Punk’s Not Dead! I G.B.H. al The Cage di Livorno – Tutte le foto

A cura di Sonia Golemme

9 Dicembre, è un gelido sabato Livornese, quello a cui noi gente del sud non siamo abituati, quello che ti penetra nelle ossa e ti rincoglionisce.
Me lo conferma anche il tipo della sicurezza, vestito tipo omino Michelin col passamontagna, che ragiona con il ragazzo dietro di me che gli chiede ripetutamente: “sul biglietto c’è scritto ingresso € 15 + d.p. ma cosa vuol dire dippì?” Parte una supercazzola che avrei voluto tanto registrare, ma mi sono limitata ad ascoltare e dopo la quinta volta rispondere: “SONO I DIRITTI DI PREVENDITA!” Il ragazzo ammutolisce, l’omino mi guarda e dice: “ecco volevo di’ proprio questo ma ummi veniva! Tra un quarto d’ora mi si congelerà ir cervello e un mi si aprirà più la bocca”.

Ritiro il pass e guardo il  The Cage Theatre come una tiepida alcòva. E cosi è. Primo negroni, secondo negroni, mi sono portata dietro gli amici e so già che la serata non può che decollare.

C’è un sacco di gente bella al teatrino, qualche cresta ma con garbo, molti fan arrivati da fuori Toscana, lo percepisco dall’accento e dai taxi che facevano avanti e indietro quando stavo in coda ai cancelli.

Io sono già al terzo negroni quando vedo passare davanti a me un ragazzo con una tazza di tè fumante, mi stranisco e mi chiedo da quand’è che al The Cage fanno il tè, poi capisco che è il ragazzo del merchandise. Mi giro, sono ancora al bancone e spuntano Colin 1 e 2, Ross e Scott che si fanno i selfie con fan inchiodati e tatuati.

Me ne vado nel pit e mi dicono che posso fotografare tutto il concerto, basta che non uso il flash. Sorrido, non ci credo, infatti non sarà così 😛

Iniziano i toscani Alfatec che con il loro hardcore scaldano il pubblico nelle prime file. La band attiva dal 2004 ha calcato molti palchi in giro per l’Europa.
Il gruppo è formato da: Gilberto Rossi, Marco Bartolini, Simone Perchiazzi e Tommaso Maggiorelli.
Decido poi di dargli il mio piccolo supporto acquistando la loro bellissima musicassetta a tiratura limitata.

 

 

 

 

 

 

 

Rapidissimo cambio palco, rapidissima fuga in bagno per far pipì nelle bellissime toilettes del teatrino. Mi sparo un selfie vergognoso e lo mando alla mia amica Simona che piange perché sta fotografando Max Pezzali.

 

 

 

 

 

 

 

 

Rientro, mi passano l’ennesimo negroni che rapidissimamente tracanno. Ah gli amici! <3

Entrano i G.B.H.

Nel lasso temporale tra inizio concerto e i primi 5 pezzi non so cosa sia successo, non perché fossi ubriaca eh! (ahahahah) ma perché ovviamente stavo fotografando.
Ma subito dopo posso dire che l’alcòva di cui parlavo prima da tiepida era diventata infuocata. Colin Abrahall e compagni freschi come dei giovanotti, quasi 60 anni e non sentirli. Pezzi storici e quelli nuovi di “Momentum”, il nuovo album pubblicato a Novembre fanno pogare giovani e meno giovani e papà dei giovani che filmano in un angolino i figli che pogano (gli stessi che a fine concerto quando inizia il dj set con musica indie scappano a gambe levate). Da non crederci. Insomma abbestia! come si dice qui.

Qualcuno si fa anche felicemente male. È un ragazzo che pre-concerto si faceva le foto con i G.B.H. e secondo me veniva anche da lontano, credo da Urbino! Qualcuno perde anche cappotti e portafogli, ma chi se ne frega! Abbiamo visto la storia del punk e ci siamo fatti fare anche l’autografo!

 

 

 

 

 

 

 

 

Ora, io non sono una che sa scrivere di musica, non scrivo live report, non recensisco. Infatti queste mie parole devono esser considerate come se stessero su un diario. Sono una fotografa ed esprimo le mie emozioni attraverso la macchina fotografica.
Quindi eccovi la fotostoria della serata e grazie al The Cage Theatre che ci fa stare sempre bene come in pochi posti.

 

 

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