#piuomenointerviste: un “microfono” per le novità – DENOISE

A cura di Simona Luchini

Una fotografa curiosa decide di incontrare artisti emergenti e talentuosi cui porre 10 domande per conoscere meglio ogni volta una band diversa: questo è #piuomenointerviste: un “microfono” per le novità.

 

E’ la volta dei Denoise, vengono da Venezia, cantano in italiano e per definire il loro stile puoi usare le parole “Indie” “Pop” “Post” “Wave” e “Synthpop” nell’ordine che preferisci.

 

 

Quando nasce il vostro gruppo e a cosa si deve il suo nome?

Abbiamo iniziato a suonare assieme 6 anni fa, anche se per i primi anni abbiamo fatto altra musica, siamo cambiati molto. Marcello (alla batteria) è sempre stato bravissimo, io (Novecento, voce, chitarra e tastiere) e Luca (basso, tastiere) ci abbiamo messo un po’ per trovare il nostro stile personale e le nostre vere influenze. Solo recentemente abbiamo capito di avere un’identità vera, e abbiamo iniziato a pubblicare la nostra musica. Poi siamo arrivati nella famiglia SISMA, la nostra etichetta, con cui ora collaboriamo.
Il nome Denoise l’abbiamo trovato per caso, è l’atto di togliere il rumore (visivo o sonoro) da qualcosa. Un po’ come scostare la tenda e vedere meglio tutto quello che sta fuori. In più è una parola strana, sembra non appartenere a nessuna lingua specifica, come “Baustelle”, tanto per dirne una.

Una parola che caratterizzi ognuna delle tracce del vostro album

Ci diamo sempre tre parole per contraddistinguere noi e quello che facciamo: Argentati, Leggeri, Senza Fiato.

La canzone che amate di più del vostro album

Abbiamo alcune canzoni che amiamo molto ma non sono ancora state pubblicate! Personalmente (io, Novecento), finora ti dico che “Dall’Ultima Linea Notturna” è uno dei pezzi in cui mi perdo di più. E’ molto particolare, lenta e veramente notturna (non solo nel titolo, ah).

Come definite la vostra musica e quali sono gli artisti che vi ispirano di più?

Crediamo che la cosa migliore di noi sia il fatto che non abbiamo un genere, facciamo un po’ come ci pare. Alla fine creiamo come consumiamo, se nell’Ipod abbiamo De Gregori, Kendrick Lamar e i Deftones è giusto scrivere senza auto-imporsi uno stile. E’ una concezione Post-moderna del Genere, puoi prendere elementi Pop e Anti-Pop e metterli nella stessa canzone, se la vesti bene funziona e alle persone piace, non importa lo stile.
Noi tre ad esempio ascoltiamo cose molto diverse (Luca ascolta praticamente tutto): ognuno per quanto riguarda il suo modo di suonare prende spunto da artisti a volte simili, a volte completamente differenti. Il che fa bene perchè crei un prodotto fresco e che non somiglia ad una cosa sola. La cosa più importante per noi è avere un suono diverso dagli altri, anche se poi è difficile rispondere, quando ti chiedono “ma quindi il tuo gruppo che genere fa?” !
In ogni caso, gli artisti da cui come band ci fa bene prendere le vere ispirazioni, copiare, rubare, sono Peter Gabriel, gli U2, gli Interpol e i primi Coldplay. Credo che ci puoi trovare parecchio di loro nei nostri pezzi più upbeat. Poi io personalmente sono ossessionato da un gruppo anni ’80 pressochè sconosciuto che ha avuto un’enorme influenza sul mio modo di scrivere testi e atmosfere, i Blue Nile. Davvero pazzeschi.

Cosa pensate del panorama musicale attuale?

Domanda classica, le risposte però spesso sono scontate. Tipo: “è tutto uno schifo, le band emergenti non hanno spazio” oppure “è un grande momento per la musica indie”. La verità sta nel mezzo, oggi è facilissimo scrivere musica e pubblicarla, non serve più avere il contratto con la Major di turno. E finalmente un sacco di persone ascoltano artisti italiani giovani, era ora. Però è anche vero che è difficile emergere come gruppo indipendente e fare numeri interessanti finchè i prodotti dei talent sono in circolazione e le etichette ben avviate puntano su di loro o su trash pop poco interessante. Quello è un po’ un casino, però già rispetto a dieci anni fa ci sembra che le cose vadano meglio, il margine fra “noi” e “loro” si è ridotto. Prima o poi non avrà neanche più senso parlare di “noi” e “loro”,e succederà presto.

Se poteste viaggiare nel tempo dove vorreste andare?

Uhm, credo indietro abbastanza per sentire anche un solo concerto di Bowie. Abbiamo avuto la sfortuna di perderlo prima di poterlo vedere. Lui è uno di quelli che proprio amiamo,al di là della musica. E “Blackstar” è uno degli album più belli degli ultimi anni, Il misto fra Bowie classico, jazz e elettronica è super, ha anche delle batterie geniali. Sentirlo live sarebbe stato fantastico.

Se poteste scegliere di collaborare con un particolare artista internazionale, chi sarebbe e perché?

Brian Eno e Daniel Lanois, come produttori. Che al contrario di Bowie sono ancora in circolazione, quindi non si sa mai! Il suono che hanno sviluppato con gli U2 ed altri artisti negli anni 80 è fondamentale per noi, è anche una grande influenza, come dicevamo. Lanois ha prodotto “So” di Peter Gabriel, che è uno dei nostri dischi preferiti. E Eno è Eno, stop.

Una domanda che faccio sempre agli artisti in promozione: perché una persona dovrebbe ascoltare il vostro disco?

Luca risponde: perchè la nostra musica è triste e malinconica e si adatta perfettamente al nostro tempo storico! A parte le battute, la nostra musica segue molto le atmosfere, in alcune situazioni credo che i nostri pezzi vadano a pennello. Se sei a piedi alle 2 di notte e torni un po’ triste da una festa, metti su qualcosa dai nostri EP e goditi la città deserta. Poi chiaro, non siamo solo musica depressiva per looserare (grazie tommaso paradiso per il neologismo). Facciamo molta musica diversa, dal rock all’ambient, quindi per chiunque voglia ascoltarci può essere facile trovare qualcosa di fico. E poi siamo un gruppo emergente: una chance serve sempre.

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per il futuro?

Dopo due EP (il secondo è appena uscito) con i quali volevamo mettere la nostra musica sulla scena, in tutte le sue sfumature possibili, stiamo registrando il nostro primo album vero e proprio. Sarà un viaggio fra tutte le nostre influenze e le cose che ci sono successe in questi anni. Sarà un lavoro lungo, ora lo stiamo producendo con alcuni amici con cui collaboriamo. Per ora siamo concentrati su quello, è il primo vero traguardo che un gruppo deve porsi.

Cosa avete in mente per il futuro? Tour, concerti.. dateci tutte le info per potervi seguire!

Continueremo a suonare in giro mentre produciamo il disco, sperando di condividere il palco con altri artisti che amiamo, dopo aver suonato con Edda e i Gazebo Penguins in questi ultimi mesi! Seguirci è facile, siamo su Facebook  e Instagram  oltre ad avere le nostre canzoni su tutte le piattaforme online. Pubblichiamo moltissime foto in bianco e nero, venite a salutarci! E seguite gli amici di Più o meno Pop! xx

 

Redazione

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