Il nostro obiettivo è quello di fare bene: intervista ai La Notte

A cura di: Renata Rossi

 

Artwork Giulio Noccesi

 

Avevamo parlato in termini di elogio dei La Notte e del loro secondo album Volevo fare bene, prodotto da Andrea Marmorini. Ci è sembrato oppurtuno rivolgere alla band qualche domanda per conoscerli un po’ meglio e toglierci qualche curiosità riguardo alla loro musica e alla loro esperienza artistica.

 

 

Salve ragazzi! Come va? Emozionati per l’uscita del nuovo album?
Emozionatissimi, ma allo stesso tempo ci stiamo perdendo negli impegni da seguire e non riusciamo a pensarci troppo!

 

Come nasce il desiderio di fare musica? A quale band/ artista vi ispirate maggiormente?
Penso che il desiderio di fare musica per noi parta da una nostra emergenza espressiva. Dobbiamo tirare fuori determinate cose che sennò non sappiamo come esternare. Poi le ispirazioni dipendono parecchio dai periodi in cui ci ritroviamo; prima ascolti solo Jack White, Queens of the Stone Age e i Beatles, poi ti metti ad ascoltare roba come gli Alabama Shakes, King Krule e i Beatles e quindi cambia completamente quello che vuoi scrivere. Si capisce che ci piacciono i Beatles?

 

Il vostro album di debutto ha accolto i favori di pubblico e critica e vi ha permesso di suonare in giro per l’Italia. Come ha influito questa esperienza sulla vostra musica? Credete sia importante confrontarsi con altre band e altre realtà?
In generale ogni esperienza ti migliora sempre di più, sia dal punto di vista della scrittura che del registrare un disco. Ogni volta impari qualcosa di nuovo e migliori anche nel fare i concerti e nel suonare. In ogni caso le persone con cui lavoriamo e/o abbiamo lavorato ci hanno sempre cresciuto a “sali sul palco e spacca il culo a tutti”.

 

“Volevo fare bene”, questo il titolo del vostro nuovo disco. Quali sono i vostri intenti, in cosa “Volete far bene”?
Volevo fare bene” è una specie di scusa universale. Una frase che chiunque di noi ha pensato o ha detto almeno una volta nella vita. Ci piaceva la malinconia che si porta dietro, quella tristezza di aver fatto di tutto ma alla fine non essere riusciti a fare bene. Penso che ognuno se ripensa al proprio passato può rispecchiarsi in questa frase.

 

Qual è la canzone dell’album nuovo che preferite?
Dopo due anni che ci lavoriamo sopra credo sia praticamente impossibile dirlo. Soprattutto ognuno di noi direbbe qualcosa di diverso e soprattutto ogni recensione e ogni persona che ascolta il disco ha un’opinione diversa sul pezzo preferito. Questa penso sia una cosa molto positiva.

 

Internet, il web, credete che l’era informatica sia di aiuto a chi voglia emergere con la propria arte? O il gran numero di proposte rende tutto più difficile?
Sicuramente è una forza avere il web come arma nel 2018. Possiamo fare cose che anche pochi anni fa erano impossibili e internet ha aiutato molto la diffusione della musica (come allo stesso tempo ne ha ucciso la vendita). In ogni caso tanto rimane sempre uno il fattore che determina se un gruppo può riuscire o no a fare qualcosa che è il talento, e senza il talento purtroppo non si può fare molto. Perché per fortuna più o meno per fare qualcosa con la musica l’importante ancora è che sia bella la musica che fai.

 

Mi ha colpito la copertina dell’album, davvero d’impatto. Cosa vuole raccontare?
La copertina del disco è nata da un concept di Giulio Noccesi, nostro grande amico e disegnatore anche della precedente copertina. Vuole un po’ rappresentare tutto il concept del disco, i rapporti umani, attraverso questi personaggi in costume e cuffia. Gulio poi è molto bravo a rappresentare alcuni sentimenti, consiglio infatti a tutti di comprare il disco e di fare particolare attenzione al booklet e alla storia che racconta (all’inizio volevamo addirittura farne un fumetto).

 

Qual è la canzone/album che avreste voluto scrivere e suonare voi?
Rimando ai Beatles e direi tutta la loro discografia. Poi se dobbiamo andare nello specifico per ognuno di noi non è semplice: chi direbbe gli Strokes, chi i Led Zeppelin, chi i Modest Mouse o i Pavement oppure gli Animal Collective, i Love. Non è semplice metterci d’accordo.

 

È da poco iniziato l’anno. Cosa vi ha lasciato di bello quello appena passato e quali sono gli obiettivi da perseguire per quello nuovo?
Mi sembra scontato rispondere che il nostro obiettivo di quest’anno è fare bene. Ma battute brutte a parte il nostro obiettivo è suonare il più possibile e far sentire questo disco a più persone possibili e poi vedere che cosa succederà. Lo scorso anno ci ha lasciato una bellissima esperienza in studio con Andrea Marmorini, Marco Romanelli e Arturo Magnanensi che sono stati (e lo sono ancora) una squadra e una famiglia incredibile.

In bocca al lupo per tutto.
CREPI!

 

VOLEVO FARE BENE tour 2018

14 Febbraio 2018 Bologna Artrockmuseum
15 Febbraio 2018 Carpi (MO) Zazzabar di Miglia
16 Febbraio 2018 Massa Jack Rabbit
17 Febbraio 2018 Genova Cane
21 Febbraio 2018 Savignano (FC) SIDRO CLUB
22 Febbraio 2018 Monopoli (BA) Dirockato Winter
23 Febbraio 2018 Pescara Scumm/ Altre di B
24 Febbraio 2018 Amelia (TR) PORCELLI TAVERN
2 Marzo 2018 Santa Maria a Vico (CE) SMAV w/ Fast Animals and Slow Kids
3 Marzo 2018 Tivoli (RO) Dissesto Musicale
10 Marzo 2018 Pistoia H2NO Pistoia
13 Marzo 2018 Roma Na cosetta
14 Marzo 2018 Perugia MERCOLEDì ROCK
13 Aprile 2018 Bologna Estragon Club w/ The Zen Circus
27 Aprile 2018 Firenze Obihall Teatro Di Firenze w/ The Zen Circus
4 Maggio 2018 Roma Atlantico Live w/ The Zen Circus

Redazione

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