{"id":61046,"date":"2020-01-31T22:14:08","date_gmt":"2020-01-31T21:14:08","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=61046"},"modified":"2020-01-31T22:14:08","modified_gmt":"2020-01-31T21:14:08","slug":"massimo-zamboni-esce-oggi-la-macchia-mongolica-un-disco-ma-anche-un-libro-e-un-film-a-febbraio-gli-instore","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2020\/01\/31\/massimo-zamboni-esce-oggi-la-macchia-mongolica-un-disco-ma-anche-un-libro-e-un-film-a-febbraio-gli-instore\/","title":{"rendered":"MASSIMO ZAMBONI: esce oggi &#8220;LA MACCHIA MONGOLICA&#8221;. Un disco, ma anche un libro e un film. A febbraio gli instore"},"content":{"rendered":"<p align=\"center\"><strong>MASSIMO ZAMBONI<br \/>\n<\/strong><em><strong>LA MACCHIA MONGOLICA<\/strong><\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><strong>Il nuovo album esce oggi 31 genaio per Universal<\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong><a href=\"https:\/\/udsc.lnk.to\/Zamboni_LaMacchia_mongolicaWE\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=https:\/\/udsc.lnk.to\/Zamboni_LaMacchia_mongolicaWE&amp;source=gmail&amp;ust=1580556886361000&amp;usg=AFQjCNF3BPotzL6H63vTyeoQXdHB0rKnGw\">https:\/\/udsc.lnk.to\/Zamboni_<wbr \/>LaMacchia_mongolicaWE<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><a href=\"http:\/\/lamacchiamongolica.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-saferedirecturl=\"https:\/\/www.google.com\/url?q=http:\/\/lamacchiamongolica.com\/&amp;source=gmail&amp;ust=1580556886361000&amp;usg=AFQjCNGIyI-pHqS4LfPir7FDo7eWYUbFBQ\">http:\/\/lamacchiamongolica.com\/<\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"center\"><strong><em>La Macchia Mongolica<\/em><\/strong><strong>\u00a0\u00e8 anche un libro edito da Baldini e Castoldi<br \/>\ne un film diretto da Piergiorgio Casotti<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l\u2019ideale ritorno nella Berlino dei primi anni \u201980 del precedente\u00a0<em>Sonata a Kreuzberg<\/em>,\u00a0<strong>Massimo Zamboni<\/strong>\u00a0compie un nuovo viaggio verso un luogo stavolta segnato da un tempo senza tempo, in cui passato ancestrale, passato recente, presente e futuro si ritrovano sullo stesso orizzonte.\u00a0<strong>Esce il 31 gennaio per Universal<\/strong>\u00a0<strong><em>La Macchia Mongolica<\/em><\/strong>, il\u00a0<strong>nuovo album\u00a0<\/strong>del musicista e scrittore, co-fondatore dei\u00a0<strong>CCCP \u2013 fedeli alla linea<\/strong>\u00a0prima e dei\u00a0<strong>CSI<\/strong>\u00a0dopo.<\/p>\n<p>A oltre venti anni di distanza, Zamboni torna in quella Mongolia che aveva visitato insieme alla moglie e a\u00a0<strong>Giovanni Lindo Ferretti<\/strong>\u00a0e che aveva ispirato il terzo e ultimo disco dei CSI,\u00a0<em>Tabula Rasa Elettrificata<\/em>. In quella terra mitica \u2013 resa immortale dalle gesta di Gengis Khan, attraversata da Marco Polo, conquistata dalla Russia sovietica \u2013 Massimo aveva scoperto un\u2019appartenenza ancestrale, pari solo a quella dei boschi emiliani. E aveva scoperto, per la prima volta nella sua vita, il desiderio di avere un figlio. Caterina nascer\u00e0 due anni dopo, con una macchia inequivocabile: un piccolo livido destinato a scomparire nel tempo, la cosiddetta\u00a0<em>macchia<\/em>\u00a0<em>mongolica<\/em>, un segno che caratterizza oltre il 90% dei neonati mongoli e pochi altri al mondo<em>.\u00a0<\/em>Questo segno sancir\u00e0 in lei (e in Zamboni) l\u2019appartenenza a due mondi spirituali e fisici, l\u2019Emilia dei padri e la Mongolia del desiderio. Compiuti i diciotto anni, Caterina vuole andare in Mongolia, come se volesse tornare a casa.<\/p>\n<p><em>La Macchia Mongolica<\/em>\u00a0\u00e8 l\u2019anima musicale di questo nuovo viaggio (prima tutti insieme, poi Caterina da sola) che Zamboni plasma in\u00a0<strong>13 tracce quasi interamente strumentali<\/strong>, da lui composte e suonate insieme a\u00a0<strong>Cristiano Roversi<\/strong>\u00a0e a\u00a0<strong>Simone Beneventi:\u00a0<\/strong>le chitarre di Massimo a volte dolci e placide, altre volte taglienti e acide, a tratti con virate psichedeliche, incontrano le percussioni sciamaniche di Simone e i bassi avvolgenti di Cristiano<strong>\u00a0in un disco che ha una natura cerimoniale e rituale<\/strong>. Fra animali mitologici, leggende antichissime, paesaggi che diventano luoghi dello spirito, il disco di Zamboni \u00e8\u00a0<strong>la colonna sonora di un\u2019immersione spirituale, di un\u2019indagine sull\u2019Altrove che \u00e8 in noi, di un\u2019esplorazione necessaria tra le stanze della memoria pi\u00f9 intima<\/strong>.<\/p>\n<p>\u201cSenza portarne i segni sulla pelle, mi sento punto anch\u2019io da una macchia mongolica. Ed \u00e8 come se ognuna delle due vite, quella reale di casa, quella irreale qua \u2013 o \u00e8 viceversa? \u2013 fosse contaminata dalla presenza dell\u2019altra\u201d scrive Zamboni a proposito di\u00a0<strong><em>Lunghe d\u2019Ombra<\/em><\/strong>, l\u2019unica traccia del disco con un testo cantato.<\/p>\n<p><em>La Macchia Mongolica<\/em>\u00a0\u00e8 anche\u00a0<strong>un libro<\/strong>, scritto insieme a\u00a0<strong>Caterina Zamboni Russia<\/strong>\u00a0e edito da\u00a0<strong>Baldini e Castoldi<\/strong>, e\u00a0<strong>un film<\/strong>\u00a0diretto da\u00a0<strong>Piergiorgio Casotti<\/strong>.<\/p>\n<p align=\"center\"><b><u><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-60612 size-full\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/zamboni.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"601\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/zamboni.jpg 600w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/zamboni-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/01\/zamboni-300x300.jpg 300w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/>\u00a0<\/u><\/b><\/p>\n<p>L\u2019album si apre con\u00a0<strong><em>Ome Ewe<\/em><\/strong>: \u00e8 un frammento di reale, subito risucchiato nella dimensione del mito. L\u2019ipnotica e solenne voce di Byambaa, l\u2019autista della Uaz, fuoristrada d\u2019epoca sovietica, racconta la leggenda all\u2019origine della macchia mongolica. Fra suoni di chitarre che si allungano \u2013 come ad evocare il volo degli uccelli nel cielo che sovrasta la foresta di pini d\u2019oro e d\u2019argento, l\u00ec dove la vecchia levatrice Ome Ewe schiaffeggia il coccige dei nascituri \u2013 e un coro di synth distorti che sembra il respiro profondo del mondo, l\u2019atmosfera del brano \u00e8 cerimoniale, a celebrare il passaggio attraverso un portale che conduce a un mondo superiore. La traccia successiva,\u00a0<strong><em>La Macchia Mongolica<\/em><\/strong>, si apre con linee di chitarra pi\u00f9 dolci che subito si moltiplicano e si sovrappongono, fino a diventare una marea sonora che esplode poi grazie a percussioni tribali e giri di basso avvolgenti. \u00c8 il rito di iniziazione che diventa festa collettiva, \u00e8 la celebrazione di un segno divino di vita e di forza, un segno blu come il cielo padre e come l\u2019antico lupo che ha dato il colore alla nazione.<\/p>\n<p><strong><em>Heavy desert<\/em><\/strong>, la terza traccia: adesso si parte e ci si ritrova subito nel deserto, avvolti dalle chitarre taglienti di Zamboni e da una sinfonia di seghe metalliche suonate da Simone Beneventi, ad amplificare la percezione allucinatoria di un percorso lungo 350km, no water, only rocks, una strada che sembra non finire mai e che Massimo ricollega direttamente alla Waste Land di T. S. Eliot. Un\u2019infinit\u00e0 di pelli, legni e metalli percossi da Beneventi, il basso ipnotico di Roversi e le chitarrine melodiche di Zamboni raccontano invece di avamposti umani laddove non sembra esserci vita. Gher, bestie e fuochi in una catena di montagne severe dove il ghiaccio nulla concede.\u00a0<strong><em>Sugli Altaji<\/em><\/strong>, la traccia numero quattro. Il brano seguente trasporta una figura della cultura araba (uno spirito che congiunge il mondo dei vivi con quello dei morti) nel deserto del Gobi:\u00a0<strong><em>Djinn\u00a0<\/em><\/strong>\u00e8 una traccia rarefatta che crea un clima di sospensione inquieta, condizione indispensabile per entrare in contatto con questi spiriti. Un\u2019atmosfera sospesa che si prolunga anche nella successiva\u00a0<strong><em>Altopiano ruota<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p>La traccia numero sette,\u00a0<strong><em>Casco in volo<\/em><\/strong>, \u00e8 un riarrangiamento del brano gi\u00e0 presente in\u00a0<em>L\u2019estinzione di un colloquio amoroso<\/em>, album del 2010. Il testo del brano originale \u00e8 scomparso, sostituite da una corda metallica suonata con l&#8217;archetto e resa rimbombante da una cassa di tamburo; e da una sinfonia di chitarre che si sovrappongono sul finale, dando il senso di una liberazione.\u00a0<em>\u201cCome guardare una moto d&#8217;epoca solcare la steppa per chilometri infiniti, o un volo di falco alto sulla nostra tenda\u201d.\u00a0<\/em>Campane di varia natura e chitarre placide si fondono insieme in\u00a0<strong><em>Shu<\/em><\/strong>, un brano che \u00e8 il suono di un\u2019ancestrale armonia fra uomini e animali, quell\u2019armonia che tuttora rivive quando i mongoli pronunciano \u201cshu\u201d nelle orecchie dei loro cavalli per farli partire al galoppo. Un comando che spesso \u00e8 semplicemente un sussurro.\u00a0<strong><em>Huu<\/em><\/strong>\u00a0\u00e8 invece il ricordo grato di un\u2019anziana musicista mongola incontrata vent\u2019anni prima, durante il primo viaggio, con le chitarre che si allungano in quattro direzioni e un coro di monaci registrato allora, mentre la traccia numero nove \u00e8 l\u2019unica canzone propriamente detta, con un testo (e intenzioni di strofa e ritornello) che racconta la condizione di Massimo di fronte a questo progetto: \u201c<em>essere qui e l\u00e0 separando corpo e mente: solo in questo mi pare di intuire l\u2019eventualit\u00e0 di un equilibrio\u201d<\/em>.<\/p>\n<p>La percezione allucinatoria scaturita a partire da\u00a0<em>Heavy desert<\/em>\u00a0si trasforma in miraggio vero e proprio quando si arriva a\u00a0<strong><em>Khovd<\/em>,<\/strong>\u00a0la cui vista in un solo colpo d\u2019occhio la fa apparire quasi \u201ccome una scintillante capitale del pianeta Marte\u201d. I suoi tetti colorati in varie gradazioni spezzano l\u2019infinito immobile del deserto. Si parte alla conquista dell\u2019antica citt\u00e0, del suo cuore pulsante secoli, al galoppo di chitarre e bassi che sanno di deserto africano, di vecchio far west, di steppa e di Siberia, fino a non capire pi\u00f9 dove ci si trovi realmente.\u00a0<strong><em>I cammelli di Bactriana<\/em><\/strong>, il penultimo brano, parte invece come un intermezzo rumoristico che evoca la natura di questi cammelli in transito dall\u2019Afghanistan al Gobi, per aprirsi a met\u00e0 brano in una chitarra allungata che sembra disegnare la linea dell\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>L\u2019album si chiude con\u00a0<strong><em>Mongolia interna<\/em><\/strong>, una traccia distesa in una traiettoria discensionale, un movimento reso fluido dai vocalizzi di\u00a0<strong>Silvia Orlandi<\/strong>. \u201c<em>Forse questo \u00e8 il modo per assolvere i debiti contratti con le terre che ci tengono legati: accettare questa lacerazione, saperla nostra, nell\u2019impossibilit\u00e0 di compiere una vita doppia, o tripla, come si vorrebbe. Lasciare che guidi le nostre scelte, senza ritenere di poterla rimarginare. Sentire la Mongolia in discesa in noi, comprendere l&#8217;Altrove che reca con s\u00e9<\/em>\u201d scrive Zamboni.<\/p>\n<p><b>\u00a0<\/b><\/p>\n<p><strong><u>Tracklist<\/u><\/strong><\/p>\n<ol>\n<li><em>1.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>La macchia mongolica<\/em><\/li>\n<li><em>2.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Sugli Altaj<\/em><\/li>\n<li><em>3.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Khovd<\/em><\/li>\n<li><em>4.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Shu<\/em><\/li>\n<li><em>5.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Huu<\/em><\/li>\n<li><em>6.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Altopiano ruota<\/em><\/li>\n<li><em>7.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>I cammelli di Bactriana<\/em><\/li>\n<li><em>8.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Ome Ewe<\/em><\/li>\n<li><em>9.\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><em>Djinn<\/em><\/li>\n<li><em>10.\u00a0\u00a0<\/em><em>Mongolia interna<\/em><\/li>\n<li><em>11.\u00a0\u00a0<\/em><em>Casco in volo<\/em><\/li>\n<li><em>12.\u00a0\u00a0<\/em><em>Heavy desert<\/em><\/li>\n<li><em>13.\u00a0\u00a0<\/em><em>Lunghe d&#8217;ombre<\/em><\/li>\n<\/ol>\n<p><strong><u>Prossimi appuntamenti<\/u><\/strong><\/p>\n<p>Bologna | DISCO + LIBRO | Feltrinelli P.zza Ravegnana &#8211; 18.00 | 05 FEB 2019<br \/>\nRoma | DISCO + LIBRO | Feltrinelli &#8211; 18.00 | 06 FEB 2019<br \/>\nRoma | DISCO + FILM + LIBRO | Circolo Sparwasser &#8211; 21.30 | 06 FEB 2019<br \/>\nTrequanda (SI) | DISCO + FILM + LIBRO | Circolo ARCI Trequanda &#8211; 21.30 | 07 FEB 2019<br \/>\nFirenze | DISCO + LIBRO | Feltrinelli RED &#8211; 18.00 | 07 FEB 2018<br \/>\nCarpi | DISCO + LIBRO | Auditorium LORIA &#8211; 17.30 | 08 FEB 2018<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>MASSIMO ZAMBONI LA MACCHIA MONGOLICA Il nuovo album esce oggi 31 genaio per Universal https:\/\/udsc.lnk.to\/Zamboni_LaMacchia_mongolicaWE http:\/\/lamacchiamongolica.com\/ La Macchia Mongolica\u00a0\u00e8 anche un libro edito da Baldini <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2020\/01\/31\/massimo-zamboni-esce-oggi-la-macchia-mongolica-un-disco-ma-anche-un-libro-e-un-film-a-febbraio-gli-instore\/\" title=\"MASSIMO ZAMBONI: esce oggi &#8220;LA MACCHIA MONGOLICA&#8221;. Un disco, ma anche un libro e un film. A febbraio gli instore\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":48031,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[5184,3,8],"tags":[11312,4216],"class_list":["post-61046","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-calendario-concerti","category-news","category-uscite","tag-la-macchia-mongolica","tag-massimo-zamboni"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61046","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=61046"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61046\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":61048,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/61046\/revisions\/61048"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/48031"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=61046"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=61046"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=61046"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}