Primo Maggio, su coraggio!

Foto Storia di Gloria Imbrogno
Parole di Renata Rossi

Si ringraziano iCompany e Ruvido Produzioni

Lineup
Apres la classe, Amarcord, Doro Gjat, Incomprensibile FC, Braschi, Il geometra Mangoni, Ara Malikian, Rocco Hunt, Orchestra di Saltarello Abruzzese, Mimmo Cavallaro, Teresa De Sio, Giovanni Guidi, Marina Rei, Artù, Ladri di Carrozzelle, Ex Otago, Motta, Le luci della centrale elettrica, Bombino, La Rua, Levante, Editors, Lo Stato Sociale, Francesco Gabbani, Brunori Sas, Ermal Meta, Edoardo Bennato, Maldestro, Fabrizio Moro, Samuel, Planet Funk, Public Service Broadcasting.

 

Il 1º maggio celebra la festa dei lavoratori, nel ricordo delle battaglie operaie, delle lotte, della conquista sociale per la riduzione della giornata lavorativa. Da tanti anni in Italia e non solo, la festa dei lavoratori è, purtroppo, una festa per pochi, per chi un lavoro ce l’ha davvero, per chi non è costretto a lottare per arrivare a fine mese, per chi non vede lesa la propria dignità ogni giorno, sfruttata la propria persona e i propri diritti.
Proprio per focalizzare l’attenzione sul tema del lavoro e celebrare uno dei diritti fondamentali della Repubblica Italiana, dal 1990 esiste il Concerto Del Primo Maggio, detto anche “Concertone” considerata la lunga durata del live, promosso dai sindacati confederali: Cgil, Cisl e Uil. La piazza in cui viene montato il grande palco sul quale si alternano decine di artisti e band nazionali e internazionali dal primo pomeriggio fino alla mezzanotte, è quella di Piazza San Giovanni in Laterano a Roma.


Anche quest’anno una scaletta ricca e variegata, un vero show con tanto di presentatori (Camila Raznovich e Clementino)

e diretta Rai ha fatto trascorrere a migliaia di ragazzi in piazza e ai telespettatori comodamente seduti sul divano, ore piacevoli di buona musica e di intrattenimento intervallati da interessanti spunti e momenti di riflessione sul tema di quest’anno: “Il lavoro: le nostre radici, il nostro futuro“.

La scelta della scaletta, sebbene discutibile (ma cosa non lo è?!), ha visto l’alternarsi di band e artisti di ogni genere. Tra i nomi dei “navigati”, di coloro che hanno calcato più volte il palco di Roma, ci sono stati: Bennato, (polemico dopo l’esibizione perché proprio su un suo pezzo, “Meno male che adesso non c’è Nerone”, la Rai ha deciso di interrompere la trasmissione) e la De Sio che ha reso omaggio alla musica di Pino Daniele scomparso troppo prematuramente; ancora gli Apres la Classe, il gruppo che con il loro patchanka è stato capace di colorare quest’anno come in passato il palco del Primo Maggio. Anche Samuel, frontman dei Subsonica, può considerarsi un cantante storico della kermesse sonora romana, e quest’anno, in una nuova veste solista, ha presentato il suo fortunato progetto.

Come ogni “Concertone” che si rispetti è stato dato il giusto spazio anche alla world music, simbolo d’integrazione e di vicinanza tra popoli e razze diverse. I nomi al loro debutto su grande palco e capaci di ben figurare sono stati Ara Malikian, violinista gitano, e Bombino, chitarrista nigeriano.

Una nuova apertura verso la musica indie targata Italia, musica che da qualche anno ormai riempie i palchi e le radio italiane, e riesce a far breccia nel cuore dei più giovani viene anche dal “Concertone”. Si sono alternati, ben distribuiti negli orari tra il pomeriggio e la sera gli Ex Otago, Motta, Le luci della centrale elettrica, Levante, Lo Stato Sociale che hanno intonato (alcuni non proprio in maniera perfetta) i loro pezzi. Poco importa se gli over ’30 avranno storto il naso davanti ad un nuovo modo di far musica la cui ricetta ai più “snob” sembra essere un insieme di slogan facili-facili, parolacce, storpiature della lingua italiana, voci non sempre intonate. L’indie italiano riesce oggi, come non succedeva da parecchio tempo, a fare grossi numeri non solo sui social ma anche sui palchi italiani (lo Stato Sociale ha registrato 7000 presenze al Carroponte ed è riuscito a fare spettacolo e a creare un feedback importante coi fan anche in occasione del Primo Maggio).


E, a proposito di nuovo indie, ha ben figurato la Brunori Sas, altra band che riempie palazzetti e insieme riesce a soddisfare la critica musicale grazie alla capacità, specie nell’ultimo album, di cantare storie e di farsi strada in un cantautorato nuovo in maniera convincente.
Solita prova di classe, inoltre, per Marina Rei, autrice di una performance sonora notevole, accompagnata sul palco dalla band dei Paolo Benvegnù (Paolo è il grande assente della kermesse, un malore improvviso gli ha impedito di esibirsi).

Spazio anche a Sanremo, non a grandi voci o a personaggi storici del Festival Italiano, ma all’intrattenimento sonoro e al divertimento, perché del resto il Concertone è anche questo, se non soprattutto. La scelta è dunque ricaduta su Francesco Gabbani, Ermal Meta e Fabrizio Moro che,  con le loro esibizioni, hanno ben figurato davanti a un pubblico entusiasta.


Per quanto non saranno certo Lou reed, né Robert Plant, i Radiohead, o Sting che in tempi ormai remoti sono saliti sul palco del Primo Maggio, gli Editors si sono dimostrati una grande band capace di infiammare i fan infreddoliti e ormai stanchi della pioggia che si è abbattutta impietosa a Roma in serata. In chiusura, l’energia travolgente dei Planet Funk e della band londinese dei Public Service Broadcasting ha fatto ballare e divertire il pubblico rimasto fino a tardi.


In definitiva, in tempi di crisi, sia economica che sociale, l’impressione che resta dalla kermesse sonora del Primo Maggio è quella di un lungo happening musicale in cui la cosa più importante resta divertirsi, dimenticare se pur per poche ore problemi e preoccupazioni. Per il lavoro che non c’è, per le ingiustizie, per le disuguaglianze c’è tempo per pensarci domani…


Sperando che questo domani non sia troppo in là a venire!

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