Dentro a una vertigine che danza: intervista a Cristina Donà

Photo Credits: Andrea Aschedamini

A cura di: Renata Rossi

 

Photo Credits: Andrea Aschedamini

Nostra Signora della Musica Italiana, Cristina Donà è una di quelle cantanti capaci di incantare, illuminare e dipingere arcobaleni nell’animo di chi l’ ascolta. Una sensibilità artistica e umana che ha pochi eguali e che, specie durante i live, pervade completamente il suo pubblico. L’opportunità di intervistarla dopo l’uscita di “Tregua 1997 – 2017 Stelle buone” è stata un privilegio unico, emozionante leggere le sue risposte.

 

Ciao Cristina e grazie mille per averci concesso quest’intervista, per noi è un piacere oltre che un onore. Come stai? Come vivi questo tuo nuovo tour che ti vede in giro per l’Italia a festeggiare il ventennale di “Tregua”?
Grazie a voi per lo spazio. Abbiamo iniziato il tour la scorsa estate e non vediamo l’ora di tornare sul palco. Sembra una frase fatta ma non lo è. Sono in compagnia di musicisti eccezionali e benchè questo mestiere richieda una grande energia fisica e mentale soprattutto nel live, è sempre molto gratificate esibirsi dal vivo.

 

Al di là dell’ottimo prosieguo che la tua carriera ha avuto negli anni, cosa significa aver iniziato con “Tregua” una pietra miliare della musica italiana? Senti una certa responsabilità, nei confronti della musica in generale e dei tuoi fan?
L’ho sempre sentita. Ho sempre sentito una grande responsabilità verso la musica che ha reso migliore la mia vita oltre ad averla caratterizzata fortemente, la mia come quella di molti. Ho sempre cercato di fare le cose al meglio sia per rispetto verso chi mi ascolta, sia verso la musica, appunto, che verso me stessa. Aver iniziato con Tregua significa aver avuto la fortuna di incontrare le persone giuste al momento giusto e l’impegno sottinteso preso da allora, come dicevo, è mantenere la promessa fatta alla musica.

 

Dal 1997 ad oggi tante cose sono cambiate nel mondo della musica, una di queste è sicuramente il diverso rapporto tra pubblico e artista dovuto all’avvento dei social network. Ad esempio la tua pagina facebook è sempre tanto seguita: com’è il tuo rapporto con internet e la comunicazione via social?
Ottimo. Lo scambio, il contatto con chi mi segue è un elemento del mio lavoro che coltivo sin dall’inizio della mia attività quando arrivavano lettere in carta alla Mescal. Oggi è un po’ più impegnativo per tutti perché, se non vuoi lasciare che altri scrivano al posto tuo, e io non lo permetto se non per comunicazioni di servizio, devi assolutamente trovare il tempo da dedicare a questo mezzo di comunicazione. Ciò che cerco di fare è impostare il rapporto sul rispetto reciproco e su quelli che sono i miei tempi e i miei modi. Naturalmente non riesco a rispondere a tutti, cerco piuttosto di interpretare l’umore generale e di essere presente per quel che serve.

 

Quali credi siano invece le responsabilità che internet ha avuto sulle vendite dei dischi? Non credi che questo ascolto selvaggio della musica abbia fatto male alla musica stessa, orientando negativamente anche la creatività degli artisti verso produzioni più superficiali?
Non credo che la gratuità della musica sia la sola responsabile rispetto ad un presunto calo qualitativo. L’offerta è cresciuta a dismisura da quando esiste la possibilità di farsi un disco in casa e tra queste proposte ci sono anche opere interessanti proprio perché sono libere da vincoli. Dunque non credo che il problema sia degli artisti ma del mercato e di come viene percepita a livello culturale la musica. Provocatoriamente io chiedo: cosa fa il pubblico per aiutare l’arte in questione? Quando ama un artista compra, investe nella sua opera o si limita a dire che è bravo scaricando musica in continuazione senza mai porsi il problema? Un’altra cosa che deve sapere il pubblico è che dallo streaming un artista guadagna meno che briciole. Bisogna responsabilizzare di più il pubblico e certamente trovare un modo congruo mediante il quale chi fa questo mestiere possa raccogliere i frutti, frutti che ormai da diverso tempo vengono prelevati dalle piattaforme e da chi scarica musica illegalmente. Ma non vedo ancora segnali incoraggianti a tale proposito. Se reputassi basso il livello creativo delle nuove generazioni non saremo qui a parlare di “Tregua 1997 – 2017 Stelle buone”.
Bisogna anche fare molta attenzione al giudizio rispetto alle generazioni più giovani. Mi sembra un errore storico consolidato quello di delegittimare e sottostimare la cifra e le capacità di chi viene dopo, ovvero evitare il già sentito “ eravamo meglio noi”. A posteriori si scopre spesso che tale valutazione è dettata da un pregiudizio anagrafico o da una mancata comprensione.

 

Sei una grande interprete oltre che compositrice di brani musicali. Come cambia l’approccio in queste due dimensioni?
Quando interpreto ho già a disposizione il materiale che solitamente è straordinario e dunque cerco di rendere giustizia all’artista che me lo “offre”. Provo inoltre e personalizzarlo il più possibile perché così facendo posso dare il meglio di me. Quando canto materiale mio prevedo comunque un approccio di ricerca interpretativa solo che non ho confronti, non esiste un originale. Amo molto entrambi e mi piace alternare i due momenti.

 

Hai collaborato con tanti artisti nel corso degli anni. Con chi non sei riuscita a farlo e ti piacerebbe?
Mi piacerebbe molto scrivere un brano con Francesco De Gregori e lavorare a una colonna sonora per Crialese.

 

Credi ci siano delle difficoltà maggiori nel fare musica per una donna? Quali ostacoli si debbono superare rispetto agli uomini?
Fortunatamente non ho dovuto affrontare il problema in prima persona. Ho sempre lavorato e collaborato con uomini che mi hanno dato fiducia e spazio, a partire dal mio compagno Davide Sapienza. Mi rendo conto però che sono un caso raro, purtroppo. L’Italia è certamente un paese che non ha ancora imparato a rispettare la figura femminile in musica come nel resto del suo universo. Come donna, madre, lavoratrice, compagna tocco con mano ogni giorno l’assenza di una visione che includa armonicamente la figura femminile in Italia, per non arrivare sino all’esempio estremo del femminicidio. C’è ancora molto pregiudizio sulla donna che scrive e fa musica. Sono tanti a pensare che non ci siano artiste in grado di scrivere cose interessanti ma non è così: manca lo spazio. Grazie all’incontro con Gaetano d’Aponte, seguo il premio Bianca d’Aponte da diversi anni, premio interamente dedicato al cantautorato al femminile, e ti assicuro che le proposte entusiasmanti ci sono sia in quel contesto che fuori. Ne è un esempio la mia riedizione di Tregua.

 

Per festeggiare il ventennale di Tregua sei diventata anche “Talent Scout”, pescando alcuni tra gli artisti più interessanti dell’underground musicale italiano. Che differenze vedi tra la scena attuale e quella di più di un ventennio fa che portò alla ribalta artisti come Afterhours, Subsonica e Marlene Kuntz?
No, non sono una talent scout e non mi interessa esserlo. Non ho né il tempo né le qualità. La differenza? Tante di natura tecnico-logistica-economica, come si diceva prima e nessuna. Se ami davvero la musica la rispetti e cerchi di lavorare al meglio. Le dinamiche sono molto cambiate ma la sostanza rimane quella.

 

Vent’anni fa tu, come i gruppi che ho appena citato eravate le belle speranze del rock italiano. Spesso si tende a fare paragoni tra le nuove leve e i loro riferimenti: chi è, se c’è, la nuova Cristina Donà?
Non lo so è non mi interessa individuare la nuova Cristina Donà. Mi auguro che ogni artista venga nominato per quello che è e non per quello a cui somiglia.

 

Quali sono i tuoi progetti per il futuro, potresti darci qualche anticipazione?
Non so nemmeno io cosa farò esattamente. Di certo c’è che da gennaio 2018 tornerò finalmente a lavorare al mio prossimo disco di inediti, con l’intento di poterlo pubblicare entro il prossimo anno.

 

“TREGUA 1997 – 2017 STELLE BUONE – TOUR”

26 Ott 2017 – Torino
3 Nov 2017 – Bergamo
10 Nov 2017 -Brescia
11 Nov 2017 – Modena
17 Nov 2017 – Ravenna
1 Dic 2017 – Milano
7 Dic 2017 – San Giovanni Lupatoto Verona
8 Dic 2017 – Bologna
9 Dic 2017 – Firenze
14 Dic 2017 – Roma
15 Dic 2017 – Santa Maria a Vico (CE)
16 Dic 2017 – Messina
17 Dic 2017 – Palermo

 

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