#piuomenointerviste: un “microfono” per le novità – FUMO

A cura di Simona Luchini

Una fotografa curiosa decide di incontrare artisti emergenti e talentuosi cui porre 10 domande per conoscere meglio ogni volta una band diversa: questo è #piuomenointerviste: un “microfono” per le novità.

Sogni, il primo EP di Fumo, è uscito lo scorso 23 febbraio. Sogni è un lavoro romantico, crepuscolare e controcorrente per un giovane cantautore legato al folk d’avanguardia.
Cinque canzoni. Cinque memorie. Racconti di uno spaccato di vita semplice e malinconico, in cui i rapporti sembrano sfuggire e le sensazioni di bene, male, amore , follia vanno alternandosi.

 

Quando nasce il tuo percorso nella musica e a cosa si deve la scelta del tuo nome

Suono la chitarra dall’età di tredici anni, intorno ai diciassette ho iniziato a scrivere canzoni e a suonarle in qualche locale di Napoli. In seguito ho suonato il basso in un gruppo post-punk, gli Amras, che si è sciolto nel 2013 circa. Dopo una lunga pausa, per motivi terapeutici ho scritto delle canzoni, che poi sono finite nell’EP uscito il 23 febbraio di quest’anno. Il nome del progetto non è altro che il mio cognome e un omaggio al mio vizio preferito.

 

Una parola che caratterizzi ognuna delle tracce del tuo album

Proverò con dei colori:
Viale case sante – arancio
Sensazioni – Nero
Appuntamenti – blu
Estranei – rosso
Sogni – bianco

 

La tua canzone che ami di più.

La canzone che preferisco è “Appuntamenti”, perché è nata in modo magico e mi sembra la più immaginifica.

 

Come definisci la tua musica e quali sono gli artisti che ti ispirano di più?

Non riesco a dare una definizione precisa, ma sono canzoni nate e registrate in una cameretta e di questo ambiente ho provato a mantenere la sincerità, l’intimità e la totale assenza di pudore. Ascolto molta musica e da tutto quello che mi piace provo a imparare qualcosa. Tra i musicisti che mi toccano più nell’intimo ci sono ( in ordine sparso ) Mark Hollis e Talk Talk, Low, Mark Kozelek ( in qualunque incarnazione ), Leonard Cohen, Sparklehorse, Will Oldham, De André e De Gregori.

 

Cosa pensi del panorama musicale attuale?

Per quanto i miei ascolti siano soprattutto rivolti al passato, penso che ci siano cose molto belle oggi: Julia Holter, Mount Eerie, Jonathan Wilson, Bon Iver, Father John Misty, Oneothrix Point Never, Matana Roberts, ma una lista sarebbe troppo lunga.

 

Se potessi viaggiare nel tempo dove vorresti andare?

Se avessi una sola possibilità sceglierei di viaggiare nel futuro, sono troppo curioso delle sorti dell’umanità.

Se potessi scegliere di collaborare con un particolare artista internazionale, chi sarebbe e perché?

Il primo a cui mi viene di pensare è Mark Kozelek, perché ho sempre trovato nella sua musica una sensibilità simile alla mia, in tutto il suo percorso musicale, e penso potrei imparare molto. Se dovessi scegliere un italiano sarebbe bellissimo anche solo cantare una canzone con Paolo Conte.

Una domanda che faccio sempre agli artisti in promozione: perché una persona dovrebbe ascoltare il tuo disco?

Sono canzoni che non hanno paura di mostrarsi per quello che sono. Sarei felice se qualcuno che vive l’ascolto di un disco in modo simile al mio possa trovare un qualche tipo di conforto in un momento di tristezza.

 

Quali sono gli obiettivi che ti sei prefissato per il futuro?

Sul breve termine vorrei provare a laurearmi, sul lungo trovare un posto nel mondo.

 

Cosa hai in mente per il futuro? Tour, concerti.. dacci tutte le info per poterti seguire!

Presto arriveranno date in apertura, qualche live in Campania, in attesa di poter girare l’Italia. Un sogno.

 

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