{"id":7206,"date":"2016-10-10T14:02:54","date_gmt":"2016-10-10T12:02:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=7206"},"modified":"2018-01-01T18:09:57","modified_gmt":"2018-01-01T17:09:57","slug":"roberto-dellera-enrico-gabrielli-e-lino-gitto-musica-e-anima-dei-fratelli-winstons","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/10\/10\/roberto-dellera-enrico-gabrielli-e-lino-gitto-musica-e-anima-dei-fratelli-winstons\/","title":{"rendered":"Roberto Dell\u2019Era, Enrico Gabrielli e Lino Gitto: musica e anima dei &#8220;Fratelli Winstons&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-7207 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/winstons1-300x172.jpg\" alt=\"winstons1\" width=\"300\" height=\"172\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/winstons1-300x172.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/winstons1.jpg 305w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>\u00c8 un gran trio quello dei <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/thewinstons1\/?fref=ts\" target=\"_blank\">Winstons<\/a>,<\/strong> formato da tre amici-fratelli: <strong><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/rdellera?fref=ts\">Roberto Dell\u2019Era<\/a>, <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/enricogabriellifans\/?fref=ts\">Enrico Gabrielli<\/a> e <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/carmelo.gitto.92?fref=ts\">Lino Gitto<\/a>.<\/strong><\/p>\n<p><strong>Roberto<\/strong>, conosciuto ai pi\u00f9 come bassista degli <a href=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/08\/31\/afterhours-il-racconto-di-una-piccola-iena\/\" target=\"_blank\"><strong>Afterhours<\/strong><\/a>, band alla quale \u00e8 riuscito a dare quel tocco di internazionalit\u00e0 in pi\u00f9, \u00e8 stato capace anche di \u201csfornare\u201d due ottimi album usciti a suo nome;<\/p>\n<p><strong>Enrico<\/strong> \u00e8 un polistrumenista \u00a0geniale (ex <strong>Afterhours<\/strong>\u00a0 ai tempi de \u201c<em>I milanesi ammazzano il sabato<\/em>\u201d, <strong><em>Calibro 35, PJ.Harvey<\/em>)<\/strong><\/p>\n<p><strong>Lino <\/strong>\u00e8 invece un eclettico batterista (<strong>UFO<\/strong>).<\/p>\n<p>I tre ragazzoni, dopo averci regalato a inizio anno una perla, \u201c<strong>The Winstons<\/strong>\u201d, che ha ricevuto i favori di pubblico e critica, e un tour in giro per l\u2019Italia, hanno fatto uscire per i loro scatenati fan una nuova fatica discografica su 45 giri: \u201c<em>Golden Brown<\/em>\u201d degli Strangles (A side), e l\u2019inedito \u201c<em>Black Shopping Bag\u201d<\/em> (B side).<\/p>\n<p>Al di l\u00e0 della ricchezza musicale e sonora, proveniente direttamente dagli anni \u201870, in particolare dalla <em>scuola di Canterbury<\/em>, regalandoci un mix unico di <em>psichedelia e prog<\/em>, suoni acidi e libert\u00e0 d\u2019espressione, i <strong>The<\/strong> <strong>Winstons<\/strong> ci offrono tutta la loro grinta, la loro pazzia, il loro entusiasmo, che nascono dall\u2019amicizia dei tre \u201cgiovanotti\u201d, un\u2019alchimia ancor pi\u00f9 evidente nei live. A chi potrebbe tacciarli di essere derivativi, loro non nascondono niente. Lo fanno nei ringraziamenti in cui tra gli altri spuntano fuori nomi del calibro di\u00a0 <strong>Robert Wyatt <\/strong>e<strong> Roger Waters<\/strong>. Sembra facile, certo, ma sfido chiunque a lasciarsi guidare, nell\u2019ispirazione, da mostri sacri di tal fatta, a riproporre musica psych-prog, in tutta la sua complessit\u00e0,come se si trattasse di un semplice gioco. Ebbene,\u00a0 i tre <em>fratelli Winstons<\/em> ci sono riusciti, hanno fatto centro.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7208 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/the-winstons2-300x200.jpg\" alt=\"the-winstons2\" width=\"300\" height=\"200\" \/><\/p>\n<p>L\u2019inizio dell\u2019album omonimo \u00e8 spiazzante, davvero. \u201d<em>Nicotine Freak<\/em>\u201d \u00e8 un pezzo fantastico, coi primi due minuti che scorrono lenti, tra improvvisazioni jazz e momenti lisergici in pieno stile <strong>Robert Wyatt<\/strong>. Tutt\u2019a un tratto organo, strumenti a fiato, basso, creano un\u2019 esplosione di suoni e colori tale da sembrare usciti direttamente dall\u2019album psichedelico- floydiano \u201c<em>The Piper at the Gates of Dawn<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><em>\u201cPlay with the rebels<\/em>\u201d \u00e8 un altro brano riuscitissimo, dal quale esce fuori la voce calda e l\u2019anima blues di <strong>Roberto;<\/strong> in questo pezzo rivivono il suo amore per <strong>The Beatles<\/strong>, <strong>The<\/strong> <strong>Doors<\/strong>, e tutto ci\u00f2 che gli anni \u201960 ci hanno lasciato di unico: non solo ottima musica ma un certo mood dell\u2019epoca, la libert\u00e0, l\u2019entusiasmo e la creativit\u00e0 che si respirava allora.<\/p>\n<p>Fondamentale nell\u2019album \u00e8 anche l\u2019impronta di <strong>Gabrielli<\/strong> che, da giocoliere eclettico della musica qual \u00e8, si destreggia in maniera unica tra organo e strumenti a fiato. L\u2019utilizzo dei synth \u00a0che c\u2019\u00e8 in <em>\u201c\u2026On a dark cloud\u201d<\/em> \u00e8 fantastica, ti riporta alle atmosfere di \u201cA<em>nimals<\/em>\u201d dei <strong>Pink Floyd<\/strong>, in particolare \u201cS<em>heep<\/em>\u201d e insieme ai <strong>Soft Machine<\/strong>, grazie all\u2019utilizzo di un basso martellante che accompagna accattivanti strumenti a fiato creando una sorta di climax, di attesa, unici.<\/p>\n<p>Se tra i ringraziamenti c\u2019\u00e8 anche <strong>Ray Manzarek<\/strong>, la risposta va ritrovata nella splendida \u201c<em>She\u2019s my face<\/em>\u201d e nella potenza ed energia del suo organo ,che, in uno stupendo gioco di rincorsa col basso viene fuori in maniera esplosiva nella divertente &#8220;<em>Viaggio nel Suono a tre dimensioni<\/em>&#8221; in cui il trio sembra non volersi prendere troppo sul serio: ci\u00f2 che conta \u00e8 pensare a divertirsi e divertire chi ascolta.<\/p>\n<p>Una cusiosit\u00e0 legata all\u2019album \u00e8 il viaggio in Giappone di <strong>Gabrielli<\/strong>. Pare che mentre si trovasse a Tokyo, in un quartiere di artisti freak, abbia sentito musica particolare, di dubbio gusto, ma tale da scatenare in lui l\u2019idea di creare il super-trio.<\/p>\n<p>\u201c<em>\u30ab\u30f3\u30ac\u30eb\u30fc\u76ee (Diprotodon<\/em>)\u201d e \u201c<em>\u756a\u53f7\u756a\u53f7 (Number Number\u201d)<\/em> sono frutto proprio della brillante follia di <strong>Enrico Gabrielli<\/strong>, pezzi che si muovono tra<em> prog, pop, jazz e frasi in giapponese<\/em> (o qualcosa che gli assomiglia!).<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-medium wp-image-7209 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/the-winstons-golden-brown-1-300x200.jpg\" alt=\"the-winstons-golden-brown-1\" width=\"300\" height=\"200\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/the-winstons-golden-brown-1-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/the-winstons-golden-brown-1.jpg 343w\" sizes=\"auto, (max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Lo spirito <em>Freak e vintage<\/em> riemerge nel \u201945 giri, un 7 pollici in vinile color oro, in appena 450 copie, solo per i fan pi\u00f9 accaniti. Oltre a \u201c<em>Golden Brown\u201d<\/em>, canzone degli <strong>Strangles<\/strong> amata molto da <strong>Roberto Dell\u2019Era<\/strong>, che gi\u00e0 si divertiva a suonare durante i concerti, e qui riproposta in maniera molto personale, c\u2019\u00e8 anche un pezzo nuovo di zecca <em>\u201cBlack Shopping Bag\u201d.<\/em><\/p>\n<p>I primi due minuti si delineano in maniera da farlo sembrare un brano che ben avrebbe figurato negli album di \u201c<strong>Dellera\u201d<\/strong>, con la riproposizione di un&#8217;ambientazione anni sessanta anche nell\u2019utilizzo della voce. Ad un tratto per\u00f2 torna \u201c<em>l\u2019atmosfera Winstons<\/em>\u201d, con i soliti rimandi ai grandi nomi, gi\u00e0 citati, da pelle d\u2019oca. Ne risulta un pezzo che vien voglia di ascoltare all\u2019infinito, provare per credere.<\/p>\n<p>Speriamo,\u00a0 visto le premesse, che il lavoro dei <strong>The Winstons <\/strong>possa andare avanti e che il trio possa riprendere lo straordinario tour che li ha portati a suonare live nei palchi d\u2019Italia, ad incendiare noi fan \u201cnostalgici\u201d, a farci viaggiare tra il passato e il presente della musica in un mix di passione e follia.<br \/>\n<iframe loading=\"lazy\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/BoCqWxn8gPs\" width=\"560\" height=\"315\" frameborder=\"0\" allowfullscreen=\"allowfullscreen\"><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>&nbsp; \u00c8 un gran trio quello dei Winstons, formato da tre amici-fratelli: Roberto Dell\u2019Era, Enrico Gabrielli e Lino Gitto. 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