{"id":90906,"date":"2025-07-28T17:33:47","date_gmt":"2025-07-28T15:33:47","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=90906"},"modified":"2025-07-28T19:29:50","modified_gmt":"2025-07-28T17:29:50","slug":"intervista-tra-rinascita-memoria-e-un-canto-per-la-palestina-paolo-angeli-e-la-profonda-risonanza-di-lema-il-suo-ultimo-album","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2025\/07\/28\/intervista-tra-rinascita-memoria-e-un-canto-per-la-palestina-paolo-angeli-e-la-profonda-risonanza-di-lema-il-suo-ultimo-album\/","title":{"rendered":"[Intervista] Tra Rinascita, Memoria e un Canto per la Palestina: Paolo Angeli e la profonda risonanza di &#8220;Lema&#8221;, il suo ultimo album"},"content":{"rendered":"<p>a cura di Sonia Golemme<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Permettetemi di introdurvi a un artista che continua a esplorare i confini della musica con coraggio e sensibilit\u00e0 unici. Stiamo parlando di <b>Paolo Angeli<\/b>, che il 9 maggio ha pubblicato il suo quattordicesimo album da solista, <b>LEMA<\/b>.<\/p>\n<p>Questo lavoro, registrato a Sitges e masterizzato a Cagliari, \u00e8 una suite vibrante di oltre 46 minuti che non solo traccia nuove rotte sonore, ma evoca anche le sonorit\u00e0 a cui Angeli ci ha abituati nel tempo. &#8220;LEMA&#8221; (in spagnolo &#8220;motto&#8221; o &#8220;slogan&#8221;) \u00e8 una sintesi diretta del suo pensiero musicale, libero da steccati di genere, che racchiude trent&#8217;anni di convivenza con la sua iconica <b>chitarra sarda preparata<\/b>. L&#8217;album \u00e8 un vero e proprio autoritratto, nato in un momento di grande creativit\u00e0 per Angeli, reduce da un tour entusiasmante negli Stati Uniti. \u00c8 un lavoro profondamente personale, catalizzato dalla separazione da un affetto importante, che diventa strumento di elaborazione e rinascita.<\/p>\n<p>&#8220;LEMA&#8221; si articola in due sezioni distinte. La prima \u00e8 una lunga suite che ci accompagna in un viaggio immaginario, dalla psichedelia sperimentale di &#8220;Periplo&#8221; alle influenze flamenche di &#8220;Sciumara&#8221;, fino alla complessa struttura narrativa di &#8220;Mav\u00ed&#8221;, brano iconico che sintetizza le linee poetiche della carriera di Angeli. La seconda parte si sviluppa in episodi indipendenti, con un lato B che vira verso il Medio Oriente, culminando nella struggente <strong>&#8220;Nakba&#8221;<\/strong>, versione gallurese di <strong>&#8220;If I Must Die&#8221; di Refaat Alareer<\/strong>. L&#8217;album prosegue poi con le trame progressive di &#8220;Conca Entosa&#8221; e si conclude con un ritorno a casa, tra melodie sarde frammentate di &#8220;Ramadura&#8221;, per poi omaggiare un gigante del free jazz con &#8220;Sun Ra&#8221;.<\/p>\n<p>\u00c8 importante sottolineare che questo album \u00e8 un dialogo intimo tra Angeli e la sua nuova chitarra, realizzata con la liuteria Micheluttis e Oran Guitars, senza sovraincisioni o l&#8217;ausilio di un looper. La voce, talvolta trasfigurata, talvolta di nitida freschezza, assume una funzione di guida, evocando motti di un tempo remoto. I testi, infatti, sono un intarsio di <strong>poesia popolare gallurese<\/strong> del &#8216;700 e &#8216;800, <strong>poesie palestinesi<\/strong> e versi di autori contemporanei, che acquisiscono nuovi significati nel contesto musicale attuale.<\/p>\n<p><strong>&#8220;LEMA&#8221;<\/strong> non \u00e8 solo un album musicale; \u00e8 un&#8217;esplorazione del tempo, della geografia umana e del significato del ritorno. \u00c8 un&#8217;ode a un Mediterraneo autentico, che rivendica una componente post-rock e un messaggio di speranza e ottimismo in un momento storico complesso.<\/p>\n<p>E ora immergiamoci ancora pi\u00f9 a fondo nel suo universo sonoro. Mettetevi comod*<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2025\/07\/28\/intervista-tra-rinascita-memoria-e-un-canto-per-la-palestina-paolo-angeli-e-la-profonda-risonanza-di-lema-il-suo-ultimo-album\/lema-copertina-low-per-mail-1\/\" rel=\"attachment wp-att-90910\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-90910 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/LEMA-COPERTINA-LOW-PER-MAIL-1.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/LEMA-COPERTINA-LOW-PER-MAIL-1.jpg 600w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/LEMA-COPERTINA-LOW-PER-MAIL-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2025\/07\/LEMA-COPERTINA-LOW-PER-MAIL-1-150x150.jpg 150w\" sizes=\"auto, (max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Paolo, il tuo nuovo album, Lema, uscito a maggio di quest&#8217;anno, \u00e8 un&#8217;opera di grande profondit\u00e0. Vorrei iniziare la nostra conversazione soffermandomi su un brano in particolare: &#8220;Nakba&#8221;. Si tratta di una versione in gallurese di &#8220;If I Must Die&#8221; di Refaat Alareer. \u00c8 una scelta potente, visto il momento storico che stiamo vivendo e commovente. Puoi raccontarci come \u00e8 nata l&#8217;idea di dare voce a queste parole attraverso la tua musica e il tuo strumento?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato un gesto spontaneo e necessario. Quando il <strong>genocidio in Palestina<\/strong> ha assunto le proporzioni di questi mesi, ho sentito una profonda commozione e, allo stesso tempo, impotenza. Il testo di Refaat Alareer racconta la tragedia e alimenta speranza, affidata alla fragilit\u00e0 di un filo e al volo di un\u2019aquilone. Avevo gi\u00e0 scritto la melodia di Nakba e pensavo che, nonostante la chiara influenza mediorientale, fosse un brano perfetto per una voce algida come quella di Bj\u00f6rk. A quel punto ho pensato di coinvolgere una cantante palestinese ma non c\u2019erano i tempi per realizzare il tutto. La stessa giornata in cui mi trovavo in studio, ho chiesto ad Elena Morando la traduzione in gallurese della poesia ed ho provato ad eseguire il tema pensando che sarebbe stata cantata in un secondo momento da una figura femminile. Il tecnico del suono Dave Bianchi ha insistito molto a mantenere questa versione, con una voce fragile, quasi sussurrata che esprime l\u2019assenza di strumenti per interpretare questo dramma. \u00c8 un gesto solidale profondamente sentito, in cui l\u2019estetica \u00e8 secondaria. Credo che sia questa semplicit\u00e0 a rendere Nakba emozionante, perch\u00e9 metto a nudo una vocalit\u00e0 inedita nel mio approccio.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Quali sono state le principali sfide o le maggiori soddisfazioni durante il processo di creazione e registrazione di &#8220;Lema&#8221;? C&#8217;\u00e8 stato un brano in particolare che ti ha dato pi\u00f9 filo da torcere o, al contrario, che \u00e8 nato in modo particolarmente fluido?<\/strong><\/p>\n<p>Lema, in assoluto, \u00e8 il mio album da solista che \u00e8 nato con maggiore spontaneit\u00e0. Ha a che fare con la rinascita. \u00c8 stato realizzato in una seduta di 5 ore e con una ripresa nel giorno successivo per le parti vocali. I primi tre brani hanno un unico respiro: Periplo, Sciumara, Mav\u00ed \u00e8 una lunga suite dedicata a mia madre. Il brano pi\u00f9 difficile \u00e8 stato sicuramente Mav\u00ed. \u00c8 una dedica diretta a lei. Allo stesso tempo \u00e8 una composizione che sintetizza tutte le mie anime, esprime la relazione con lo strumento, ne esplora i punti fermi e cerca di forzarli per cercare nuove rotte. \u00c8 stato il pi\u00f9 difficile perch\u00e9, ascoltando le bozze della composizione, lo percepivo come un ritornare nei sentieri del mio percorso chitarristico. Trovavo complicato passare attraverso l\u2019accettazione di trent\u2019anni di convivenza con la chitarra, vedere materializzato il mio linguaggio e i miei fraseggi. Volevo andare oltre ma la chitarra mi riportava a casa: pochi accordi, poche linee melodiche, un sistema modulare di sviluppo per sezioni, tutto ancorato ad un mondo molto concreto che conosco troppo bene. Quindi nasceva la sfida: come inglobare le innovazioni apportate al nuovo modello della chitarra su questo flusso di conoscenza? Penso che la risultante sia uno dei brani che meglio rappresenta il mio percorso di esplorazione del mio strumento\/orchestra. Forse proprio questa difficolt\u00e0 mi ha portato a costruire un\u2019architettura in cui ora mi sento a casa. All\u2019opposto Sciumara \u00e8 quello nato in modo pi\u00f9 immediato. In qualche modo \u00e8 stato cos\u00ec emozionante e spontaneo che rappresenta perfettamente il percorso che ha un fiume che raggiunge il mare, con la naturalezza dell\u2019acqua dolce che sposa l\u2019acqua salata, portando con se i detriti che raccoglie nel suo percorso. Fluido come la Sciumara, il termine con cui in gallurese si indica la foce del fiume. Quello \u00e8 il brano che \u00e8 nato senza filtro dal cuore alle mani.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Come si \u00e8 svolto il processo di registrazione di &#8220;Lema&#8221;? Hai lavorato in solitudine o ci sono stati altri musicisti o tecnici che hanno contribuito in modo significativo al sound finale? C&#8217;\u00e8 stato un luogo particolare o un&#8217;atmosfera specifica che ha influenzato le sessioni di registrazione?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 stato registrato con Dave Bianchi, una figura a me molto cara, con cui ho attraversato un percorso creativo di oltre 15 anni a Barcelona. Il suo Studio \u00e8 a Sitges (Catalunya), in riva al mare. Capita raramente di registrare un disco senza abbandonare la tua routine. \u00c8 stato tutto cos\u00ec naturale\u2026 la mattina andavamo al mercato, compravamo il pesce, sceglievamo cosa cucinare. Poi si entrava in studio e verso le tre ci cimentavamo tra i piatti: un lusso! Io adoro la relazione tra il mare, il mondo dei vecchi pescatori, il flusso di idee che si macinano quando cammini su una spiaggia in inverno. Ho potuto registrare come se lo stessi\u00a0 facendo del mio nido ideale. Inoltre Dave conosce benissimo la mia poetica ed \u00e8 stato determinante per rendere questa processo creativo cos\u00ec rapido ed efficace, dando, sopratutto nella fase del mixing, un contributo estremamente importante alla riuscita del disco. Il suo apporto \u00e8 stato decisivo e molto creativo. Il tocco finale \u00e8 arrivato dal contributo di Marti Jane Robertson che ha masterizzato il disco e con cui collaboro da cinque anni. Sono felice di poter contare su due fuoriclasse cos\u00ec per realizzare i miei lavori discografici.<\/p>\n<p><strong>I titoli dei tuoi brani sono spesso evocativi e misteriosi. Per &#8220;Lema&#8221;, come hai scelto i titoli dei pezzi? Sono nati prima o dopo la composizione musicale? C&#8217;\u00e8 una narrazione nascosta o sono piuttosto dei &#8220;fari&#8221; per l&#8217;interpretazione dell&#8217;ascoltatore?<\/strong><\/p>\n<p>Tutti i titoli sono nati a disco finito, compreso il titolo. Per me il titolo immediato era Mav\u00ed. Mav\u00ed, l\u2019azzurro turchese, \u00e8 il brano con cui saluto mia madre e porta con se l\u2019intensit\u00e0 dell\u2019ultimo abbraccio, dell\u2019ultimo respiro, del suo sguardo che si chiude alla vita e che si apre su quella zona di confine, il luogo della transizione tra il mondo dei vivi e dei defunti, dove tutto \u00e8 da scrivere e ridefinire. Mav\u00ed traccia il rapporto con lei, il baule dei ricordi, l\u2019immaginazione di una transizione verso la trasformazione. Ed \u00e8 anticipato da un brano che \u00e8 nato poco dopo, Sciumara, che in realt\u00e0 rappresenta il momento in cui l\u2019ho ritrovata, camminando sul bagnasciuga, portata dalla tramontana, con la Corsica avvolta da un manto di neve (in Gallura diciamo: ha indossato il vestito di sposa). Poi, nella seconda parte, ci sono tre zoom che potrebbero avere vita propria: Nakba, Conca Entosa e Ramadura. Quest\u2019ultima \u00e8 una dedica esplicita alla sagra di Sant\u2019Efisio..<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 qualcosa di &#8220;nuovo&#8221; che gli ascoltatori attenti potrebbero notare in questo album?<\/strong><\/p>\n<p>C`\u00e8 la chitarra nuova realizzata dalla liuteria Michellutis (Casrlos e Francesco) di Cremona e elaborata da Oran Guitar (Andrea Orr\u00f9). \u00c8 uno strumento straordinario e profondamente rinnovato rispetto al prototipo precedente del 2003. Conseguentemente c\u2019\u00e8 uno spirito compositivo differente che va di pari passo con la gioia di suonare un nuovo strumento ulteriormente modificato. C\u2019\u00e8 poi una maggiore consapevolezza nell\u2019uso della voce. Per la prima volta canto e non sono solo cantore. \u00c8 stato difficile affrontare questo passaggio. Ma credo che ora la vocalit\u00e0 sia un elemento ulteriore nell\u2019orchestrazione, aspetto gi\u00e0 interiorizzato in Rade e N\u00edjar.\u00a0 Se poi vogliamo entrare nel dettaglio, ascoltate il prototipo che chiamo \u2018omaggio a Sun Ra, espresso nei suoni acquatici che sentite in Periplo e in Sun Ra, l\u2019arpa che compare in diversi punti e tanti altri dettagli che rendono o Lema un classico e, allo stesso tempo, un passo enorme in avanti nella consapevolezza con cui suono la mia chitarra, dando meno spazio al virtuosismo e cercando un\u2019orchestrazione corale.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 un messaggio o un&#8217;emozione predominante che hai voluto trasmettere con &#8220;Lema&#8221;? Cosa speri che gli ascoltatori portino via dopo averlo ascoltato?<\/strong><\/p>\n<p>Transizione e gioiosa rinascita. Con Lema si narra un prima e un dopo, il periplo, la transizione tra due mondi. \u00a0In Lema \u00e8 estremamente presente il ricordo di un mio carissimo amico, Ale Sordi (con cui ho realizzato le grafiche dei miei dischi fin da Bucato), \u00e8 un omaggio sentito anche a Raffaele Musio, tecnico con cui, nel corso di 8 anni, ho realizzato album per me fondamentali (da Sale Quanto Basta fino a 22.22 Free Radiohead),\u00a0 Zio Michele,\u00a0 Marino e Oriol il gigante, uno grande artista anarchio che \u00e8 stato capace di farmi ridere a crepapelle e, allo stesso tempo, riflettere sul sistema in frantumi che stiamo vivendo, con immaginifiche pitture in bianco e nero e enormi macchine fotografiche di cartone. Il disco serve a ricollocare l\u2019essenza di questi incontri nel mio presente, con un sorriso e un senso di fortuna per aver incrociato le loro rotte. Spero che LEMA porti a chi lo ascolta quel senso positivo di rinascita, con il sorriso e con la credenza laica che il mio rapporto con loro continui. Credo nella trasformazione, nelle transizioni verso altri luoghi. Per questa ragione Lema \u00e8 un viaggio che esplode nella gioia festosa di Ramadura, avvolto dai profumi della macchia mediterranea pressata dal passaggio dei cavalli e carri a buoi per la festa di Sant\u2019Efisio. Nel cut-up dei testi c\u2019\u00e8 un punto che amo molto: la notte sta per giungere, il giorno \u00e8 all\u2019imbrunire, quando il sole muore ad occidente. La luce ritorna improvvisamente, quando rinasce, allegro, ad Oriente. Questa poesia di Don Baignu Pes, del 1700, decontestualizzata, esprime il vuoto di valori che stiamo vivendo in questo occidente buio, oscuro, che ci vorrebbe travolgere con una paura e un\u2019impotenza medioevale. La speranza arriva da oriente, dalla gioia della rinascita, che pu\u00f2 esserci solo se ritroviamo la nostra umanit\u00e0 e abbandoniamo la confort zone del pensiero egoistico occidentale. Nelle due copertine si snoda il percorso: parto dal granito (foto di Nanni Angeli) che racconta la mia provenienza, e arrivo al magma vulcanico dell\u2019Isola di San Pietro (Foto di Emanuela Porceddu, Manuche, che ha realizzato l\u2019art work) che esprime la complessit\u00e0 del ritrovarsi in un luogo nuovo, non conosciuto, che offre una miriade di possibilit\u00e0 di chiavi di lettura.<\/p>\n<p><strong>C&#8217;\u00e8 qualche aneddoto o curiosit\u00e0 legata alla genesi o alla registrazione di uno o pi\u00f9 brani di &#8220;Lema&#8221; che ti piacerebbe raccontare?<\/strong><\/p>\n<p>Conca Entosa \u00e8 la forza rigenerante del vento, in un luogo a me molto caro. Ci sono tornato l\u2019inverno scorso, per cercare una fonte che si presume sia di epoca nuragica. Camminavo disperso nella macchia mediterranea, tra i residui di vecchie cave abbandonate. Li si trova un enorme villaggio nuragico mai scavato. Al lato ci sono diversi Stazzi, emblema della cultura dei pastori e contadini galluresi. Mi ritrovavo sulla vetta di Monti Canu e, in quei luoghi, vedevo scorrere la memoria della mia adolescenza. Pensavo alle lotte dei miei genitori, o a quelle di Marta e Marino contro l\u2019estensione della base americana di Santo Stefano, contro l\u2019esproprio delle terre e per salvaguardare la civilt\u00e0 degli Stazzi. In questo luogo, scorrevano le immagini della trasformazione della campagna gallurese in propriet\u00e0 privata compiuta da parte di compratori ignari, che non hanno conoscenza della storia della comunanza delle terre. In Sardegna, prima dell\u2019editto delle chiudende (1820), vigeva un\u2019estensione ad uso pubblico delle aree prossime alle strutture abitative. Ora, dove c\u2019era una Jaca (cancello di legno), ci sono degli orrendi maosolei\u00a0 decontesualizzati, in stile Costa Smeralda, con un cartello che indica \u201czona sorvegliata, propriet\u00e0 privata\u201d. Conca Entosa porta con se questa storia e nella sua forza punk-progressive, decisamente positiva e ottimista, vuole essere una sberla salvifica per denunciare e resistere a questa trasformazione coloniale del nostro territorio.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/?attachment_id=81581\" rel=\"attachment wp-att-81581\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-81581 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-28.jpg\" alt=\"\" width=\"800\" height=\"1200\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-28.jpg 800w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-28-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-28-768x1152.jpg 768w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-28-683x1024.jpg 683w\" sizes=\"auto, (max-width: 800px) 100vw, 800px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>La tua chitarra sarda modificata \u00e8 al centro della tua espressione artistica. Potresti raccontarci come \u00e8 nata l&#8217;idea di queste modifiche e quali sono state le sfide maggiori nel renderle efficaci e musicali?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 accaduto tutto per gioco nel 1995, in un contesto sperimentale di una Bologna visionaria in cui tutto era possibile. Credo che arrivati a questo punto, dopo trent\u2019anni di eleaborazioni di prototipi, possiate trovare online tutto quello che cercate, per scrutare ogni segreto del mio strumento. I video sono il modo migliore per raccontare la mia chitarra orchestra e nel mio website <a href=\"http:\/\/www.paoloangeli.com\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.paoloangeli.com<\/a> avete la porta di accesso a questo mondo.<\/p>\n<p><strong>Le tue performance dal vivo sono spesso molto intense e coinvolgenti. Come vivi il rapporto con il pubblico e quanto spazio c&#8217;\u00e8 per l&#8217;improvvisazione e la spontaneit\u00e0 durante i tuoi concerti?<\/strong><\/p>\n<p>Ogni concerto rappresenta un\u2019esperienza a se stante. Il privilegio di essere un solista mi porta ad affrontare i live con totale libert\u00e0. La migliore opzione per conoscere la mia musica \u00e8 seguire diversi concerti dal vivo. Aggiungerei che solo dopo averne visti alcuni consecutivi si ha la percezione degli enormi margini di libert\u00e0 che ci sono nell\u2019approccio ai miei live. Allo stesso tempo \u00e8 inevitabile che, con la presentazione di un disco appena uscito, necessariamente il focus sia indirizzato su quel repertorio. Ma, ad esempio, nel tour di Marzo negli Stati Uniti, avevo 5 ore di musica da cui attingere, e la scaletta \u00e8 stata diversa per ogni serata, con l\u2019improvvisazione quale elemento di legame tra i brani strutturati e interna alle stesse composizioni.<\/p>\n<p><strong>Pensando al tuo <a href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2023\/07\/31\/photostory-paolo-angeli-il-concerto-alla-spiaggia-del-gombo-di-pisa-dedicato-ai-morti-nel-mediterraneo\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">concerto di due anni fa alla Spiaggia del Gombo di Pisa<\/a>, dedicato alle morti nel Mediterraneo, dove presentavi <em>Rade<\/em>, mi viene in mente quanto i temi del viaggio, dell\u2019abbandono, del ritorno a casa siano presenze costanti nella tua discografia. C&#8217;\u00e8, secondo te, un&#8217;eco o un&#8217;evoluzione di questi concetti in <em>Lema<\/em>, creando un legame tra i due album?<\/strong><\/p>\n<p>Ma se Rade \u00e8 una porta aperta attraverso la quale si guarda il mediterraneo, Lema \u00e8 la stessa porta, con lo sguardo orientato dentro quella casa scoperchiata immortalata nella copertina di Rade. \u00c8 un album che sa di terra, di memoria, di stratificazione. \u00c8 meno eclettico e pi\u00f9 compatto. \u00c8 lava e granito, polvere e case inabitate. \u00c8 un pensiero universale che guarda ancora al mediterraneo e alle sue genti, alla storia che esprime il mare nostrum, ma questa volta da le spalle al mare, o quantomeno non ne coglie l\u2019orizzonte aperto, per raccontare le sue bellezze e i suoi irrisolti. Non vedo alcuna frattura tra i due lavori, cambia solo l\u2019inquadratura su una stessa fotografia. Nel mezzo abbiamo N\u00edjar, che \u00e8 uno zoom sulla cultura iberica e l\u2019influenza arabo andalusa. Siamo sempre nell\u2019ambito di un\u2019avanguardia mediterranea che sta offrendo spunti inediti di riflessione.<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/?attachment_id=81564\" rel=\"attachment wp-att-81564\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone size-full wp-image-81564\" src=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-11.jpg\" alt=\"\" width=\"1200\" height=\"800\" srcset=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-11.jpg 1200w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-11-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-11-768x512.jpg 768w, https:\/\/www.piuomenopop.it\/wp-content\/uploads\/2023\/07\/PaoloAngeli_phSoniaGolemme-11-1024x683.jpg 1024w\" sizes=\"auto, (max-width: 1200px) 100vw, 1200px\" \/><\/a><\/p>\n<p><strong>Oltre alla musica, ci sono altre forme d&#8217;arte o discipline che influenzano il tuo modo di fare musica o la tua visione del mondo?<\/strong><\/p>\n<p>Sicuramente l\u2019archeologia e la storia delle civilt\u00e0 arcaiche, la cucina intesa come fonte inesauribile di creativit\u00e0, il mondo dei mastri d\u2019ascia e delle piccole barche di legno, l\u2019impegno sociale per le battaglie perse, che alimentano la speranza per un mondo migliore.<\/p>\n<p><strong>Guardando avanti, ci sono nuove direzioni musicali che ti piacerebbe esplorare o collaborazioni che ti affascinerebbero realizzare?<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 un momento in cui avvengono cose bellissime per il mio percorso. A breve verr\u00e0 pubblicato un album insieme al Tenore Murales de Orgosolo, in cui l\u2019avanguardia post-rock incontra la tradizione del Canto a Tenore. Sicuramente \u00e8 un lavoro a cui tengo moltissimo. Sul versante collaborazioni mi piacerebbe molto suonare con il pianista armeno Tigran Aymashan. Il suo approccio metal jazz alla tradizione mi affascina tantissimo ed \u00e8 una delle voci pi\u00f9 originali che in questo momento si possono ascoltare.<\/p>\n<p><strong>Se dovessi descrivere la tua relazione con la musica in una sola parola, quale sarebbe e perch\u00e9?<\/strong><\/p>\n<p>Archeologia, perch\u00e9 continuo a scavare e sorprendermi, rinnovando il rapporto che ho con la musica fin da bambino.<\/p>\n<p><strong>Infine, una domanda che ti pone Valeria, la mia amica sarda: cosa hanno in comune, secondo te, la tua musica e la tua terra?<\/strong><\/p>\n<p>Tutto. La mia musica \u00e8 circondata dal mare, \u00e8 un\u2019isola che vive la complessit\u00e0 delle tante pulsioni creative che ho dentro di me, cosi come la Sardegna \u00e8 fatta di tante anime differenti ed esprime una miriadi di differenze culturali, linguistiche, musicali. E poi la mia musica si trasforma lentamente, come i graniti erosi dal vento. Spero che la salsedine riporti tutto alla materia espressa da un vinile che gira su un piatto, e che voi possiate dimenticarvi quello che avete letto per cogliere in purezza le note di Lema e farle vostre.<\/p>\n<h4><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.paoloangeli.com\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.paoloangeli.com\/<\/a><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.facebook.com\/paolo.angeli.73\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.facebook.com\/paolo.angeli.73<\/a><\/h4>\n<h4 style=\"text-align: center;\"><a href=\"https:\/\/www.instagram.com\/paoloangeliofficial\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">www.instagram.com\/paoloangeliofficial\/<\/a><\/h4>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>a cura di Sonia Golemme &nbsp; Permettetemi di introdurvi a un artista che continua a esplorare i confini della musica con coraggio e sensibilit\u00e0 unici. <a class=\"mh-excerpt-more\" href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2025\/07\/28\/intervista-tra-rinascita-memoria-e-un-canto-per-la-palestina-paolo-angeli-e-la-profonda-risonanza-di-lema-il-suo-ultimo-album\/\" title=\"[Intervista] Tra Rinascita, Memoria e un Canto per la Palestina: Paolo Angeli e la profonda risonanza di &#8220;Lema&#8221;, il suo ultimo album\">[&#8230;]<\/a><\/p>\n<\/div>","protected":false},"author":2,"featured_media":81565,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"sfsi_plus_gutenberg_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_show_text_before_share":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_type":"","sfsi_plus_gutenberg_icon_alignemt":"","sfsi_plus_gutenburg_max_per_row":"","footnotes":"","_links_to":"","_links_to_target":""},"categories":[4,3,8],"tags":[8477,5187],"class_list":["post-90906","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-interviste","category-news","category-uscite","tag-lama","tag-paolo-angeli"],"aioseo_notices":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90906","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=90906"}],"version-history":[{"count":11,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90906\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":90923,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/90906\/revisions\/90923"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/81565"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=90906"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=90906"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=90906"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}