa e affermata carriera artistica nell&#8217;elettronica.<br \/>\nGi\u00e0 da undicenne inizia a lavorare alle prime produzioni originali, utilizzando un laptop e dei campioni. Influenzato da Jazz, Soul, Funk, Hip Hop e House, i primi risultati vengono pubblicati in modo ufficiale nel 2000 dalla Pulver Records con il nome &#8220;Inverse Cinematics&#8221;: sette dischi da 12 pollici ( &#8216;Slow Swing&#8217; e &#8216;Detroit Jazzin&#8217; tra gli altri), un album (&#8216;Passin&#8217; Through &#8216;) seguito da numerosi remix e compilation che catturano l&#8217;attenzione di Gilles Peterson e Rainer Trueby, con cui Danilo si trover\u00e0 a produrre in seguito.<br \/>\nDopo numerose altre collaborazioni e progetti solisti, l&#8217;artista decide di tornare alle radici musicali della house music fondando &#8216;Motor City Drum Ensemble&#8217; (MCDE). Nel 2008 il progetto esplode nella scena con cinque pubblicazioni, l&#8217;ormai leggendaria serie &#8220;Raw Cuts&#8221;, che apre una nuova strada attraverso il genere affiliato alla Deep House, con il suo beat caldo e secco che definisce il sound accattivante e vincente dell&#8217;estetica di &#8216;Raw Cuts&#8217;. Tutti e tre i singoli della serie cult vengono inclusi nella top 6 della Juno Records, diventando i pi\u00f9 venduti in assoluto e rimanendo, senza dubbio, nell&#8217;olimpo delle tracce maggiormente suonate nei dance-floor.<br \/>\nCon il suo importante lavoro di remix, Danilo non ha mai smesso di stupire pubblico e critica: fantastici singoli per luminari come Caribou, DJ Sprinkles, Jazzanova, Tiga, Zero7 o &#8220;What we know&#8221; di Midland dimostrano che pochi artisti riescono a mettere insieme una sensibilit\u00e0 tendente alla tradizione con una sorprendente innovazione. Va da s\u00e8 la sua collocazione tra i primi 10 artisti di tutti i tempi su Resident Advisor.<br \/>\nNegli ultimi anni MCDE si \u00e8 connesso con artisti e movimenti musicali in tutto il mondo ed \u00e8 riuscito a creare la sua firma, il suono profondo e ipnotico che distingue tutto ci\u00f2 che lo riguarda, iniettando le sue tracce con una quantit\u00e0 di energia e grinta allo stato puro, dote che \u00e8 diventata merce rara all&#8217;interno della produzione digitale rendendolo\u00a0un pilastro della scena contemporanea della Deep House che ha ridefinito la musica negli ultimi anni.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile23\"><strong>MOVE D<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/move-d.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"400\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>David Moufang, in arte\u00a0<strong>MOVE D,<\/strong>\u00a0\u00e8 un DJ e musicista tedesco. Fin da bambino si appassiona alla musica ascoltando le esibizioni delle nonne, entrambe pianiste classiche. Move D cresce a Heidelberg con le prime collezioni di dischi dei Pink Floyd e dei Kraftwerk nelle orecchie e diventando un vero cultore di tutto ci\u00f2 che \u00e8 legato alla spazio e alla galassia, amore che nasce dopo aver visto al cinema insieme al padre 2001: Odissea nello spazio. L&#8217;artista stesso afferma, in un\u2019intervista rilasciata a Tony Marcus, che mentre gli altri bambini correvano su piccole macchine giocattolo, mise insieme un motore e delle gomme per costruire la sua personale navicella spaziale. All\u2019et\u00e0 di 12 anni inizia a suonare la batteria approcciandosi solo qualche anno dopo alla chitarra, esperienza che lo porta a suonare in una band chiamata Rivers &amp;Train. La scoperta della techno arriva nell\u201989, quando un suo amico, D-Man, lo invita al Milk!Club a Mannheim. La musica suonata all&#8217;interno del locale stravolge la vita di Moufang, che da questo iniziale avvicinamento inizia a scoprire la scena di Detroit, gli 808 State, Nexus 21 e la ambient techno. Contemporaneamente conosce Readagain P che conia il suo pseudonimo Move D. Nel 1995 esce il suo album di debutto KUNSTSTOFF, lavoro che spazia tra trame sonore morbide quasi onoriche e l\u2019elettronica pungente che Detroit stava iniziando ad esplorare proprio in quel periodo. Attualmente David \u00e8 a lavoro su diversi progetti, tra cui un nuovo album in cui emerge la sua passione per lo spazio, in una continua esplorazione che cerca di superare i limiti della musica elettronica.<\/p>\n<div align=\"center\">\n<p class=\"Stile23\"><strong>MR SCRUFF<\/strong><\/p>\n<p class=\"Stile4\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.smceurope.it\/ufficiostampa\/artista\/fatfatfat\/mr-scruff-e1543933361448.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"338\" \/><\/p>\n<\/div>\n<p>Andy Carthy meglio conosciuto sotto lo pseudonimo di\u00a0<strong>MR SCRUFF<\/strong>, \u00e8 un dj considerato virtuoso per la sua capacit\u00e0 di destreggiarsi tra soul, funk, hip hop, jazz, reggae, house e funk. Sotto le vesti di\u00a0producer\u00a0la sua musica rispecchia esattamente questa sua abilit\u00e0 di attingere da tutti i bacini musicali possibili.<br \/>\nIl primo incontro con una consolle avviene a 12 anni, quando un amico decide di fargli sentire alcuni LP di musica elettronica. L&#8217;ascolto di\u00a0Crucial Electro Volume 1\u00a0gli apre un mondo, facendo nascere la curiosit\u00e0 verso il mondo del DJing. Poco dopo Carthy inizia a creare i primi mixtapes, ispirati ai suoi ascolti e ai vari show radiofonici in onda su Piccadilly, Radio Lancashire &amp; Southside che lo hanno immerso nei variegati generi musicali in cui ora ama spaziare durante i suoi set.<br \/>\nDopo anni passati a creare show in tutta Europa e nel Regno Unito, firma per la\u00a0Ninja Tune\u00a0 il suo album d\u2019esordio,\u00a0Keep It Unreal. Seguono anni di live, dj set e show in cui smette di adattarsi alle politiche dei vari club e comincia a dar vita ai suoi famosi dj set in cui ogni genere musicale ha la possibilit\u00e0 di emergere tra gli altri.\u00a0Nel corso degli anni produce altri album che lo consacrano. L\u2019ultimo lavoro di Mr. Scruff \u00e8 Friendly Bacteria, in collaborazione con Denis Jones, Matthew Halsall, Phil France, Vanessa Freeman &amp; Robert Owens.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>FAT FAT FAT FESTIVAL 2019 I primi nomi annunciati della quarta edizione del festival maceratese che si consolida come una delle realt\u00e0 di riferimento per <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2019\/04\/02\/fatfatfat-festival-2019-i-primi-nomi\/\" title=\"FATFATFAT Festival 2019 &#8211; I PRIMI NOMI\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":46549,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[5184,3],"tags":[],"class_list":["post-46548","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calendario-concerti","category-news"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46548","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46548"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46548\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":46550,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46548\/revisions\/46550"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46549"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46548"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46548"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46548"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}