#piuomenointerviste: un “microfono” per le novità – LEBOWSKI

A cura di Simona Luchini

Una fotografa curiosa decide di incontrare artisti emergenti e talentuosi cui porre 10 domande per conoscere meglio ogni volta una band diversa: questo è #piuomenointerviste: un “microfono” per le novità.

 

E’ il momento di conoscere meglio i LEBOWSKI . “Cura Violenta”, il quarto album della band è uscito il 10 novembre 2017 per per l’etichetta bolognese Area51 records. Primo full lenght album della label, vede la collaborazione di importanti artisti come Bruno Dorella (Ovo, Bachi da Pietra, Ronin, ecc.), Matteo Scaioli e Sasà Vaccaro a fianco del quintetto.

I LEBOWSKI sono Simone Re, Marco Mancini, Riccardo Latini, Riccardo Franconi e Nicola Amici.

 

 

Photo Credits: Caterina Fattori

 

 

Quando nasce il vostro gruppo e a cosa si deve il suo nome?

Riccardo L.: Siamo attivi dal 2004 ma la nostra amicizia è cominciata negli anni ’90. Poi nel 2011 è entrato a far parte della famiglia Nicola Amici alias Nico. Il nome del gruppo è ovviamente ispirato al film “Il grande Lebowski“. Un capolavoro che è stato apprezzato da tutti i componenti e che tutt’ora fa capolino nei nostri lettori dvd o, per i più tecnologici, nelle smart tv.

 

Una parola che caratterizzi ognuna delle tracce del vostro album

Riccardo L.: “Spregiudicato” . Questo aggettivo può riassumere in modo efficace tutte le dieci tracce del disco o almeno lo è stato l’approccio nella composizione delle stesse. Durante la nostra attività musicale abbiamo proposto lavori il più possibile personali, ricercando costantemente di trasmettere ad essi un’identità forte e precisa. In quest’ultimo disco, forse anche per la decennale esperienza maturata, abbiamo messo da parte i residui preconcetti musicali dando la priorità ad una composizione libera ed autentica, con l’obiettivo di trasmettere sensazioni a chi ci ascolta.

 

La canzone che amate di più del vostro album

Nicola: “Animali nella notte” è probabilmente il brano cantato più rappresentativo di questo disco. Erano anni che volevamo scrivere una canzone ossessiva, oscura ed evocativa al tempo stesso… è sicuramente la volta in cui ci siamo andati più vicini!

 

Come definite la vostra musica e quali sono gli artisti che vi ispirano di più?

Nicola: La maggioranza ci considera un gruppo “indie”, che, nel senso di indipendente ed alternativo ci si addice molto. Forse un po’ meno in termini di approccio… da quel punto di vista siamo più punk probabilmente, lato che, soprattutto negli ultimi live, sta riemergendo prepotentemente con nostra grande soddisfazione. Una sintesi adeguata potrebbe essere definirci post-punk, che, in definitiva, rievoca molti degli ascolti a noi più cari: Talking Heads, Pere Ubu, James Chances & The Contortions, Devo, Brian Eno, Fripp, Sonic Youth, Fugazi, Gun Club, Morphine, ecc.

 

Cosa pensate del panorama musicale attuale?

Riccardo F.: Ci sono molti progetti interessanti nel panorama underground. Ad esempio, proprio la settimana scorsa tornando da una data pugliese abbiamo ascoltato il nuovo album di G.Succi… meraviglioso.
Spero che col tempo si trovi un po’ più voglia di ascoltare chi ha veramente qualcosa di proprio da dire e si eviti di avere una miriade di progetti “all’italiana” tutti uguali. Salvo rare eccezioni, purtroppo noto un’attitudine che premia poco chi cerca di fare qualcosa di nuovo rispetto a chi propone cose sentite e risentite. Non parliamo poi di tutto quello che è competizione: Sanremo, Xfactor, ecc. Competere con la tua musica è una cosa che non ho mai capito e mai capirò (come, del resto, i voti nelle recensioni dei dischi). Anche se può sembrare, non voglio essere polemico e questa non è una critica rivolta ad altre persone. Dico solo che a me dispiace che ci siano queste tendenze e che, oggi, siano un dato di fatto.

 

Se poteste viaggiare nel tempo dove vorreste andare?

Riccardo F.: Nel futuro per comprare il “Grande almanacco sportivo” e diventare ricchi 😀
Scherzi a parte, penso che a tutti noi farebbe piacere fare un giro nel periodo che va da metà anni ’70 ai primi anni ’80, dove la nostra musica trova molte fonti d’ispirazione. Però, dato che ormai abbiamo la Delorean che si alimenta con l’immondizia, direi che ci potremmo concedere delle belle gite per ogni decade che va dal 1960 fino al 2000.

 

Se poteste scegliere di collaborare con un particolare artista internazionale, chi sarebbe e perché?

Simone: Ce ne sarebbero davvero tanti e la scelta è piuttosto complicata, però, visto che ci siamo, puntiamo forte e ti dico Brian Eno. La motivazione è scontata, è ovviamente uno degli artisti, sia come compositore che produttore, più importanti della musica contemporanea e fortemente legato ad un periodo incredibilmente innovativo e creativo in cui il rock, ma probabilmente si potrebbe dire la musica, ha espresso una delle sue evoluzioni più geniali.

 

Una domanda che faccio sempre agli artisti in promozione: perché una persona dovrebbe ascoltare il vostro disco?

Simone: Semplice, perché è bello! Battute a parte, abbiamo negli anni proposto un’idea di musica molto personale tanto che ci hanno accostato ad artisti e generi assolutamente disparati, ad esempio nelle recensioni di “Cura Violenta” siamo stati accostati ai Calibro 35, ma anche ad MC Hammer. Abbiamo sempre cercato di esprimere più l’attitudine ad un certo tipo di musica provando ad oltrepassare la pura questione di genere (musicale). Ultimamente ci hanno detto che facciamo dell’avanguardia musicale… naturalmente questo ci fa piacere ma non penso sia così, siamo stati semplicemente sinceri nell’esprimere quello che sentiamo ed apprezziamo e questo magari ci rende non derivativi. Se dovessi descriverci con un aggettivo probabilmente userei “insoliti”.

 

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per il futuro?
Marco: Sia in passato che ora non ci siamo mai imposti degli obiettivi troppo stringenti e tantomeno ci siamo imposti dei canoni stilistici da perseguire o mantenere. Tutto ciò è stato sempre determinante in fase compositiva permettendoci di spaziare liberamente senza porci limiti, sperimentare di volta in volta soluzioni nuove concedendoci poi di volta in volta la libertà di rimescolare o riazzerare tutto per l’album successivo. Ecco, noi siamo un po’ così, diciamo che ogni album è una ripartenza, un rimetterci in gioco in maniera nuova, ciò che ha funzionato e ci ha ispirato per quell’album era frutto di quel periodo, ora siamo diversi, siamo cambiati, ci siamo evoluti. Quello di continuare su questa linea, e quindi di continuare a crescere musicalmente, evolverci mettendoci sempre in discussione e continuare a farlo divertendoci è forse l’unico vero obiettivo della band per il futuro.

 

Cosa avete in mente per il futuro? Tour, concerti.. dateci tutte le info per potervi seguire!
Marco: Per l’immediato futuro siamo innanzitutto al lavoro per il video che accompagnerà il secondo singolo estratto dall’album, che farà seguito a “Paolo ruba cuori”.
Poi per quanto riguarda tour e concerti, siamo già in fibrillazione per un tour oltre confine che ci attende a fine aprile. Sarà molto intrigante ed entusiasmante proporre il nostro live in Francia e Belgio, che sono per noi palcoscenici nuovi. Oltre a questo, nel suolo italico si sta definendo un calendario di concerti per i prossimi mesi in continua evoluzione. Potete trovare tutte le date, insieme ad altre info, video, foto, ecc. seguendoci sulla nostra pagina www.facebook.com/lebowskiband o sul nostro sito www.lebowskienico.com . A presto!

 

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