Stile e personalità nel disco di debutto di Francesca Gaza

A cura di Giovanni Graziano Manca

Francesca Gaza

Lilac for people
(Auand Records/ Pirames International Distribution)
Tracklist

Strange poet

Almond tree

Red box

Teach to sing

Lilac

I get along without you very well

Purity

I have heard

Il 30 di Aprile u.s. per Auand Records/Pirames International Distribution è uscito il debut album di una cantante piuttosto interessante.
Si tratta di Francesca Gaza, fiorentina (tra gli altri: studi musicali jazz e di produzione a Basilea), talentuosa vocalist cui una delle stelle del nostro jazz, Paolo Fresu, attribuisce doti poetiche e un sound originale spingendosi fino ad affermare che “Lilac for people” (è questo il titolo dell’album dell’artista toscana, otto tracce per circa quaranta minuti di ascolto musicale) è uno dei migliori album usciti di recente.
Una band assolutamente adeguata, peraltro, quella impegnata a costruire le trame vocali e musicali di questa manciata di belle canzoni. Ne fanno parte, oltre a Francesca Gaza (voce), Jacopo Fagioli (tromba, flicorno), Francesco Panconesi (sax tenore), Federico D’Angelo (sax baritono, clarinetto basso), Lorenzo Pellegrini (chitarra), Luca Sguera (tastiere, elettronica), Alessandro Mazzieri (basso, elettronica) e Mattia Galeotti (batteria).
Un disco, quello che qui recensiamo, che Gaza ha costruito su se stessa (suoi gli arrangiamenti, oltre che la voce e il songwriting), sulle proprie capacità canore e artistiche e sulla propria sensibilità. Un album definito fin nei minimi particolari (producer Andrea Lombardini), per altri versi, soffuso, suadente, che sembra fornire un’immagine perfettamente coerente di una cantante che mostra di avere una non trascurabile personalità.
Il modello delle grandi cantanti americane che partono dal jazz per incrociare atmosfere tipiche della canzone americana “classica” ci sembra possa ben attagliarsi al profilo e alla cifra stilistica della Gaza. Il suono, però, una riuscitissima commistione tra canzone pop di altissimo livello e jazz, qui è nuovo, ricercato, e denota impegno, capacità e, crediamo, lungimiranza, desiderio di investire su un modo di fare musica che non sia comune, già sentito. Una annotazione rivelatrice della fiducia di cui gode Gaza in certi ambiti musicali: l’album è stato finanziato da Jazzalguer, organizzazione che cura rassegne di jazz e delle arti ma non solo (Direzione Artistica: Paolo Fresu, Coordinamento Artistico: Salvatore Maltana, e con la collaborazione Antonio Marras).

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