Lasciarsi un giorno a R…ende – Niccolò Fabi live @ Settembre Rendese

A cura di Massimiliano (Max Orrico)

 

Il “Diventi Inventi 1997 – 2017”, tour che celebra i vent’anni di carriera di Niccolò Fabi, domenica 10 settembre ha aperto la cinquantaduesima edizione del Settembre Rendese.

Il piazzale alle spalle di un noto centro commerciale è stato teatro per le parole e la musica del cantautore romano. Partendo da alcuni pezzi del suo ultimo fortunatissimo “Una somma di piccole cose“, presentato a Cosenza nella cornice del Teatro Rendano non più di 6 mesi fa, Niccolò ha continuato il viaggio dei suoi vent’anni di canzoni pubblicate proponendo al pubblico accorso, bloccato nelle gabbie transennate dagli uomini della sicurezza, un susseguirsi di brani scelti a tappe per così dire emozionali, non cadenzate dal tempo ma dal racconto del riccioluto che, accompagnato dalla sua band, si è alternato tra chitarre e tastiera nell’alternanza delle atmosfere prodotte.

Molte le canzoni cantate anche dal pubblico e all’occorrenza tenendo il tempo con le mani accompagnando chi stava sul palco; è il caso, tra le tante, di “Offeso” o di “Il negozio di antiquariato“, mentre altre, pur conosciute, rimanevano difficili per il pubblico dei concerti gratuiti, a causa del riarrangiamento che a volte dirottava la melodia verso accenti ignoti ai non fedelissimi dei concerti di Fabi.

E questa è la misura dei concerti di piazza, dove spesso si va per passare una serata non curandosi della musica. Si, Niccolò, non è un artista da piazza o da sagra di paese. Nessun tipo di snobismo in queste mie parole, ma solo un tentativo di voler elevare e proteggere le emozioni e la poesia che talvolta scaturiscono dalle frasi di una “semplice” canzone. E in quella piazza, piena di gente di ogni età, di intere famiglie allegre e festose, insieme ai tanti che attenti e in religioso silenzio, ascoltavano il cantante romano, molti ridacchiavano o passavano il tempo a farsi i selfie solo per gridare ai loro amici “io c’ero”.

Fabi è da sempre, ma oggi ancor di più, un artista maturo, un uomo schivo e introverso, che solo con la musica riesce ad aprirsi e a cercare di dare un senso alla vita, che spesso, troppo spesso, sembra quasi che un senso non ce l’abbia.

La malinconia e il pop struggente di canzoni popolari come “Vento d’estate” o “Lasciarsi un giorno a Roma” (con cui si è chiusa la prima parte dello show), si alternano ad altre del suo repertorio e al cantautorato sofferto dei brani dell’ultimo album. “Una somma di piccole cose” ci invita a non sprecare nemmeno un attimo di ciò che viviamo, perché, nostro malgrado, la vita scorre inesorabile. I concerti di questo tipo sono senz’altro alcuni dei momenti da dover vivere intensamente fino in fondo e, molte persone del pubblico presente, nonostante tutto, domenica sera sono stati in grado di cogliere i messaggi e le emozioni esternate da Niccolò Fabi e hanno goduto in pieno dello spettacolo proposto.

Quella calabrese è stata la penultima tappa prima di arrivare alla festa del 26 novembre a Roma di questo tour di saluto per Fabi alle porte di una pausa di riflessione, annunciata dal microfono, di uno, ad oggi, dei più apprezzati cantautori italiani.

Appuntamento ad un chissà prossimo concerto.

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Redazione

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