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Alessio Lega - Mare Nero. Ritratto di un inferno bello mosso

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foto Rosalba Amorelli

Alessio Lega esce con un disco di avanzi, come lui stesso li ha definiti, di canzoni che sono rimaste escluse dalle scalette dei dischi precedenti. Una raccolta di Bsides, penserete voi e invece no: le tredici canzoni che compongo il disco sono, senza alcun dubbio, pezzi poderosi, vivi, urticanti ma allo stesso tempo raffinati ed eleganti. Alessio nelle sue canzoni unisce mirabilmente sia i sapori della sua terra d’origine, la Puglia, che la sua città d’adozione, Milano, con risultati sorprendenti, piacevolmente spiazzanti.

Navigando nel “Mare Nero” ci si imbatte infatti nelle teatrali parvenze sinfoniche in “Povero Diavolo”, nei banjo trotterellanti in “Santa Croce di Lecce” nelle irruzioni klezmer-balcaniche di “Porrajmos”, fino a giungere a quell’ inaspettato episodio latin-pop che è “Ambaradan”, primo singolo del disco.

Abbiamo fatto solo un po’ di Ambaradan
poi siamo tornati immemori e vivi
a scrivere il mito dei bravi italiani
che sono più inetti non meno cattivi

A completare il disco anche due riletture d’autore di brani altrui:  “Hanno ammazzato il Mario in bicicletta” di Dario Fo e Fiorenzo Carpi e “Fiore di Gaza” firmata da Paolo Pietrangeli.

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