Barriere

 

 

Ho alzato una barriera che mi terrà protetta da tutto quello che non mi fa stare bene.
La moglie del dottore che abita sul mio pianerottolo stamattina, mentre eravamo all’uscio delle nostre rispettive porte di casa, mi ha detto che se dovesse definirmi direbbe solo “Luna, sei come la luna“.
Ma in che senso?
Nel senso che la luna vive per se stessa, vive sola, pensa di essere sola, eppure.. eppure condiziona tantissimi fattori che la circondano. Pensa, condiziona persino il mare“.
Che stranezza la solitudine della luna, effettivamente.
Lei decide quando e quanto farsi vedere, a spicchi o intera.
La luna va a fasi, ogni fase si materializza in una forma, sempre diversa per l’occhio più attento, pressoché uguale per il resto degli occhi.
Io non ho forma, però.
Mi sento come un liquido in una bottiglia, un po’ nelle mani del caso, un po’ nelle mie stesse mani.
Quando la bottiglia si rovescia sono un fiume in piena, da qui la necessità delle barriere: non voglio espandermi, non voglio toccare sponde aride, non voglio dare loro nuova linfa.
Voglio gestire la mia luna.

A riguardo Fiorella Todisco 56 articoli
Classe '92, laureata in giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Ama il diritto, la letteratura, la scrittura, la musica e prova a fare di tutto un po'.