Echi biondi di musica nera: il nuovo disco di Nordgarden

A cura di Massimiliano (Max) Orrico

 

NORDGARDEN
Changes
(Gdn Records)

 

Tracklist

Changes
Side of the road
Wide open spaces
Ain’t gonna let her (Let me on no more)
You must be the change
The Storm
Right now (Love is Hell)
Don’t need nobody
Hearts at stake
Come on, come in, come along

 

Chi lo dice che il soul, il blues, non possano venire anche dalla fredda Oslo?

E la resa migliore di questo tipo di musica è la registrazione live, non quella in studio.

Terje Nordgarden, il busker che tempo fa catturò l’attenzione di Paolo Benvegnù, in questo suo ultimo viaggio discografico si aggira tra i paesaggi del soul, delle ballads, del blues assieme a una band di tutto rispetto e muovendosi in percorsi pensati e composti a quattro mani con altri.

E se la realizzazione di un disco è muoversi, talvolta da soli, ma spesso assieme ad altri musicisti, ingegneri del suono, produttori, etichette e distributori, prima o poi arriva il momento di confrontarsi col pubblico, affiancarsi a chi cammina premendo play sul lettore cd, sul pc o sui diversi device ormai in dotazione dei fruitori di musica.

Il passo d’apertura dopo i primi rintocchi, a dare il tempo, della batteria, spetta all’armonica che dà l’incipit a Changes, title track del disco, per poi spostarsi, di volta in volta in sentieri diversi ma accoglienti, che abbracciano panorami classici che tanto rassicurano l’ascoltatore navigato quanto possono incuriosire il giovane appassionato, volto alla ricerca delle radici di una certa musica.

È sempre bello ritrovare Terje, che non troppo tempo fa ci stupì cantando in Italiano, nell’omaggio ai musicisti incontrati lungo lo stivale,  e che stavolta con la sua voce sempre chiara e bella usa la lingua inglese, per cantare, con la passione che da sempre lo caratterizza, “il flusso di cambiamenti continui che a volte ci fanno rimbalzare qua e là come piccoli atomi”.

 

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