The Chasing Monster: il post-rock che racconta storie ed emozioni

A cura di Carolina Londrillo

Tracklist

Act I
Itai
Act II
The Porcupine Dilemma
Act III
The Girl Who Travelled The World
Act IV
Albatross
La Costante (feat. Theodore Freidolph of Acres)
Act V
Creature
Today, Our Last Day On Earth

 

The Chasing Monster è una band post-rock di Viterbo nata nel 2014 e formata da Leonardo Capotondi (lead guitar), Edoardo De Santis (Drums), Riccardo Muzzi (bass), Federica Sciamanna (Rhythm guitar) e Alessio Bartocci (Rhythm guitar).
Tales, il loro album d’esordio uscito lo scorso 13 Gennaio, è un lavoro che si discosta molto dal loro precedente ep: i The Chasing Monster si allontanano dalla loro vena post-hardcore e metal per abbracciare il mondo del post-rock.

E lo fanno egregiamente.

Non c’è da stupirsi quindi se a Maggio li vediamo comparire nella line-up del Dunk!Festival in Belgio, insieme a gruppi come And So I Watch You From Afar, We Lost The Sea e God Is An Astronaut, ai quali i ragazzi aprono anche il concerto del 9 luglio al Magnolia (qui trovate la nostra photostory).
Tales è un disco quindi in pieno stile post-rock, in cui sono forti le influenze di gruppi pionieri del genere, come gli appena citati God Is An Astronaut, Explosions in The Sky, e Mono.
Tuttavia il modo in cui è costruito lo rende particolare ed interessante.

Nella tracklist infatti, li brani si alternano a 5 Act, durante i quali viene narrata una storia, attraverso i dialoghi dei due protagonisti: un ragazzo ed una ragazza davanti ad un fuoco.
Da quello che si intende, i due sono rimasti gli unici esseri umani sulla Terra, e si preparano ad affrontare l’oscurità che li circonda, ricordando il loro percorso e quelli che hanno perso durante esso.
I loro racconti introducono i brani e spesso si sovrappongono ad essi, in un intreccio di storie e musiche in cui il confine diviene sempre più labile.
La parte strumentale accompagna perfettamente il percorso dei protagonisti, che lentamente trovano la forza di affrontare l’ignoto che li attende, acquistando una nuova fiducia in una forza superiore, che unisce tutti gli esseri umani in un destino comune, nonostante il dolore dei ricordi che hanno dovuto abbandonare e temi ricorrenti quali la perdita.
La musica è definita da sonorità post-rock, che spesso sfociano nello space, caratterizzate da suoni lunghi, ricchi di riverberi e delay, ma anche di distorsioni, con una parte ritmica resa da una batteria incalzante e decisa, che accompagna le chitarre in un viaggio che ci prende per mano e ci accompagna oltre i confini dello scibile umano, mostrandoci il viaggio dei due protagonisti di cui sentiamo le voci.
Itai apre il disco dopo l’introduzione di Act I, creando da subito un’atmosfera malinconica e sognante.
Già con The Porcupine Dilemma, il parlato inizia ad inserirsi anche nelle tracce musicali, che rimangono perlopiù strumentali, con l’eccezione di Albatross, brano molto interessante in cui viene narrata un’ulteriore storia, che richiama le atmosfere della ballata di Coleridge The Rhyme of The Ancient Mariner, e dove la parte screamo finale ci rimanda al passato più hardcore della band.
Nel brano La Costante troviamo poi un featuring con Theodore Freidolph, chitarrista degli Acres.

Dopo che i protagonisti si interrogano sui loro rimpianti e su quanto sia doloroso lasciare la Terra, sapendo che dopo di loro non vi sarà più nessuna storia da raccontare, il disco si chiude appunto con Today, Our Last Day On Earth, brano che abbandona i toni più duri per ritornare alla malinconia iniziale, accompagnando l’ultimo viaggio dei due ragazzi, che si conclude con il loro addio definitivo, mentre il fuoco che aveva accompagnato le loro storie si spegne per sempre.

Tales è un disco forse non così semplice da fruire, per il quale è sicuramente preferibile un ascolto continuo e tutto d’un fiato, e che si serve di una storia eterea e dalla trama ben poco definita per prestarsi ad un’interpretazione decisamente soggettiva, insomma, un disco dal carattere introspettivo che, attraverso le frasi dei due protagonisti, ci porta a fare delle riflessioni stimolate e accompagnate dalla musica perfetta ideale per questo scopo.
Come ogni buon disco post-rock dovrebbe fare, Tales tocca le corde più profonde del nostro animo generando un effetto catartico.
Insomma, i The Chasing Monster si affermano come ottimi portabandiera del post rock italiano.

Redazione
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