{"id":57551,"date":"2019-10-31T12:02:34","date_gmt":"2019-10-31T11:02:34","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=57551"},"modified":"2019-10-31T12:05:01","modified_gmt":"2019-10-31T11:05:01","slug":"passato-presente-e-futuro-dellindie-italiano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2019\/10\/31\/passato-presente-e-futuro-dellindie-italiano\/","title":{"rendered":"Passato, presente e futuro dell\u2019indie italiano"},"content":{"rendered":"<p>A cura di <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/serena.coletti.16\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Serena Coletti<\/strong><\/a><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ve lo ricordate l\u2019indie? Vi ricordate quando tutti hanno iniziato a pronunciare questa parola e qualcuno ha iniziato a storcere il naso perch\u00e9 insomma, quella roba l\u00ec che da noi si chiama indie altro non sarebbe che un pop in scala ridotta. L\u2019indie vero \u00e8 un\u2019atra cosa, dicevano. Quale cosa? Beh, per esempio l\u2019indie vero \u00e8 quello di cui si parla in<strong><em> \u201cAmerican Indie\u201d<\/em> <\/strong>di <\/span><span style=\"font-weight: 400;\"><strong>Michael Azerrad<\/strong>, saggio sulla scena rock underground sviluppatasi nel\u00a0 decennio che va dal 1981 al 1991.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-57553\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/America-indie.jpg\" alt=\"\" width=\"342\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/America-indie.jpg 600w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/America-indie-205x300.jpg 205w\" sizes=\"auto, (max-width: 342px) 100vw, 342px\" \/><\/span><\/p>\n<p>Mi ricordo bene di aver sentito parlare per la prima volta di questo libro grazie a Karim Qqru, batterista degli <strong>Zen Circus<\/strong>, e al bellissimo lavoro di educazione e divulgazione che svolge sulla sua pagina Instagram, dove a colpi di post e dirette mostra ai suoi follower libri e vinili fondamentali per la sua crescita artistica e personale.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ecco, aprendo il libro appena pubblicato agli Zen Circus la prima cosa che ho letto \u00e8 stata <strong>\u201cAndate Tutti Affanculo\u201d<\/strong>, titolo del loro primo grande successo nonch\u00e9 del <a href=\"https:\/\/thezencircus.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">libro<\/a> stesso, ma subito dopo c\u2019era una frase, <em>\u201cOur band could be your life\u201d<\/em>, citazione dei <strong>Minutemen<\/strong> che, guarda un po\u2019, \u00e8 anche il titolo originale di \u201cAmerican Indie\u201d. Inutile dire quanto questo inizio mi abbia fatto sperare in grande. Con il senno di poi e non poco rammarico sono costretta ad aggiungere che queste speranze si sono lentamente affievolite durante la lettura delle successive 300 pagine.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-57554\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/book.jpg\" alt=\"\" width=\"442\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/book.jpg 600w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/book-265x300.jpg 265w\" sizes=\"auto, (max-width: 442px) 100vw, 442px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il libro, scritto con la collaborazione di <strong>Marco Amerighi<\/strong> e pubblicato per Mondadori, \u00e8, per loro stessa definizione, un romanzo anti-biografico. Racconta le vite di un gruppo di adolescenti pisani che all\u2019inizio degli anni \u201990 mette in piedi una band. Ora, questa band si chiama Zen Circus e tutte le informazioni anagrafiche che abbiamo sui protagonisti di questa storia sembrerebbero suggerire che si tratti proprio degli stessi Zen Circus che hanno dato vita al romanzo, ma il termine anti-biografia ci spiega che la realt\u00e0 \u00e8 un po\u2019 diversa. Gli \u201cZen\u201d e Amerighi hanno deciso di raccontare qualcosa che parte dall\u2019incontro tra le loro esperienze e quelle dei personaggi che negli anni hanno popolato le loro canzoni. \u00c8 sicuramente un lavoro ben curato, si lascia leggere con facilit\u00e0 grazie alla massiccia dose di aneddoti divertenti, eppure in alcuni tratti sembra un po\u2019 l\u2019ombra del romanzo che avrebbe potuto diventare se non avesse scelto sempre la strada pi\u00f9 ovvia.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Pochi giorni dopo l\u2019uscita di \u201cAndate Tutti Affanculo\u201d, un\u2019altra band di quell\u2019indie italiano che forse tanto indie non \u00e8 ha raggiunto le librerie con un romanzo. La band in questione si chiama <strong>Lo Stato Sociale<\/strong>, e il libro, edito da Il Saggiatore con il titolo <a href=\"https:\/\/www.amazon.it\/Sesso-droga-lavorare-Stato-Sociale\/dp\/8842826286?ct=t(Y_COPY_03)\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong><em>\u201cSesso, droga e lavorare\u201d<\/em><\/strong><\/a>, parla di queste tre cose, anche se forse in ordine inverso. La storia, ambientata in un futuro prossimo, vede infatti come protagonista un ragazzo qualunque, privo di idee particolarmente chiare sulla sua vita o il suo futuro, che, mentre cerca i suoi primi lavori, entra in una societ\u00e0 di lavoro interinale che si scoprir\u00e0 essere un innovativo esperimento interamente controllato da un\u2019intelligenza artificiale.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-57555\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/unnamed-5.jpg\" alt=\"\" width=\"361\" height=\"500\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/unnamed-5.jpg 600w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2019\/10\/unnamed-5-216x300.jpg 216w\" sizes=\"auto, (max-width: 361px) 100vw, 361px\" \/><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il gruppo bolognese \u00e8 giunto ormai al suo terzo appuntamento nel mondo dell\u2019editoria, e, proprio come i colleghi pisani ha deciso di parlare di s\u00e9 narrando in realt\u00e0 una storia frutto della fantasia. Inoltre, proprio come i colleghi pisani, hanno coniato personaggi realistici nei loro difetti e per questo quanto pi\u00f9 possibile universali. La lista delle affinit\u00e0 tra i due lavori \u00e8 per\u00f2 piuttosto breve, e lascia presto spazio a una serie di divergenze talmente simmetriche e macroscopiche che viene da pensare ad un tacito accordo tra gli autori. Innanzitutto, \u00e8 vero che in entrambi i casi si tratta di romanzi di formazione che vedono giovani adolescenti diventare, lentamente e tra veri inciampi, uomini, ma si tratta di due generazioni diversissime e a confronto. Lo sguardo degli Zen Circus \u00e8 rivolto interamente al passato, ha le grinze intorno agli occhi di chi dopo mille avventure si sente, aggiungerei giustamente, arrivato a casa, e pu\u00f2 quindi sedersi per raccontarle una ad una. <strong><em>\u201cSesso, Droga e Lavorare\u201d<\/em><\/strong> \u00e8 invece un tentativo di confrontarsi con un futuro tanto vicino eppure ancora cos\u00ec difficile da decifrare. \u00c8 un invito a riflettere sull\u2019impatto che le tecnologie hanno e avranno nelle nostre vite.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">C\u2019\u00e8 per esempio un tema ricorrente in tutti e due i romanzi, la droga, e non potrebbe essere trattato in maniera pi\u00f9 antitetica. In \u201cAndate Tutti Affanculo\u201d c\u2019\u00e8 la descrizione di una provincia vessata dal dramma dell\u2019eroina, che coinvolge anche da vicino i protagonisti, determinandone l\u2019appartenenza a una determinata cerchia sociale e influenzandone cos\u00ec sogni e mentalit\u00e0. Al contrario, il protagonista disegnato da Lo Stato Sociale ha un atteggiamento estremamente na\u00eff nei confronti di qualsiasi sostanza, a cui si approccia con estrema leggerezza e che si lascia alle spalle senza grande fatica, ma sta ben attento proprio ad evitare l\u2019eroina, perch\u00e9 non si sente minimamente appartenere alla categoria dei tossici. Non \u00e8 un caso neanche il fatto che lui sia l\u2019unico protagonista, mentre l\u2019altro \u00e8 un romanzo corale, che tenta cos\u00ec di rendere l\u2019atmosfera che hanno respirato le prime generazioni di band rock indipendenti italiane. Gli studi di registrazione vengono infatti visti come una piazza, in cui si veniva a contatto con le altre, frequentemente citate, realt\u00e0 del territorio, tra cui i Verdena che ancora erano i Verbena, Giorgio Canali, un giovanissimo Vasco Brondi e cos\u00ec via.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Sono insomma due band che, dopo essere giunte sul palco dell\u2019Ariston partendo da realt\u00e0 sicuramente pi\u00f9 underground hanno rilasciato due romanzi utili per avere un\u2019idea dello stato di forma dell\u2019attuale panorama indipendente italiano, anche se, dopo aver letto le circa 600 pagine che li compongono, non si pu\u00f2 non pensare che costituiscano pi\u00f9 un tentativo di attestare l\u2019esistenza di tale panorama in un momento in cui, pi\u00f9 che mai, la parola \u201cindie\u201d sembra aver perso il suo potere evocativo.\u00a0<\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A cura di Serena Coletti Ve lo ricordate l\u2019indie? 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