[Live Report] L’arte deve risvegliare la coscienza: il concerto di “Musica contro le mafie”.

Parole a cura di Maria Teresa Gigliotti
Foto a cura di Luisa Boscarelli

La “5 Giorni di Musica contro le mafie” si è conclusa il 7 dicembre 2019, al Teatro Morelli di Cosenza con la premiazione e i relativi showcase musicali di Motta, The Zen Circus e Willie Peyote. L’evento, chiusura di una cinque giorni ricca di incontri, dibattiti, concerti, ha riscosso un successo enorme con la partecipazione di un pubblico numerosissimo e caloroso.
Il primo artista a salire sul palco è Francesco Motta, con in mano solo la sua chitarra. Quattro le canzoni da lui interpretate (Dov’è l’Italia, La fine dei vent’anni, La nostra ultima canzone, Sei bella davvero), in un’atmosfera di grande intimità come può essere quella di un’esibizione acustica in un teatro. Motta si dimostra ancora una volta un cantautore di grandissimo livello, capace di suscitare forti emozioni in chi lo ascolta e questa sua abilità è ancora più evidente dal vivo. Il pubblico batte le mani a tempo, canta insieme a lui e si lascia coinvolgere in questi momenti magici e di condivisione.

Dopo Motta è il turno degli Zen Circus, che portano sul palco tutta la loro esperienza ventennale. La band di Appino, “Ufo” e Karim “Qqru” si esibisce anch’essa con quattro brani storici (Catene, Non voglio ballare, L’anima non conta, Viva), coinvolgendo il pubblico che si lascia trasportare dalla loro energia.
Gli Zen Circus, inoltre, sono sempre in grado di stupire il loro pubblico e ieri sera lo hanno fatto con un fuori programma inaspettato: durante l’ultimo brano, Viva, sono scesi dal palco per cantare fra gli spettatori, regalando loro emozioni uniche.
Prima dell’esibizione di chiusura di Willie Peyote, il direttore artistico di “Musica contro le mafie” Gennaro de Rosa ha premiato i tre artisti per il loro impegno musicale con una motivazione comune: “in questi tempi difficili abbiamo bisogno di brani come i loro per tornare a sperare, per andare oltre i confini.”

Durante la premiazione è stato trasmesso un videomessaggio di don Luigi Ciotti, che ha ricordato quanto ognuno di noi deve impegnarsi per essere protagonista di un cambiamento. Con le sue parole don Luigi Ciotti ci richiama all’azione e all’impegno per la nascita di un nuovo umanesimo, che veda la dignità dell’uomo posta al centro. La musica, la poesia, l’arte in generale hanno l’obbligo di risvegliare le coscienze umane dal torpore che le affligge e dare inizio ad una rivoluzione culturale.

L’ultimo artista ad esibirsi e a chiudere questa serata è Willie Peyote, che sale sul palco accompagnato dai suoi musicisti. Willie propone tre brani estratti dal suo ultimo lavoro discografico, Iodegradabile, e saluta il suo pubblico con la canzone per cui è stato premiato “Io non sono razzista, ma”.
A conclusione di questa cinque giorni ricca di eventi culturali, l’associazione “Musica contro le mafie” si dimostra ancora una volta una realtà in grado di promuovere la cultura della “legalità” attraverso attività legate al mondo dello spettacolo e della musica.
Sono dieci anni che “Musica contro le mafie”, sotto l’egida di Libera (associazioni, nomi e numeri contro le mafie), porta avanti questo impegno contro i fenomeni di criminalità e per la diffusione di iniziative tese a rafforzare la coscienza collettiva. Oggi più che mai abbiamo bisogno di questo genere di eventi, che uniscono momenti di spettacolo e riflessione e offrono la possibilità di confrontarsi e sviluppare un pensiero critico. 

 

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