In senso lato la vita di Dutch Nazari, nel nuovo album “Ce lo chiede l’Europa”

A cura di Michela Gioia Guerrera

Dutch Nazari

Ce lo chiede l’Europa

(Undamento)

 

        TRACKLIST

        1.Calma  Le Onde
        2. Tutte  Le Direzioni
        3. Mirò
        4. Fuori  Fuoco
        5.Guarda  Mamma Senza  Money
        6. Momento Clinico
        7. Lontana  Tu
        8. Così Così
        9.Bella  Per Sbaglio
        10. Girasoli
        11. Comunque  Poesia
        12. L’Europa  

 

Il giorno in cui è uscito in anteprima il brano Calma le onde ho cercato gli accordi e mi sono messa subito a strimpellare.
Il giorno in cui è uscito Mirò l’ho mandata a ripetizione fino alla nausea.

Il giorno in cui mi è arrivato il pre-ascolto dell’intero album Ce lo chiede l’Europa mi sono messa a ballare in cucina.

Giusto per farvi capire che forse non sarà una recensione del tutto oggettiva e imparziale, ma ci provo (come sono bugiarda).

Oggi esce, per Undamento, Ce lo chiede l’Europa, il secondo album di Dutch Nazari, rapper cantautore padovano. Il disco è stato prodotto da Sick et Simpliciter. Insomma, squadra che vince non si cambia! Queste collaborazioni hanno già portato ottimi risultati con gli ep e l’album precedente, Ce lo chiede l’Europa non delude e segue l’onda della qualità dei lavori precedenti.

Il disco contiene dodici tracce che si legano l’una all’altra in maniera fluida facendo mantenere l’interesse sempre costante, brano dopo brano. La ricetta perfetta di quest’album è data da tre ingredienti principali e a mio parere essenziali per un cantautorapper: testi che non lasciano spazio alla noia e alla banalità, un beat accattivante -ormai garanzia di Sick et Simpliciter– e per ogni brano un flow che non sbaglia un colpo.

In Ce lo chiede l’Europa troviamo un Dutch perfettamente calato nella realtà e nel qui e ora, che non ha paura di sottolineare le criticità della società in cui viviamo. Il titolo ne è già testimone e il cantante ci spiega la sua scelta:

Ce  lo chiede  l’Europa” è  una frase che  è stata usata fino  allo sfinimento dalla  Politica negli ultimi otto/nove  anni, di solito per giustificare scelte  impopolari scaricandone la responsabilità. La  foto di copertina è una raffigurazione simbolica  del concetto di Europa: i ragazzi sorridenti rappresentano  il capitale umano della cosiddetta “generazione Erasmus”, la prima  a identificarsi come europea. Alle loro spalle un’edilizia orribile,  simbolo di un altro aspetto di questa Europa, il modello di sviluppo  economico liberista, che non tiene conto delle proprie risorse e spesso genera mostri.

Questa critica è palese all’interno del disco, ma non viene addossata tutta la colpa alla società come entità astratta e maligna che fa calare la merda dall’alto, per esempio Calma Le Onde vuole far riflettere sulle contraddizioni che noi singoli vediamo ogni giorno o viviamo senza accorgercene:

Qualcuno strilla “Chiudete il porto!”

E intanto suo figlio è in un aeroporto

E ha in una mano un biglietto di solo andata per Toronto e nell’altra un passaporto

La domenica mattina i paesani si radunano nelle chiese

E quando la messa è finita si fa aperitivo nel bar del paese

Il proprietario è un tipo cortese

Fa gli Spritz e i tramezzini tonno e maionese

E parla in dialetto, però con accento cinese

 

 

Penso anche a Tutte Le Direzioni , Così Così e Guarda Mamma Senza Money: ognuna di queste esplora l’influenza esercitata sull’individuo, ma anche il peso delle scelte dei singoli che irrimediabilmente si riversano sul globale.

I poveri ammirano i miliardari, l’economia del mio Paese arranca. Ma tranquilla mamma ho letto sui giornali che siamo tutti sulla stessa banca (Guarda Mamma Senza Money)

Oppure, paradossalmente, scelte che messe in atto o meno non porterebbero comunque ad alcun cambiamento, se non a un senso di smarrimento e arrendevolezza:

E alcuni amici sono andati a Londra ma li trattano peggio di qua, che lavorano senza sosta per poi fare la fame come qua (Tutte le direzioni)

Non sai più cosa ti identifica, non ti identifica il lavoro che fai perchè quello cambia ogni sei mesi, né i tuoi studi che li odi e sei pure in ritardo con la tesi[…] E dimmi, come ti va? Sì no, sì dai, sì bene: così così. (Così Così)

 

 

Al contempo il rapper riesce a dare spazio alla dimensione personale, facendo passeggiare l’ascoltatore tra affetti e introspezioni. L’album è intriso di riflessioni del cantante sulla propria persona e sulla propria vita da Mirò a Momento Clinico o Comunque Poesia. Ascoltando le tracce si formano nella mente dei precisi scatti fotografici, dei ritagli di realtà immortalati dall’autore e trasformati in parole. Con Girasoli si crea istantaneamente il videoclip davanti agli occhi, è un brano che riporta al passato e che mostra un Nazari bambino intriso di affetto fraterno.

Dutch, dopo averla ascoltata ho preso il cellulare e ho scritto sia a mio fratello che ai miei genitori (che ti ringraziano, visto che non lo faccio spesso).

 

 

Nella maggior parte dei brani vengono affrontati più temi, quindi non vi aspettate pezzi che parlino soltanto d’amore o esclusivamente di economia mondiale. Ci vengono proposti dei testi articolati ed eterogenei che vanno seguiti con attenzione per essere sicuri di riuscire a coglierne sfumature e significati. Come in Europa in cui Dutch parte da una riflessione su se stesso per poi allargarsi alle dinamiche che si creano nel rapportarsi con gli altri. Infine inserisce una bella frecciatina al governo con:

Stringimi forte come fai solo tu perché è l’Europa che ce lo chiede, ché poi quando sono con te sono più lucido e produco di più.

Sorpresa sorpresa: in realtà è una canzone d’amore. I più romantici tra di voi possono dormire sonni tranquilli perché anche in Fuori Fuoco, Lontana Tu o Bella Per Sbaglio potrete trovare nuove frasi da dedicare alle vostre amate scrivendole sui muri della città, evitando il rischio di cadere in patetismi.

A ogni ascolto si può scoprire un riferimento tagliente in più o una frase ironica che non era stata colta. E man mano che si procede con la successione dei brani si viene accolti da nuove sonorità, anche queste estremamente varie: ogni pezzo è accompagnato con sagacia da ritmi e strumenti che si incastrano con precisione come pezzi dello stesso puzzle. Questo disco trasuda impegno, lavoro e creatività, nulla è lasciato al caso.

Grazie a tutto questo Ce Lo Dice L’Europa incuriosisce e spinge a premere di nuovo play una volta finite le tracce.

In conclusione: premete play. A me non resta che aspettare il live.

 

 

TOUR  EUROPEO  (IN ITALIA)

06/12/2018 – FIRENZE – COMBO

07/12/2018 – ROMA –Le  Mura

08/12/2018 –NAPOLI – Galleria  19

09/12/2018 – Bari – Garage  Sound

15/12/2018 – Bologna – Covo

20/12/2018 – Milano – Biko

22/12/2018 – Torino – Spazio  211

-calendario in aggiornamento-

 

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