{"id":65831,"date":"2020-12-13T17:17:56","date_gmt":"2020-12-13T16:17:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=65831"},"modified":"2020-12-13T17:20:10","modified_gmt":"2020-12-13T16:20:10","slug":"melancholia-galleggiando-fra-quello-che-sarebbe-potuto-essere-e-quello-che-non-e-stato","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2020\/12\/13\/melancholia-galleggiando-fra-quello-che-sarebbe-potuto-essere-e-quello-che-non-e-stato\/","title":{"rendered":"Melancholia. Galleggiando fra quello che sarebbe potuto essere e&#8230;quello che non \u00e8 stato"},"content":{"rendered":"<p>A cura di <strong>Lara Pacis<\/strong><\/p>\n<p>Negli ultimi mesi di questo nefasto 2020 si \u00e8 parlato molto di un trio musicale che con la sua apparizione ad <strong>X-Factor<\/strong> ha generato attorno a s\u00e9 un discreto interesse: i <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/0melancholia0\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\"><strong>Melancholia<\/strong><\/a>. Una formazione semplice (voce, chitarra e synth) al servizio di una miscela electronic-pop venata di sfumature vagamente punk-wave che, in Italia, non si era sentita da anni. Il tutto condito da una certa tecnica strumentale (specialmente per quel che riguarda la voce) ed una buona capacit\u00e0 di scrittura. I due brani inediti che hanno presentato nel corso del talent hanno colpito per la loro portata potenzialmente internazionale. <strong><em>Le\u00f2n<\/em><\/strong> non avrebbe sfigurato come bonus track in un disco dei <strong>Depeche Mode degli anni 90<\/strong> mentre <strong><em>Alone<\/em><\/strong>, in quanto ad armonie e al mood generale del testo, strizza l\u2019occhio ad alcune ballate della <strong>Bjork pi\u00f9 pop era Post \/ Homogenic<\/strong>. Ad incrementare il mio potenziale interesse per questa giovane band di Foligno, un paio di cover &#8211; Grounds degli Idles e Bloodmoney di Poppy &#8211; eseguite, sempre all\u2019interno di X-Factor, con un dignitosa originalit\u00e0 ed una buona qualit\u00e0 degli arrangiamenti. A dirla tutta, la versione \u201cunplugged\u201d di Grounds che la band ha presentato per Axa Unplugged \u00e8 stata addirittura superiore alla versione presentata durante il live del talent show di Sky, ma questo \u00e8 un altro discorso.<\/p>\n<p>Sempre nel corso della trasmissione, dopo aver proposto le suddette cover (credo sconosciute alla maggior parte di quello che si presume essere lo zoccolo duro dei seguaci di X-Factor) il giudice della band Agnelli decide di farla confrontare con brani pi\u00f9 noti di Eurythmics e Bjork e qui il confronto non regge. La voce di Benedetta comincia a far trapelare qualche limite e pure gli arrangiamenti non sono all\u2019altezza delle precedenti esibizioni. S\u00ec, il lavoro orchestrale su <em><strong>Hunter<\/strong><\/em> <strong>di Bjork<\/strong> \u00e8 stato imponente, ma vorrei ricordare a tutti di ascoltare l\u2019originale che, in quanto ad arrangiamenti, non teme rivali. Di fatto, anche se onestamente a sorpresa, la band viene eliminata dalla competizione. Tragedie, insurrezione del pubblico, polemiche fra i giudici. Teatrino.<\/p>\n<p>Adesso ci ritroviamo tutti qui ad aspettare che i Melancholia reagiscano e comincino a programmare il loro percorso post X-Factor e, un po\u2019 a sorpresa, lo fanno immediatamente pubblicando il loro nuovo lavoro <em><strong>\u201cWhat Are You Afraid Of?\u201d<\/strong><\/em>. Un disco con 9 brani che pare la band avesse avuto in cantiere da un bel po\u2019 di tempo. Un disco dal quale mi aspettavo veramente molto ma che invece \u00e8 risultato per me assai deludente. Fino al momento della pubblicazione pensavo che gli aspetti meno convincenti della band (la produzione e gli arrangiamenti), fossero dovuti al fatto che partecipare ad un talent show mainstream come X-Factor, li avesse costretti ad un compromesso. Li avesse portati ad \u201cedulcorare\u201d il loro vero sound in modo da renderlo pi\u00f9 appetibile ad un pubblico generalista e decisamente meno avvezzo a certe sonorit\u00e0. Sta di fatto che, al contrario, il disco post X-Factor dei Melancholia, risulta ancora pi\u00f9 inoffensivo e blando di quel che ti aspetteresti da una proposta di un talent show. Una miscela completamente anonima di poppettino, rappettino, rockettino di nessuna rilevanza. Il potenziale c\u2019\u00e8 (specialmente per quel che riguarda la scrittura dei brani e la voce di Benedetta), ma tutto il resto \u00e8 completamente sbagliato e trascina la band in un territorio che non \u00e8 n\u00e9 carne n\u00e9 pesce. Mi spiego meglio\u2026o almeno ci provo: al di l\u00e1 dei due inediti gi\u00e0 presentati ad X-Factor che, seppur buoni, soffrono di una totale carenza di sound designing, il resto del disco suona come la traccia dimostrativa di quelle incluse nei preset di una tastiera nuova. Fondamentalmente la versione piano-bar del genere che i Melancholia vorrebbero proporre. Se ti confronti con certo pop internazionale, non puoi prescindere dal livello di produzione che c\u2019\u00e8 in giro. Il rischio \u00e8 quello di risultare una band amatoriale.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-65834\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1.jpg\" alt=\"\" width=\"448\" height=\"450\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1.jpg 1068w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1-768x771.jpg 768w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2020\/12\/melancholia-1-1-1020x1024.jpg 1020w\" sizes=\"auto, (max-width: 448px) 100vw, 448px\" \/><\/a><\/p>\n<p>Escludendo i gi\u00e0 noti <em><strong>Leon<\/strong><\/em> e <strong><em>Alone<\/em><\/strong>, gli unici due brani che mostrano un potenziale sono <strong><em>Venom<\/em><\/strong> e <em><strong>Cellar Door<\/strong> <\/em>ma, ahim\u00e8, anche in questi casi il potenziale rimane per lo pi\u00f9 inespresso. La proposta risulta fiacca, senza corpo e sembra soffrire tantissimo di una completa mancanza di produzione (ancora). Una produzione che nel caso dei Melancholia avrebbe veramente potuto fare la differenza. <em>Venom<\/em> \u00e8 un pezzo che ricorda allo stesso tempo un certo pop bianco americano anni 90 in stile Gwen Stefani (le chitarrine in levare e il mood un po\u2019 \u201crebel\u201d) ed alcune armonie di bands electronic-pop nordiche tipo The Knife (specialmente per quel che riguarda la parte vocale) e Royksopp. Il problema \u00e8 che, sempre a livello di produzione \/ arrangiamenti, manca la \u201cpatina\u201d necessaria per essere il mainstream pop alla Stefani o il sound design pi\u00f9 radicale e personale per rientrare nel pop elettronico \/ sperimentale della band di Karin Dreijer e simili. <em>Cellar Door<\/em> risulta leggermente migliore dal punto di vista del sound,\u00a0 ma rimane comunque un brano poco incisivo, fiacco e senza la pienezza sonora necessaria per farlo risaltare come meriterebbe. Lo sforzo c\u2019\u00e8, ma non \u00e8 abbastanza. Il resto del disco \u00e8 a mio avviso completamente irrilevante. Brani loffi, suoni elettronici molto basic e spesso onestamente cheap, mancanza di bassi con una certa profondit\u00e0, la chitarra risulta assolutamente anonima (roba da concerto di Venditti).<\/p>\n<p>So che tutto questo mio criticismo potrebbe suonare come esageratamente astioso ma nasconde, in realt\u00e0, una certa affezione per il trio di Foligno e s\u00ed, anche parecchia delusione. I Melancholia hanno un potenziale enorme, un potenziale di portata internazionale e per un certo momento mi hanno fatto sperare che, finalmente, anche in Italia ci potesse essere una realt\u00e0 musicale pi\u00f9 marcatamente \u201cpop\u201d che non fosse riducibile a fenomeni come i \u201cbravi ragazzi Sanremesi\u201d, a certo \u201cindie\u201d trito e ritrito oppure a tutta quella schiera di trappers de-noantri dei quali francamente non se ne pu\u00f2 pi\u00f9. Invece no. Invece <strong><em>\u201cWhat Are You Afraid Of?\u201d<\/em> risulta semplicemente insulso<\/strong>. Anche se in cantiere da diverso tempo, risulta un disco affrettato, immaturo e decisamente incompleto. Niente pi\u00f9 che una demo (e neanche fatta troppo bene) da spedire ad un produttore. Ora, non so se il problema qui sia la mancanza di punti di riferimento culturali della band o l\u2019incapacit\u00e0 dei produttori coinvolti ma ho la sensazione che purtroppo sia una combo delle due cose. Di fatto, da una band di potenziale levatura internazionale, i Melancholia rischiano di trasformarsi semplicemente in dei qualsiasi \u201cwannabe\u201d un po\u2019 provinciali. Per adesso non mollo le mie speranze e spero che i Melancholia riescano in futuro a mettere a fuoco i propri punti di forza e le proprie carenze facendo scelte pi\u00f9 decise e, perch\u00e9 no, anche pi\u00f9 radicali. La stoffa c\u2019\u00e8.<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/open.spotify.com\/embed\/album\/1Lw5SpAKdgPJIMBucI6Qbn\" width=\"300\" height=\"380\" frameborder=\"0\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A cura di Lara Pacis Negli ultimi mesi di questo nefasto 2020 si \u00e8 parlato molto di un trio musicale che con la sua apparizione <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2020\/12\/13\/melancholia-galleggiando-fra-quello-che-sarebbe-potuto-essere-e-quello-che-non-e-stato\/\" title=\"Melancholia. 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