#piuomenointerviste: un “microfono” per le novità – NORTHWAY

A cura di Simona Luchini

Una fotografa curiosa decide di incontrare artisti emergenti e talentuosi cui porre 10 domande per conoscere meglio ogni volta una band diversa: questo è #piuomenointerviste: un “microfono” per le novità.

 

Northway: post rock con mille diverse sfumature di colore e altrettante sensazioni differenti in atmosfere ipnotiche, sognanti e rallentate.

I Northway sono: Antonio Tolomeo (chitarra), Luca Labo (chitarra), Matteo Locatelli (basso), Andrea Rodari (batteria)

 

Quando nasce il vostro gruppo e a cosa si deve il suo nome?

Il gruppo nasce nel 20014. Il nome prende spunto dall’immaginario evocativo che i luoghi del nord Europa hanno su di noi.

Una parola che caratterizzi ognuna delle tracce del vostro album

Arrival = il principio
the king = solenne / sontuosa
the martian = siderale
Jules Verne = cinetica / frenetica / convulsa
Samll things true love = bipolare

La canzone che amate di più del vostro album

Arrival, perchè è la prima che abbiamo composto e dalla quale è nato tutto.

 

Come definite la vostra musica e quali sono gli artisti che vi ispirano di più?

Suoniamo post-rock strumentale con sfumature ambient. Ci ispirano a band come Mogwai, This will destroy you, Caspian, ma anche Sigur-ros, Radiohead, Nick Cave & the bad seeds ecc.

Cosa pensate del panorama musicale attuale?

Tralasciando il discorso main stream ma rifacendoci alla realtà della scena indipendente, che preferiamo, troviamo che ci sia molta offerta e poca richiesta. 15-20 anni fa le band erano in numero minore rispetto ai locali di musica dal vivo, locali che potevano anche contare su un pubblico affezionato e aperto all’ascolto di nuove proposte originali. Ora le band sono molte di più, i locali però sono diminuiti se non scomparsi (Bergamo è ancora fortunata da questo punto di vista) e il pubblico curioso lo è ancor meno.
Anche l’ascolto della musica si è fatto compulsivo e liquido. Si ascolta musica su youtube e spotify ma è un ascolto senza possesso, senza profondità. Noi siamo per un ascolto e una fruizione più “lenta” della musica.. con i giusti tempi: meglio se in vinile e un lato alla volta.

 

Se poteste viaggiare nel tempo dove vorreste andare?

Qui abbiamo direzioni contrarie.. alcuni di noi vorrebbero viaggiare nel futuro fino al punto in cui l’uomo viaggerà e vivrà nello spazio, altri vorrebbero approdare nel Triassico superiore e incontrare un T-Rex…

Se poteste scegliere di collaborare con un particolare artista internazionale, chi sarebbe e perché?

Brian Eno: sarebbe bello poter lavorare con a questo grande musicista e architetto del suono.. ma non disdegneremmo nemmeno una collaborazione con i Mogwai, un duetto con Jonsi Birgisson dei Sigur-ros… e una birretta in compagnia di Dave Grohl.

Una domanda che faccio sempre agli artisti in promozione: perché una persona dovrebbe ascoltare il vostro disco?

Perchè se sei in auto e stai guidando, è l’imbrunire o è notte e hai un tragitto di almeno 35 minuti il nostro è un disco perfetto. Se poi fuori c’è un paesaggio innevato o stai guidando un rover sulla superficie lunare è ancora meglio.

 

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per il futuro?

L’obiettivo fondamentale è continuare a comporre. sempre.

 

Cosa avete in mente per il futuro? Tour, concerti.. dateci tutte le info per potervi seguire!

Attualmente stiamo componendo nuovi pezzi, abbiamo qualche data ma ci piacerebbe poter registrare un altro disco, magari trovando un etichetta che ci supporti..

 

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