{"id":5396,"date":"2016-08-31T13:16:18","date_gmt":"2016-08-31T11:16:18","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=5396"},"modified":"2018-01-01T18:26:14","modified_gmt":"2018-01-01T17:26:14","slug":"passepartout-romanzo-breve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/08\/31\/passepartout-romanzo-breve\/","title":{"rendered":"PASSEPARTOUT. Romanzo breve."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4071\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg.png\" alt=\"Immagineg\" width=\"560\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg.png 408w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg-300x169.png 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg-768x433.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p><em>scritto insieme ad <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ada.schettini?ref=ts&amp;fref=ts\">Ada Schettini<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>CAPITOLO VI<\/p>\n<p>Giammo aveva fatto di tutto per essere puntuale all\u2019appuntamento. \u201cOre 20, sotto casa mia\u201d gli aveva ordinato Ali. Non era una persona ritardataria e questo avrebbe potuto scusarlo. Avrebbe raccontato la verit\u00e0, che si era addormentato sul libro di analisi 1, era un tipo sincero d\u2019altronde. Ma mentre levava la catena dalla sua moto si chiedeva se avrebbe dovuto raccontare ad Ali anche il sogno che l\u2019aveva tormentato e turbato in quella mezz\u2019ora di sonno in cui, grazie alla noia e alla stanchezza, era caduto velocemente.<br \/>\nIl sogno era a tratti confuso, fatto di scene veloci ma chiare. Ali era intrappolata in una gabbia dorata sospesa in aria, oscillante e luccicante, legata al soffitto da una catena massiccia, annerita dalla ruggine e logorata dal tempo. Al centro della gabbia un grande lucchetto, con intarsiature floreali e sotto al lucchetto l\u2019entrata per una chiave evidentemente troppo piccola rispetto al lucchetto e a tutto il resto. Alcune scene Giammo non le ricordava con chiarezza. Ricordava il terrore negli occhi di Ali, chiusa in una gabbia tanto elegante quanto spaventosa. Ricordava bene la sua sensazione di paura e di inquietudine, che aveva sentito ancora addosso appena sveglio. Ricordava l\u2019avvilimento che aveva provato nell\u2019accorgersi che, se anche avesse avuto la chiave, la gabbia sospesa era troppo alta per permettergli di farlo arrivare al lucchetto. Soprattutto, ricordata con una nitidezza che ancora lo sgomentava, che la chiave che avrebbe potuto aprire il lucchetto e liberare Ali, era la stessa che proprio la ragazza gli aveva regalato, la piccola chiave dorata con l\u2019incisione, che ormai portava sempre appesa al collo. Ma nel sogno il collo era vuoto e la chiave che disperatamente cercava era stretta nel pugno di Ali, che non accennava n\u00e9 a dargliela n\u00e9 a liberarsi, n\u00e9 a smettere di gridare e chiedere aiuto. Il sogno si era concluso con un grido disperato di Ali, che aveva il suono del campanello della porta di casa di Giammo, che la madre aveva iniziato a premere senza sosta non vedendo nessuno accorrere ad aprirla.<br \/>\nGiammo era rimasto profondamente scosso dal sogno, non solo perche l\u2019aveva stranito trasmettendogli uno sentimento di inquietudine, ma anche perch\u00e9 l\u2019aveva trovato piuttosto significativo, quasi emblematico.<br \/>\nLa preparazione per il concerto con il gruppo e lo studio universitario gli avevano concesso poco tempo per ripensare a quel giorno sul pontile con Ali, al regalo di lei, alla sua scelta, ai loro problemi.<br \/>\nDalla festa in cui si erano conosciuti, Giammo era rimasto colpito da Ali, da quella ragazza che aveva diviso lui e Pietro durante una rissa con una dimestichezza e una naturalezza tali da lasciar pensare che avesse quotidianamente a che fare con affari simili. D\u2019altronde Ali sembrava aver familiarit\u00e0 con qualsiasi cosa facesse, e questa sensazione era tanto pi\u00f9 forte per quelle cose che, invece, non aveva mai fatto. Lui che invece cadeva nel panico ogni qual volta accadeva qualcosa che non aveva preventivamente progettato o quanto meno ipotizzato, amava la padronanza della ragazza, che diventava una caratterista ancor pi\u00f9 singolare e attraente quando si intrecciava con la goffaggine un po\u2019 buffa che la contraddistingueva.<br \/>\nGiammo amava di lei tutto quello che lui, invece, non possedeva.<br \/>\nAmava soprattutto tutti i mondi che Ali sapeva costruirsi, accuratamente, e in cui riponeva i suoi pensieri, i suoi sogni, le sue certezze, su cui costruiva le sue curiosit\u00e0, le sue passioni, le sue ambizioni. Mondi che la portavano a camminare sempre ad un passo da terra, ma mai lontana dagli altri. Ma forse Ali amava quei mondi pi\u00f9 di quanto li amasse Giammo, e li custodiva gelosamente, li apriva agli altri con parsimonia. E Giammo lo sapeva. Sapeva che ogni volta che riusciva a creare un contatto con i mondi intorno ad Ali era perche lui aveva saputo conquistarselo, e lei aveva voluto concederglielo. Ma tante altre volte lui aveva trovato la porta chiusa, ed Ali chiusa dietro la porta. E gli era pesato. Aveva reagito con rabbia, altre volte con dolcezza, altre volte con comprensione, altre volte ancora, invece, non aveva reagito.<br \/>\nQuella piccola chiave nel pacchetto blu regalatagli da Ali con la scritta \u201cHo scelto te\u201d significava tanto. Significava un passepartout per muoversi dentro i suoi mondi, dentro di lei. Significava \u201cho scelto di donarlo a te\u201d. Significava \u201cho scelto te a cui mostrare tutti i miei mondi, tutta me\u201d. Significava \u201c Ho scelto di donarli a te, di donarmi a te.\u201d Lo sapevano entrambi, ma quel sogno, mosso forse dalle paure pi\u00f9 inconsce, aveva sollevato in Giammo il dubbio, doloso, che Ali quella chiave, insieme ai suoi mondi, potesse riprendersela.<br \/>\nOre:20,15. Se l\u2019era cavata con solo un quarto d\u2019ora di ritardo, poco male.<br \/>\n-Sei arrivato finalmente!!- disse Ali portandosi alla bocca la sigaretta che aveva finalmente trovato, dopo aver frugato, con impazienza, nella borsa.<br \/>\n&#8211; Polli ti stai accendendo la sigaretta al contrario!- url\u00f2 Giammo strappandole la sigaretta da bocca e porgendogliela nuovamente nel verso giusto, con il filtro arancione verso le labbra.<br \/>\n-Lo faccio sempre, incredibile!-<br \/>\nLui le sorrise, divertito e dolce, e non gli venne nessuna voglia di raccontarle del sogno. Accese la moto e si diresse, pi\u00f9 sereno, verso il cinema.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8230;to be continued!<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>scritto insieme ad Ada Schettini. &nbsp; CAPITOLO VI Giammo aveva fatto di tutto per essere puntuale all\u2019appuntamento. \u201cOre 20, sotto casa mia\u201d gli aveva ordinato <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/08\/31\/passepartout-romanzo-breve\/\" title=\"PASSEPARTOUT. 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