{"id":92372,"date":"2026-04-23T16:41:05","date_gmt":"2026-04-23T14:41:05","guid":{"rendered":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/?p=92372"},"modified":"2026-04-23T16:41:05","modified_gmt":"2026-04-23T14:41:05","slug":"recensioni-hoasca-il-nuovo-disco-di-stefano-meli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuomenopop.it\/index.php\/2026\/04\/23\/recensioni-hoasca-il-nuovo-disco-di-stefano-meli\/","title":{"rendered":"[Recensioni] Hoasca, il nuovo disco di Stefano Meli"},"content":{"rendered":"<p>A cura di <a href=\"https:\/\/www.piuomenopop.it\/?s=renata+rossi\">Renata Rossi<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>Stefano Meli<\/strong><br \/>\n<em>HOASCA<\/em><br \/>\nViceversa Records\/Audioglobe<br \/>\n04\/03\/2026<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong><em>TRACKLIST<\/em><\/strong><\/p>\n<p>1. Intro<br \/>\n2. Hoasca<br \/>\n3. Sonora<br \/>\n4. Mind<br \/>\n5. Daybreack<br \/>\n6. Whisper<br \/>\n7. Unknown<br \/>\n8. Efesto<br \/>\n9. Safe and Sound<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Il chitarrista ragusano <strong>Stefano Meli<\/strong> \u00e8 giunto al suo decimo album in studio,<em> Hoasca, <\/em>uscito a marzo per<em> Viceversa Records.<br \/>\n<\/em>Amante dello slide e del delay, negli anni ha affinato un tocco personale e riconoscibile grazie alle accordature aperte e agli arpeggi psichedelici.<br \/>\nStefano con la chitarra dipinge il suo mondo, la sua Sicilia, le strade desertiche e polverose, i vicoli stretti, polverosi, soffocanti. Grazie ad un suono essenziale e intimo che restituisce a chi ascolta emozioni e suggestioni, Stefano racconta le storie di chi \u00e8 senza voce, storie arcaiche, lontane e senza tempo, che meritano di essere ascoltate con attenzione.<br \/>\nIl blues che scava nel profondo delle anime, la psichedelia che penetra come un infuso estatico che inebria lo spirito avvolgendolo in atmosfere rarefatte, dove la coscienza \u00e8 ampliata, leggera. Luoghi vicini e lontani, deserti americani, percorsi iconici di una colonna sonora immaginaria.<\/p>\n<p>Non solo un lavoro in solitaria, nei nove brani dell&#8217;album, <em>Hoasca<\/em> presenta quattro brani da solista e cinque in collaborazione con altri musicisti, amici sodali da sempre vicini al mondo di Stefano.<br \/>\nNella titletrack<strong>\u00a0<\/strong>la voce di <strong>Pietro De Cristofaro<\/strong> e il contrabasso elettrico di <strong>Fulvio Di Nocera<\/strong> (<em>Songs For Ulan)<\/em> creano un\u2019atmosfera estatica. <em>Whisper <\/em>\u00e8 un dialogo aperto tra la chitarra elettrica del cantautore americano <strong>Buck Curran<\/strong> e il delay di Meli. E ancora in <em>Mind<\/em> troviamo le percussioni di <strong>Enzo Velotto<\/strong>, \u201cpatron\u201d della Vicerversa, e il basso elettrico di <strong>Michele Musarra<\/strong>, in <em>Unknown<\/em> l\u2019elettronica di <strong>Carlo Natoli<\/strong> e la batteria di <strong>Ugo Rosso<\/strong>.<\/p>\n<p>Un discorso a parte merita <em>Efesto<\/em>, che vede la collaborazione di <strong>Alfio Antico<\/strong>, tamburi e voce, <strong>Cesare Basile,<\/strong> lap steel artigianale, e <strong>Amedeo Ronga<\/strong>, contrabasso acustico. Il video del brano \u00e8 stato girato da <strong>Vincenzo Cascone<\/strong> nella ex base Usaf della Nato a Comiso.<\/p>\n<blockquote><p><span class=\"ytAttributedStringHost ytAttributedStringWhiteSpacePreWrap\" dir=\"auto\" role=\"text\"><span class=\"ytAttributedStringLinkInheritColor\" dir=\"auto\">Base militare statunitense, la pi\u00f9 grande dell\u2019Europa meridionale, utilizzata per ospitare testate nucleari durante la guerra fredda. Abbandonata dopo il 1991, ad oggi una citt\u00e0 fantasma deserta e in rovina. L\u2019esplorazione del sito e delle sue rovine diventa una riflessione e uno sguardo alla storia recente, alla militarizzazione dei luoghi, al colonialismo armato. Diventa metafora dei giorni e delle macerie dei nostri tempi. Il video vuole essere una jam session tra i musicisti e i luoghi, portando lo spettatore in una dimensione altra, mitica, dove l\u2019inquietudine e la solitudine richiamano l\u2019animo tormentato di Efesto. Gli artisti che mi sono subito venuti in mente per questo lavoro sono: il regista Vincenzo Cascone per il suo sguardo visionario e tre grandi artigiani della musica: Alfio Antico per la sua geniale arcaicit\u00e0, Cesare Basile per il suo genio inventivo e Amedeo Ronga per il gusto e la profondit\u00e0 sonora. Come Efesto d&#8217;altronde. In coda al video le foto di repertorio delle grandi manifestazioni pacifiste a Comiso contro le armi nucleari che ebbero un ruolo fondamentale nella smilitarizzazione della base prima dell\u2019abbandono definitivo da parte dell\u2019esercito statunitense.<\/span><\/span><\/p><\/blockquote>\n<p><em>Efesto<\/em> \u00e8 stato l&#8217;unico degli Dei a essere zoppo e deforme. Figlio di Era, fu gettato dall&#8217;Olimpo per il suo aspetto, ma divenne un abile artigiano capace di creare armi, automi e palazzi. <em>Efesto<\/em> nell&#8217;album diventa dialogo creativo tra anime, un modo per comprendere l&#8217;esclusione, l&#8217;allontanamento, il tormento. <em>Safe and Sound<\/em>, a chiusura del disco, riprende l&#8217;espressione inglese che in italiano vuol dire sani e salvi, il suono diventa salvezza, porto sicuro.<br \/>\nEcco allora il messaggio definitivo di <strong>Stefano Meli: <\/strong>un disco pu\u00f2 essere una forma di resistenza, libert\u00e0, un modo per condividere il trionfo dell\u2019analogico sul digitale, la rivincita del suono reale e creativo su quello imposto da Spotify e dall&#8217;industria discografica.<br \/>\nE non credo che sia poco.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<div class=\"mh-excerpt\"><p>A cura di Renata Rossi Stefano Meli HOASCA Viceversa Records\/Audioglobe 04\/03\/2026 &nbsp; TRACKLIST 1. 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