{"id":7567,"date":"2016-10-18T21:20:52","date_gmt":"2016-10-18T19:20:52","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=7567"},"modified":"2018-01-01T18:06:01","modified_gmt":"2018-01-01T17:06:01","slug":"moon-in-june-dal-18-no-in-other-words-we-are-three","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/10\/18\/moon-in-june-dal-18-no-in-other-words-we-are-three\/","title":{"rendered":"MOON IN JUNE: dal 18 novembre IN OTHER WORDS WE ARE THREE"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\" wp-image-7569 aligncenter\" src=\"http:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/MOON-IN-JUNE-300x300.jpg\" alt=\"moon-in-june\" width=\"390\" height=\"390\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/MOON-IN-JUNE-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/MOON-IN-JUNE-150x150.jpg 150w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/MOON-IN-JUNE-768x768.jpg 768w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/MOON-IN-JUNE-60x60.jpg 60w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2016\/10\/MOON-IN-JUNE.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 390px) 100vw, 390px\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sar\u00e0 disponibile dal 18 novembre<strong> \u201cIn Other Words We Are Three\u201d<\/strong>, primo lavoro dei <a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/bandmooninjune\" target=\"_blank\">Moon In June<\/a>, band formata da Giorgio Marcelli (basso, voce), Massimiliano &#8216;Budo&#8217; Tonolini (batteria) e Cristian Barbieri (chitarra), musicisti della scena bresciana gi\u00e0 al lavoro con progetti come Annie Hall, Le Man Avec Les Lunettes, Claudia Is On The Sofa, Il Sindaco e Jesus Etc.. Fin dal nome scelto per rappresentarsi \u2013 che omaggia una suite scritta da<strong> Robert Wyatt<\/strong> per l&#8217;album \u201cThird\u201d dei Soft Machine \u2013 i tre testimoniano una genuina devozione al rock in lingua inglese, faro di una navigazione intimamente blues che si fonde con una scrittura tipicamente pop-rock ma concedendosi qualche deviazione nel grunge e alcune fascinazioni psichedeliche di stampo british.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Sono queste le prerogative di un disco che testimonia l&#8217;indole febbrilmente live dei <strong>Moon In June<\/strong>, un approccio conservato anche in fase di registrazione grazie alla produzione di <strong>Stefano Moretti<\/strong> e alla perizia tecnica dei tre, che brano dopo brano ottengono un&#8217;efficace amalgama fra contrasti, influenze e suggestioni differenti. Cos\u00ec si spiega il titolo del lavoro, un riferimento alla frase di apertura dell&#8217;autobiografia di <strong>Charles Mingus<\/strong> (\u201cIn other words I&#8217;m three\u201d), dove il soggetto <em>&#8220;io&#8221; \u00e8 stato modificato in &#8220;noi&#8221;<\/em> perch\u00e9, spiega il trio,<em> \u201cci piace pensare che le persone tutte d&#8217;un pezzo non esistano\u2026 e che se esistono sono un po&#8217; noiose. Mingus si riferisce alle sfaccettature del suo essere e riassume s\u00e9 stesso in tre tratti molto diversi. E&#8217; un punto di vista molto affascinante; nei nostri testi aleggia spesso il contrasto tra le sfaccettature della personalit\u00e0, \u00e8 un aspetto curioso anche se spesso mette in difficolt\u00e0, forse perch\u00e9 si tende ad inquadrare invece che soffermarsi sulle sfumature\u201d.<\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Contrasto dopo contrasto, le canzoni dei Moon In June parlano delle cose normali che possono accadere \u201cad una persona che abbia una quantit\u00e0 sufficiente di anni per averle vissute e una maturit\u00e0 necessaria per averle rielaborate\u201d: le difficolt\u00e0 e lo smarrimento nel rapportarsi con s\u00e9 stessi come nell&#8217;iniziale <strong>\u201cDesert\u201d<\/strong>, gli amori non corrisposti e rielaborati col passare del tempo come in <strong>\u201cThe picture\u201d<\/strong> (che cita una celebre scena di \u201cThe Dreamers\u201d di <strong>Bernardo Bertolucci<\/strong> con protagonista Eva Green), il superamento delle briglie della religione (<strong>\u201cAgain\u201d<\/strong>) e la decadenza etica della politica contemporanea (\u201c<strong>Please don&#8217;t care about me\u201d<\/strong>). Il tutto raccontato con una facilit\u00e0 di scrittura e una cura degli arrangiamenti che sorprende per quanto sappia essere \u201cclassica\u201d eppure molto coinvolgente.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">E&#8217; un disco che cattura l&#8217;attenzione <strong>\u201cIn Other Words We Are Three\u201d<\/strong>: all&#8217;inizio seduce con il suo songwriting accattivane e vario, poi guida l&#8217;ascoltare alla ricerca di dettagli di suono preziosi, infine si lega a quest&#8217;ultimo come sanno fare i dischi che preferiscono l&#8217;onest\u00e0 d&#8217;intenti e la devozione alla propria ispirazione invece di finzioni ad effetto che celano il nulla. Cos\u00ec accade ad esempio nella cover di <strong>&#8220;Angelene&#8221;<\/strong> di <strong>PJ Harvey<\/strong>, \u201cun&#8217;artista che stimiamo e amiamo tantissimo\u201d spiegano i <strong>Moon In June<\/strong>. In questo caso il brano viene rivisitato in modo a tal punto personale da risultare alla fine perfettamente allineato alle altre canzoni, come un piccolo grande gioiello di cui andare fieri.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>Sar\u00e0 disponibile dal 18 novembre \u201cIn Other Words We Are Three\u201d, primo lavoro dei Moon In June, band formata da Giorgio Marcelli (basso, voce), Massimiliano <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2016\/10\/18\/moon-in-june-dal-18-no-in-other-words-we-are-three\/\" title=\"MOON IN JUNE: dal 18 novembre IN OTHER WORDS WE ARE THREE\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":1,"featured_media":7569,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[239,3,8,939,977,457],"tags":[408],"class_list":["post-7567","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-blues","category-news","category-uscite","category-pop","category-psichedelia","category-rock","tag-macrame-trame-comunicative"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7567","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7567"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7567\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7571,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7567\/revisions\/7571"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7569"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7567"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7567"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7567"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}