{"id":6623,"date":"2016-09-27T11:25:57","date_gmt":"2016-09-27T09:25:57","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=6623"},"modified":"2018-01-01T18:16:50","modified_gmt":"2018-01-01T17:16:50","slug":"se-i-verdena-suonano-iosonouncane-e-viceversa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/09\/27\/se-i-verdena-suonano-iosonouncane-e-viceversa\/","title":{"rendered":"Se i Verdena suonano IoSonoUnCane (e viceversa)"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"aligncenter wp-image-6624\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/13615452_1318340004843479_6177443654154948707_n.jpg\" alt=\"13615452_1318340004843479_6177443654154948707_n\" width=\"350\" height=\"349\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/13615452_1318340004843479_6177443654154948707_n.jpg 240w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/13615452_1318340004843479_6177443654154948707_n-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/13615452_1318340004843479_6177443654154948707_n-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/09\/13615452_1318340004843479_6177443654154948707_n-60x60.jpg 60w\" sizes=\"auto, (max-width: 350px) 100vw, 350px\" \/><\/p>\n<p>Di<strong> <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/profile.php?id=100010142087571&amp;fref=ts\" target=\"_blank\">Antonio Serra<\/a><\/strong><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Il concetto di <strong>split<\/strong> \u00e8 legato a filo doppio alla cultura punk, alle band indie e, pi\u00f9 ingenerale, a quella del DIY ed all&#8217;alba delle etichette indipendenti, in quegli anni &#8217;80 che tanto hanno costruito (quasi quanto hanno distrutto) di quello che ritroviamo nella cultura musicale contemporanea.<br \/>\nI <strong>Verdena<\/strong> non sono pi\u00f9 una band indie da tempo, ammesso che lo siano mai stati davvero, ma di quell&#8217;approccio conservano un certo margine di indipendenza che si sono guadagnati negli anni, pagandolo con fatica, con critiche, con mezzi passi falsi e non ultimo con una lentezza disarmante nella composizione dei dischi, da almeno dieci anni a questa parte. L&#8217;autarchia dei Verdena unita alla bulimia compositiva di <strong>Alberto Ferrari<\/strong> hanno avuto come effetto la diluizione, quasi omeopatica, della qualit\u00e0 della proposta.<br \/>\nDall&#8217;altra parte c&#8217;\u00e8 <strong>Jacopo Incani<\/strong>, in arte <strong>Iosonouncane<\/strong>, che al secondo album completamente\u00a0autoprodotto, dell&#8217;autarchia compositiva e dei tempi lunghi di realizzazione ha saputo cogliere gli aspetti migliori: la ricerca, la sintesi, la cura dei dettagli. Ha sfornato nel 2015 un album, <em><strong>DIE<\/strong><\/em>, che \u00e8 andato dritto in cima a tutte le classifiche di gradimento; dentro c&#8217;era tutto il background autorale che aveva lasciato intravedere nell&#8217;esordio <em>La Macarena Su Roma<\/em> (del 2010!!!) e tutto l&#8217;estro, l&#8217;attitudine arty, che in quel lavoro erano funzionali a strutture portate in giro con voce e chitarra e qualche ammennicolo. Con DIE l&#8217;autore sardo ha sciolto le cime e si \u00e8 lanciato in una esplorazione interiore che lo ha portato ad osare, con la scrittura e la composizione prima, con l\u2019esplorazione stilistica poi, divenendo di fatto un paladino dell&#8217;elettronica suonata ed usata bene.<br \/>\nI due cofirmatari di questo Split EP li ho visti pi\u00f9 volte dal vivo, anche dividere lo stesso palco: in quella particolare circostanza Iosonouncane presentava un set completamente elettronico fedele in tutto e per tutto alla versione su disco di DIE, mentre i Verdena portavano in giro <em>Endkadenz vol1<\/em>. Era l&#8217;edizione 2015 del <strong>ColorFest<\/strong> di Lamezia Terme ed in quella\u00a0occasione il mio amico <strong>Roberto Gentili<\/strong> ricevette la famosa proposta, da parte del trio bergamasco, di curare la grafica promozionale del futuro volume 2.<br \/>\nIosonouncane l&#8217;ho poi rivisto proporre quegli stessi brani solo voce e chitarra, in teatro a Cosenza, per la rassegna <strong>Ragazzi Di Oggi<\/strong>, \u00e8 stato uno spettacolo magico e toccante dove le doti compositive e vocali del &#8220;nostro&#8221; risaltarono scintillando tra il buio della platea.<br \/>\nMa veniamo al disco: la scelta delle due formazioni (Iosonouncane si avvale dei cori della brava <strong>Serena Locci<\/strong>) ricade sulla reinterpretazione di due rispettive cover a testa prese dall&#8217;ultimo disco.<br \/>\nJacopo Incani sceglie <strong><em>Diluvio<\/em><\/strong> ed <strong><em>Identikit<\/em><\/strong>, i Verdena propendono per <strong><em>Carne<\/em><\/strong> e <strong><em>Tanca<\/em><\/strong>.<br \/>\nIl gioco di ritrovare tra gli spartiti quanto della canzone originale sia rimasto \u00e8 interessante e coinvolgente.<br \/>\nE&#8217; il medesimo principio per cui ci si appassiona tanto alle versioni unplugged, per cui si ricercano le altered takes, per cui ci si affanna a scovare le reharsals. Ora, io non voglio sembrare uno di quegli impallinati che devono per forza incensare qualcuno di cui sono fan; anche perch\u00e9 non posso ritenermi un vero fan di Iosonouncane come non lo sono dei Verdena e poi per mia indole ricerco sempre l&#8217;obiettivit\u00e0 nel racconto di ci\u00f2 che propongo. Quello che sto per scrivere far\u00e0 incazzare molti di voi che adorano ogni stecca della ditta Ferrari, per\u00f2 \u00e8 palese che Iosonouncane da questi ascolti ne esce rinvigorito ed i Verdena gli pagano pegno.<br \/>\nSe la struttura di <em>Carne<\/em> e <em>Tanca<\/em> viene conservata, l&#8217;approccio strumentale vira drasticamente verso territori super stoner che riportano dritti a <em>Requiem<\/em>, ed anzi ne ribadiscono il debito (di quel disco) verso i primi <strong>Queens Of The Stone Age<\/strong>. Provate a cercare i bending ed i micro fraseggi in scala misolidia nascosti\u00a0dentro <em>Tanca<\/em>, per non parlare dei chitarroni registrati come se avessero messo il microfono dietro la porta dello studio. Non mancano le incursioni nel beat e nella psichedelia anni &#8217;70 tanto care alla loro produzione pi\u00f9 recente, che qui ricordano pi\u00f9 <strong>Battisti<\/strong> che i <strong>Flaming Lips<\/strong>.<br \/>\nBadate bene, il risultato \u00e8 eccellente: i brani scritti da Incani si prestano in modo inaspettato a questo cambio di make-up ed i Verdena sembrano rinati nell&#8217;interpretarli con tale foga e attitudine. Ma quanto\u00a0di questo \u00e8 merito della forza, della solidit\u00e0, della scrittura di Jacopo Incani?<br \/>\nDopo aver ascoltato questi brani dapprima in versione elettronica, poi in versione acustica ed in fine in versione stoner, io mi sbilancio: almeno il 70% (e mi trattengo dall&#8217;andare oltre solo perch\u00e9 i Verdena\u00a0ci mettono tanto del loro).<br \/>\nSe quella dei Verdena \u00e8 una reinterpretazione fuzzosa ed accordata un tono in gi\u00f9, Iosonouncane\u00a0si prende la briga di destrutturare e rimodellare, scomporre pezzo per pezzo e ricomporre nuove forme con maestria e genuinit\u00e0, con senso del moderno, dell&#8217;attualit\u00e0. Iosonouncane supera l&#8217;estetica rock andando oltre il manierismo fine a se stesso. Le versioni di <em>Diluvio<\/em> e <em>Identikit<\/em> che ne escono fuori sono brani quasi completamente nuovi, tirati a lucido e confezionati come se la loro vera forma non dovesse essere che questa, fin da principio. E mentre la penna di Alberto Ferrari si rende trasparente alla reinterpretazione che ne fa Jacopo, perch\u00e9 diluita, liquida, modellabile, la scrittura di Iosonouncane\u00a0si dimostra potente, vibrante, elaborata, matura.<br \/>\nQuesto disco \u00e8 la prova provata della caratura di Jacopo Incani: un artista da assurgere a nuovo punto di riferimento per la musica italiana contemporanea.<br \/>\nIosonouncane affonda la sua trama liturgica nell&#8217;interiorizzazione di Dalla, Battisti, De Andr\u00e8, Tenco e tutti quanti quei maestri che hanno contribuito a costruire il concetto di canzone d&#8217;autore italiana.<br \/>\nIncani li prende, li mastica, li impasta di saliva e li ingoia, piano, con gusto e godimento. Se \u00e8 vero che la rosa ha i denti nella bocca dei ruminanti, allora \u00e8 cos\u00ec che Iosonouncane diventa il nostro nuovo messia portando la parola degli dei della canzone italiana, traducendola per noi nella lingua della musica contemporanea: fresca ed appagante, comprensibile e raffinata, avvincente e sostanziosa.<br \/>\nQuesto disco \u00e8 l&#8217;affermazione di come alla base di tutte le pippe mentali che ci si pu\u00f2 fare sui generi, i suoni, le estetiche, le nicchie, il mainstream, i talent, l&#8217;underground , i soldi, la fame, quello che conta \u00e8 una cosa sola: scrivere belle canzoni.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Di Antonio Serra Il concetto di split \u00e8 legato a filo doppio alla cultura punk, alle band indie e, pi\u00f9 ingenerale, a quella del DIY <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/09\/27\/se-i-verdena-suonano-iosonouncane-e-viceversa\/\" title=\"Se i Verdena suonano IoSonoUnCane (e viceversa)\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":6624,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[564,236,8,7,82],"tags":[867,671,866,946,670],"class_list":["post-6623","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-alternative","category-elettronica","category-uscite","category-recensioni","category-talk-to","tag-die","tag-endkadenz","tag-iosonouncane","tag-split","tag-verdena"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6623","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6623"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6623\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6629,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6623\/revisions\/6629"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6624"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6623"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6623"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6623"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}