{"id":7333,"date":"2016-10-12T15:14:54","date_gmt":"2016-10-12T13:14:54","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=7333"},"modified":"2018-01-01T18:08:46","modified_gmt":"2018-01-01T17:08:46","slug":"giammo-romanzo-breve","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/10\/12\/giammo-romanzo-breve\/","title":{"rendered":"GIAMMO. Romanzo breve."},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-4071\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg.png\" alt=\"Immagineg\" width=\"560\" height=\"315\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg.png 408w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg-300x169.png 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/Immagineg-768x433.png 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 560px) 100vw, 560px\" \/><\/p>\n<p><em>scritto insieme ad <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/ada.schettini?ref=ts&amp;fref=ts\">Ada Schettini<\/a>.<\/em><\/p>\n<p>CAPITOLO XI<\/p>\n<p><span style=\"color: #373e4d\">Giammo ripose il cellulare sulla sua scrivania. Era di un bianco lucido, piuttosto scarna, con un lumino a braccio grigio metallizzato, riposto ad un angolo, che illuminava tiepidamente la stanza.<br \/>\nLe pareti erano di un verde acceso poco uniforme: Giammo aveva pensato di dipingerle il giorno in cui sua sorella era partita per l\u2019erasmus. Marghe, infatti, pur non vivendo in casa con lui e la madre, aveva sempre avuto un posto sicuro nella camera del fratello e Giammo lo conservava gelosamente: era una poltrona letto blu scuro, con qualche toppa messa alla buona, su cui lei dormiva qualche rara volta.<br \/>\nPrima di essere verdi, le pareti erano bianche come l\u2019armadio e come la testata del letto, di legno, intarso di venature color panna. Giammo era un minimalista, pochi colori, ambiente ordinato, quasi asettico. Nessun quadro appeso, tranne una foto di Ali accovacciata a raccogliere un fiore, poggiata sul comodino insieme alla piccola chiave che lei gli aveva regalato sul pontile.<br \/>\nUna chitarra all\u2019angolo, vicino la finestra che dava nella guardiola del parco e un poster dei Verdena attaccato asimmetricamente sulla porta.<br \/>\nA donare un fiato di vita a quell\u2019ambiente erano i suoi vestiti, sparsi un po\u2019 qua un po\u2019 l\u00e0: una pila di magliette stirate a mezze maniche poggiate sulla sedia, qualche coppia di calzini arrotolati ai piedi del letto, un jeans azzurrino sulla poltrona vicino alla scrivania.<br \/>\nGiammo si spogli\u00f2, si infil\u00f2 una canottierina leggera bianca, fedele pigiama da tempo ormai e si ficc\u00f2 a letto: prima sul fianco sinistro, poi quello destro, poi a pancia in su, poi ancora all\u2019ingi\u00f9 ficcando la testa sotto al cuscino. Poi sent\u00ec caldo, quindi si scost\u00f2 le coperte.. infine, dopo qualche minuto di tregua, un prurito improvviso alle caviglie lo distolse definitivamente dal dormiveglia.<br \/>\nVoleva dormire, disperatamente, ma proprio non ci riusciva, nonostante i tentativi.<br \/>\nAli non gli aveva risposto, perch\u00e9? Perch\u00e9 era voluta andar via dal locale senza godersi il divertente spettacolo di Pietro e Gabri, proprio lei, che era una curiosona? Perch\u00e9 lo aveva baciato di sfuggita quando l\u2019aveva accompagnata a casa? Lui voleva abbracciarla, voleva sentirla, ma lei era scappata, letteralmente, dalle sue braccia. Lo faceva spesso. Scappava.<br \/>\nSi pass\u00f2 entrambe le mani sulla faccia, Giammo, sperando di scacciare via i suoi pensieri, ma niente. Aveva fissa in testa l\u2019immagine di Alice che ballava con Pietro quella sera e, sebbene lui si fidasse ciecamente di entrambi, percepiva che c\u2019era qualcosa tra di loro che era solo di loro due e di nessun altro. Lui non poteva saperla, non poteva capire, poteva solo restare a guardare e questo lo angosciava, anche perch\u00e9 in fondo in fondo si sentiva invidioso di quella complicit\u00e0 silenziosa e di questa invidia si vergognava tanto.<br \/>\n\u201cMi ha fottuto il cervello.. maledetta Polli\u201d confess\u00f2 a se stesso, in un flebile sussurro, mentre si girava nel letto, nella direzione del comodino.<br \/>\n\u201cHai scelto me.. ma cosa hai scelto in realt\u00e0?\u201d continu\u00f2, sempre con s\u00e9 stesso, posando fisso lo sguardo verso la chiave, dono per lui prezioso. La prese delicatamente, stringendola forte in una mano.. Rest\u00f2 sveglio ancora per un po\u2019 a pensare fin quando, finalmente, si addorment\u00f2.<br \/>\n<\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>&#8230;Ultmo capitolo.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>scritto insieme ad Ada Schettini. CAPITOLO XI Giammo ripose il cellulare sulla sua scrivania. 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