[Intervista] L’irriverenza elegante di Operedaltro

 

A cura di Diana Valnoir

 

Alle spalle il Vesuvio all’orizzonte il golfo di Napoli. Nasce in questa realtà Luigi, trentatrè anni, alias Operedaltro.

Mente creativa, digital artist dallo stile unico, ironico, attuale e alle volte provocatorio, ma sempre con eleganza e savoir faire che in pochissimo tempo si è conquistato una mole di follower invidiabile sulla piattaforma di Instagram. 

L’ho incontrato dopo essermi invaghita delle sue creature e del suo talento.

Oggi ve lo vogliamo presentare come si fa con un vecchio amico che torna a trovarci dopo molto tempo, perché l’atmosfera che abbiamo respirato è stata rilassata e leggera, una mezz’oretta di chiacchiere piacevoli come fossimo amici da anni.

 

Ciao Gigi, veniamo al dunque, perché siamo curiosi eccheccavolo! Insomma: Come nasce Operedaltro?

Nasce per gioco, nasce smanettando con programmi di manipolazione o fotomontaggio.

Quando già da ragazzino. Circa a 15 anni mi divertivo a modificare le foto delle mie amichette cambiandogli il colore dei capelli per esempio, i filtri non esistevano ma io già sperimentavo.
Ho sempre avuto un ottimo approccio con il computer e la tecnologia, poi nel 2017 per gioco parte questo collage digitale  sull’opera di  Jan Vermeer “La ragazza col turbante” conosciuta da tutti come “La ragazza con l’orecchino di perla”. Unii questa foto di una donna messa nella stessa posizione con un hot dog tra le mani e mi resi  conto che sembrava si attaccasse da sola, così feci altre 4 o 5 opere.

Da subito ho ricevuto  riscontri positivi anche da  amici e persone che frequentano ambiti artistici e motivato in due o tre giorni ho realizzato un’altra cinquantina di opere per avere un un po’ di contenuti da postare ed aprii la gallery di instagram.
In quel momento il profilo ha iniziato a crescere ed eccoci qui.

 

Quando crei le tue opere cerchi di convogliare eventuali affinità contestuali tra i personaggi?

Si, a volte è più evidente a volte invece gira attorno al concetto che può esprimere, l’impatto visivo in questo momento storico è essenziale,  se però ci si ferma possono arrivare altre sensazioni. 

Sei provocatorio, ironico ma c’è anche grande sensibilità nel tuo modo di esprimerti, oltre tutta questa poesia c’è la possibilità di comprare le tue creature?

Si, c’è in programma anche questo. Diciamo che ci stiamo lavorando perché è un aspetto più complicato da gestire, ma in un breve futuro si potrà fare.
Nel frattempo sto esponendo le mie opere ad alcuni eventi in Italia a Francoforte e in questo periodo particolare virtualmente sul web in vari luoghi tra cui  New York.

 

Credi di avere qualcosa in comune con la Street Art? 

Si mi piace molto. Ho frequentato la scena hip hop, ho bazzicato abbastanza nell’ambiente underground napoletano per intenderci. Cresco con questa musica anche se mi piace spaziare dall’elettronica al reggae, passando per il rock arrivando alla trap, anche quella neomelodica perché mi diverte. Amo i festival musicali, mi piace muovermi per andare ai concerti, la musica è una componente della mia quotidianità.

 

Grazie Gigi! Nell’attesa di partecipare al vernissage della tua personale mi stappo un prosecco, Cin!

 

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