La Notte: una band che vuol far bene e ci riesce

Artwork Giulio Noccesi

Di: Renata Rossi

La Notte

Volevo fare bene

Artwork Giulio Noccesi

(Woodworm Label /Audioglobe/The Orchard)

 

TRACKLIST

Per nuovi pescatori
Temporale estivo
Muscoli
Volevo fare bene
Ho visto la scena
A tempo con te
La battaglia dei giorni miei
Occhi di mare
Sotto assedio
Buddha bar

 

La Notte è una band di Firenze che è appena uscita col secondo album in studio, Volevo fare bene, prodotto da Andrea Marmorini.
Il loro omonimo disco d’ esordio è stato candidato al Premio Tenco come migliore Opera Prima 2016 e ha avuto un buon successo di pubblico e critica. I cinque musicisti: Yuri Salihi (voce e chitarre), Alessio Bambi (batteria) Tommaso Sado Carlà (basso), Tommaso Brandini (chitarre e tastiere), Giulio Maria Di Salvo (chitarre), grazie a un tour promozionale e all’apertura dei live di Ministri, Fask, Giorgio Canali, Calcutta, Ghemon, Rachele Bastreghi (Baustelle), riescono subito a farsi conoscere in giro per l’Italia.

Questo secondo album è più intimo e personale, meno arrabbiato e di pancia rispetto a quello dell’esordio, ma anche più maturo e creativo. Nei testi racconta sentimenti e rapporti personali, tuttavia ciascun brano si presta a diverse interpretazioni e riesce a rivolgersi a tutti, trasformando l’album in una sorta di concept racchiuso nel titolo stesso: Volevo fare bene è una richiesta e un tentativo di miglioramento dei rapporti con gli altri e con se stessi.

La title track racconta il vissuto di un ragazzo, lasciato solo dalla fidanzata la notte di Capodanno, che vuole impegnarsi in questo rapporto perché sa di poter fare meglio. Una nota di malinconia è racchiusa nel ritornello:

“mi piace restare sospeso a
metà, tra una musica triste ed un colpo di scena”

Per nuovi pescatori, brano scelto come singolo, e probabilmente musicalmente il più centrato e radiofonico, racconta con positività il lasciarsi alle spalle storie finite e ricominciare daccapo creandosi un proprio spazio vitale.

Ho visto la scena sceglie sempre l’introspezione e la profondità dei sentimenti ed è trasportata, come l’intero album, da una musica pop che si mescola al meglio col cantautorato italiano più classico. La chitarra disegna le trame musicali sia nei pezzi più grintosi che in quelli più dolci accompagnando sempre il cantato.

In definitiva l’album riesce a camminare in un binario sicuramente già percorso ma concede delle sfumature piacevoli e trascina i cuori affranti nella ricerca di un significato da dare ai sentimenti e alle passioni.

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