Massimo Garritano: un “Present” inaspettato

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Massimo Garritano, classe ’73, chitarrista cosentino, o meglio  virtuoso della chitarra, oggi docente di chitarra jazz e armonia presso il Conservatorio di Musica, può vantare esperienze  diverse che lo vedono autore di musiche per balletti, readings, spettacoli teatrali, sonorizzazioni di film muti, e collaborazioni con grandi artisti tra i quali: Nicola Pisani, Attilio Zanchi, Agricantus, Lutte Berg, Jan Gunnar Hoff, Anne Waldman, Marco Sannini, Jeanine Pommy-Vega, Carlo Cimino, Mirko Onofrio. Conosciuto come ottimo esecutore, come artista poliedrico che trasforma ogni sua esibizione in maniera personalissima, da un paio di anni ha voluto dar voce alla propria arte con composizioni proprie. Il tutto è iniziato con “Doppio Sogno”, prodotto dall’etichetta pugliese Dodicilune, un progetto discografico che vede la collaborazione di Massimo Garritano alla chitarra con Alberto La Neve al sax.

A maggio al “Cluster” di Cosenza è stata presentata l’opera prima interamente composta e suonata da Massimo: “Present”, pubblicata per l’etichetta Manitù, nata dalla passione di tre amici, lo stesso Garritano,  Carlo Cimino e Alberto La Neve. Present è un’opera in cui Massimo vuole raccontarci ciò che sta vivendo, il suo presente, le sue emozioni, la sua vita. Ma present in inglese significa regalo e nella copertina vediamo una scatola di latta, che viene successivamente aperta all’interno del cd come a volerci mostrare il regalo che Massimo vuole farci; dentro la scatola si trovano infatti le corde della chitarra, i plettri, tutti gli  strumenti che le sue mani trasformano in arte e poesia. Nell’album tecnicismo e virtuosismo, marchio di fabbrica di Massimo, si sposano bene con improvvisazioni e suoni evocativi e onirici. L’utilizzo di chitarra acustica, bouzouki, effetti, pedali e “object” come indicato nel cd, che lui utilizza per impreziosire i suoni, rendono la sua proposta originale e personalissima ma allo stesso tempo fruibile da tutti.

Il lavoro si apre con “Dancing Mary” dedicato alla sorella Mary, prima ballerina della Scala di Milano, e al mondo della danza. Il  pezzo si dimostra più che mai profondo e inspirato, con un inizio sofferto e ricco di pathos e un’apertura finale con cambio di ritmo in cui sembra davvero di poter vedere le ballerine finalmente danzare libere dopo aver preparato con passione e fatica il proprio lavoro. Altro momento toccante è “Nick Drake”, che non vuole essere la riproposta di un brano del songwriter inglese o l’imitazione del suo stile inconfondibile; tuttavia lo ricorda molto nella dolcezza dei suoni folk e nella sua struggente malinconia. Un discorso a parte merita anche la splendida “Costellazione 5”, il cui tema è l’universo come contenitore del tutto, una costellazione in cui sembrano poter coesistere ordine e caos, nella quale improvvisazione, jazz e atmosfere psichedeliche si mescolano insieme creando un sound originalissimo.

Sulla bravura tecnica di Massimo Garritano, nessuno può avere dubbi, chiunque negli anni l’abbia visto esibirsi, conosce bene le sue grandi doti di performer. Ma con questo nuovo progetto si mostra davvero per quello che è, mette a nudo la sua anima, creando in chi lo ascolta emozioni diverse in ogni brano: passione, paura, malinconia, sogno. Questa nuova sfida di mettersi “in proprio” musicalmente è pienamente riuscita: bravo Massimo, buona la prima!

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