{"id":77883,"date":"2023-02-20T12:56:22","date_gmt":"2023-02-20T11:56:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=77883"},"modified":"2023-02-20T12:56:22","modified_gmt":"2023-02-20T11:56:22","slug":"interviste-ucraina-appunto-una-guerra-fabio-izzo-in-viaggio-tra-le-miserie-umane-di-un-conflitto-senza-vincitori","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2023\/02\/20\/interviste-ucraina-appunto-una-guerra-fabio-izzo-in-viaggio-tra-le-miserie-umane-di-un-conflitto-senza-vincitori\/","title":{"rendered":"[Interviste] &#8220;Ucraina, appunto una guerra&#8221; Fabio Izzo in viaggio tra le miserie umane di un conflitto senza vincitori"},"content":{"rendered":"<p>A cura di: <strong>Antonio Bastanza<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 disponibile in libreria e nei principali bookstore online \u201cUcraina, appunto una guerra. La vita scorre fuori dai margini\u201d il nuovo libro di <strong>Fabio Izzo<\/strong>, pubblicato da <strong>Il foglio letterario edizioni<\/strong>.<\/p>\n<p>Classe 1977, originario di Acqui Terme (Alessandria), ha vissuto tra Italia, Finlandia e Polonia. La cultura e la letteratura di quest\u2019ultimo Paese, in particolare, hanno lasciato un segno profondo nelle opere di Izzo, che si \u00e8 cimentato nella traduzione della poesia dal polacco e ha messo la Polonia al centro della graphic novel \u201c<em>Uccidendo il secondo cane<\/em>\u201d (Oblomov 2019), realizzata insieme a <strong>Valerio Gaglione<\/strong>, candidata al <strong>Premio Strega<\/strong> e poi pubblicata anche in Francia. Izzo \u00e8 stato scoperto dalla casa editrice Il foglio letterario con il suo primo romanzo, \u201c<em>Eco a perdere<\/em>\u201d, pubblicato nel 2005: un mix di autobiografia e riflessioni notturne.<\/p>\n<p>Ne sono seguiti altri 7, editi da Il foglio letterario e da Terra d\u2019ulivi, senza contare racconti e traduzioni varie. Un portfolio di bizzarre storie d\u2019amore e punk estremamente colte, con atmosfere quasi sempre dissacranti e sarcastiche. Candidato dallo scrittore e accademico Predrag Matvejevic al Premio Strega nel 2014 con il suo romanzo \u201c<em>To Jest<\/em>\u201d (\u201cQuesto \u00e8\u201d, in polacco), nel 2022 a cavallo tra febbraio e marzo si \u00e8 recato in Polonia per prestare opera di volontariato e per raccontare quanto visto in una serie di articoli, pubblicati su \u201cL\u2019ancora\u201d settimanale cattolico.<\/p>\n<p>Cracovia, febbraio 2022. Un esodo biblico invade la citt\u00e0. Un triste fiume di gente in fuga dalla guerra che vaga senza meta, dorme allo stadio o in stazione, tra la ricerca di un alloggio e di un\u2019offerta di lavoro. Un fiume che si agita alla ricerca di documenti, passaporti e soldi, euro, z\u0142oty e dollari. Un moto continuo da Est verso Ovest alla ricerca della salvezza, alla merc\u00e9 di approfittatori e burocrati che nel disfacimento globale riescono a trovare sempre nuove procedure per etichettare, classificare, registrare, tradire e sfruttare per poi dimenticare e abbandonare queste persone al loro destino.<\/p>\n<p>\u201cUcraina, appunto una guerra. La vita scorre fuori dai margini\u201d racconta la storia di un popolo attraverso le testimonianze di chi \u00e8 sopravvissuto a un passato terribile.<br \/>\nSono le vicende di un\u2019umanit\u00e0 semplice, degli uomini e delle donne comuni che resistono nonostante un presente inquietante, a guidare Fabio Izzo, tra citazioni musicali e fumettistiche sparse qua e l\u00e0, in questo mockumentary letterario.<\/p>\n<p>\u201cUcraina, appunto una guerra\u201d \u00e8 un titolo dal doppio significato. Il conflitto (l\u2019operazione speciale o guerra, per l\u2019appunto) viene qui raccontato attraverso l\u2019odissea vissuta in prima persona dal protagonista, un rifugiato che attraversa il suo paese bombardato per raggiungere la vicina Polonia. Qui, in terra straniera, finir\u00e0 emarginato, a raccogliere storie, come quelle di Mila, Margot e altre, per evitare che vadano perdute, e a raccontare quel che poteva essere, ma che non \u00e8 stato.<\/p>\n<p>Approfittando dell&#8217;uscita del suo nuovo libro abbiamo chiacchierato un po&#8217; con Fabio<\/p>\n<p><strong>&#8211; Bentornato su Piuomenopop , Fabio. Partiamo dall&#8217;inizio: Qual \u00e8 il significato profondo del titolo del libro?<\/strong><\/p>\n<p><em>In realt\u00e0 il titolo \u00e8 stato l\u2019ultimo dettaglio del libro, posso dire che \u00e8 nato da s\u00e9, come il libro stesso in realt\u00e0. Una volta finita la prima stesura, l\u2019editore, Gordiano, mi ha semplicemente richiesto di utilizzare, per ovvi motivi la parola Ucraina e di getto, senza pensare, mi \u00e8 venuto fuori \u201cAppunto una guerra\u201d. All\u2019inizio veniva definita come \u201coperazione speciale e non come una guerra, per l\u2019appunto. Tra le tante figure che hanno attraversato la vicenda c\u2019\u00e8 anche una famiglia italo-ucraina che vive in Finlandia. Parlando con loro si \u00e8 creata la definizione, erronea ma spontanea, da neo lingua, di appuntare, prendere appunti. Per\u00f2 s\u00ec appuntare \u00e8 sinonimo di fissare e, alla fine ho voluto fissare su carta tante cose di questa esperienza, per non dimenticarla. La vita scorre fuori dai margini, il sottotitolo, \u00e8 invece una frase presente nel libro che ben descrive il tutto.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Introduci il romanzo con alcune citazioni particolari: Milan Kundera, Platone, Lois Lane e Conan il Barbaro. Nelle espressioni si parla di memoria, di cultura, di anima, di mondo. Perch\u00e9 ha optato per questi riferimenti e qual \u00e8 il loro significato?<\/strong><\/p>\n<p><em>Mi piacevano e nell\u2019insieme costruiscono un bel quadro letterario. Quello di Conan (&#8220;Crom non risponde alle preghiere e il suo culto non fornisce benefici&#8221;) \u00e8 sull\u2019aiuto divino, Lois Lane ci invita a fare di pi\u00f9 come essere umani, Milan Kundera parla de<\/em><\/p>\n<p><strong>Chi<\/strong><strong> \u00e8<\/strong><strong> Yosip, <\/strong><strong>il protagonista del libro? Cosa spicca maggiormente in lui e perch\u00e9 la scelta di raccontare proprio la \u201csua storia\u201d?<\/strong><\/p>\n<p><em>Ho raccontato la sua storia per far s\u00ec che non vada dimenticata. Nelle poche dediche che feci a suo tempo sul mio libro, uscito ormai anni fa, Eco a perdere, usavo un\u2019espressione, cio\u00e8\u201d Affinch\u00e9 nessun&#8217;Eco vada perduta\u201d. Questo \u00e8 un po\u2019 il mio percorso letterario. Quando un anno fa partii per la Polonia non sapevo cosa aspettarmi. Partii perch\u00e9 sapevo che, forse, quel mondo a me vicino, che ho sempre amato, non sarebbe pi\u00f9 esistito. La guerra \u00e8 distruzione, l\u00ec dove arriva. La stessa Polonia che conoscevo io \u00e8 molto cambiata, ha risposto in maniera decisa e forte, aiutando i rifugiati, facendo del suo meglio. Il protagonista del libro \u00e8 la somma di tante persone incontrate, di dettagli rubati da ognuno di loro. Realt\u00e0 che, a mio parere non devono andare perdute<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Intorno a Yosip ruotano altri personaggi secondari, sia maschili che femminili. Se<\/strong><strong>i particolarmente legato a uno fra essi?<\/strong><\/p>\n<p><em>Non vorrei dimenticarne nessuno, comunque Adam, Mila e Margot sono sicuramente quelli pi\u00f9 vivi all\u2019interno del romanzo. Adam \u00e8 una figura paterna, un essere mitologico, una persona che pur rimettendoci tralascia il rancore e cerca di fare del bene di tenere su il morale del popolo. All\u2019epoca, soprattutto a Przemy\u015bl, c\u2019era di tutto (anche Salvini). C\u2019erano tanti volontari, pizzaioli, parrucchieri, venuti da tanti luoghi a cercare di fare del bene. Adam \u00e8 un po\u2019 tutti loro. Margot \u00e8 una ragazza che incontrai in un bar. Inutile dire che attir\u00f2 la nostra attenzione perch\u00e9 piangeva, pianse per mezz\u2019ora dal nostro arrivo e purtroppo, pianse anche quando ce ne andammo.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211;<\/strong> <strong>Gi\u00e0 nelle prime pagine si legge \u201cIl pericolo pi\u00f9 grande qui \u00e8 la noia. Vero \u00e8 che se non si muore in guerra, non si muore di sicuro di noia. La noia per\u00f2 ti assale ed \u00e8 difficile credere, sperare in qualcosa o in qualcuno in questa situazione dove si \u00e8 costretti a dipendere solamente dagli altri\u2026\u201d Queste parole riportano ad una situazione d\u2019immobilit\u00e0, di dipendenza dagli altri \u2026perch\u00e9 si \u00e8 profughi e null\u2019altro si pu\u00f2 fare. La fuga dalle proprie terre \u00e8 solo questo o include altre sofferenze?<\/strong><\/p>\n<p><em>Non \u00e8 solo questo ma nella fase iniziale \u00e8 sicuramente questo perch\u00e9 nessuno riesce a pensare a un\u2019entit\u00e0 estratta come il domani. Si \u00e8 grati di esseri vivi, ma si vive in un presente infinito.<\/em><br \/>\n<em>Un presente fatto di dipendenza e di impotenza. Stranamente, la sofferenza del \u201cdomani\u201d se mi \u00e8 consentito chiamarla cos\u00ec, arriva dopo. Con il trascorrere del tempo si realizza una nuova condizione. Ci si cristallizza. Perdonatemi la licenza. Il passato rimane cristallizzato in un tempo che non scorre. Ho visto persone scoppiare a piangere, apparentemente senza motivo, perch\u00e9 ricordavano cose, attimi, luoghi, perduti per sempre. Consapevoli di aver perso tutto rendevano di cristallo le loro lacrime<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Parli di sentimenti , ad esempio del pianto che definisci \u201ccondizione comune\u201d. Questa manifestazione di tristezza che valore ha nel protagonista, un uomo di quarant\u2019anni?<\/strong><\/p>\n<p><em>Direi che la nostra societ\u00e0 piange poco e male. Piange per cose prive di valore, piange per delle cose appunto. I sentimenti sono sempre pi\u00f9 relegati ai margini.<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; Attraverso Yosyp racconti dell\u2019amore per i libri ma anche di una realt\u00e0 digitale.<br \/>\n<\/strong><\/p>\n<p><em>Yosyp \u00e8 un dinosauro analogico e in questo lo invidio. Io sono costretto a digitalizzarmi a digitalizzare una cosa. Un mio compagno delle medie che ha una falegnameria un giorno mi disse \u201cIo volevo solamente lavorare il legno, adesso mi tocca usare il computer\u201d. In questo un po\u2019 invidio Yosyp perch\u00e9 non ha pi\u00f9 nulla da perdere, pu\u00f2 permettersi di mancare un aggiornamento mentre noi rincorriamo ogni capriccio digitale<\/em><\/p>\n<p><strong>&#8211; C\u2019\u00e8 ancora spazio per la speranza per Yosip e per le tante persone come lui? E\u2019 forse la scrittura ad avere maggior potere salvifico?<\/strong><\/p>\n<p><em>Sono tempi di sconforto, Yosyp stesso non nutre grandi speranze. Si scontra con realt\u00e0 e con persone a lui incomprensibili. Per lui la scrittura non \u00e8 salvezza, non c\u2019\u00e8 nulla in fondo da salvare, ma semplice testimonianza.<\/em><\/p>\n<p>&#8211; <strong>Dopo lo scoppio della guerra in Ucraina ti sei recato in Polonia a prestare opera di volontariato. Che cosa ha portato con te in Italia al ritorno da un\u2019esperienza cos\u00ec intensa?<\/strong><\/p>\n<p><em>Un paio di calze, con dei paczek sopra (ciambelle polacche) che mi sono state regalate alla mia partenza da una famiglia ucraina.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A cura di: Antonio Bastanza \u00c8 disponibile in libreria e nei principali bookstore online \u201cUcraina, appunto una guerra. 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