I Riverberi degli anni ’80 – Il Fieno

A cura di Fiorella Todisco

 

Il Fieno

Riverberi

(Uma Records)

 

TRACKLIST:
/Everest
/Galassie
/1983
/Lucertole
/Canzone semplice
/Porno
/Due ragazzi immaginari
/Lotus
/Levanto

 

Dopo l’uscita del primo disco “I Vivi”, che ha ottenuto la candidatura a Miglior Opera Prima all’interno del Premio Tenco e la vittoria del premio MEI Superstage all’interno del MEI (Meeting delle Etichette Indipendenti di Faenza), Il Fieno torna con in spalla il secondo album “Riverberi”, senza tradire le nutrite aspettative degli ascoltatori.
Sulla loro pagina Instagram scrivono nella bio “I Riverberi degli anni ’80” ed il disco, in effetti, apre proprio una piccola finestra nel passato, con una musicalità indie piuttosto originale, evocativa di uno stile spesso ghotic, cupo ed intenso.

Il filo rosso dell’intero disco conduce l’ascoltatore nelle varie “stanze” dell’esistenza umana, lasciando che la malinconia governi il percorso introspettivo annunciato dai testi.
Dal primo brano “Everest”, intriso di toni solenni, trapela un forte desiderio di esistenza senza regole, nella totale rassegnazione che siamo venuti al mondo senza volerlo (“nati senza chiedere”).
A seguire “Galassie”, dalla cadenza più ritmica e “1983”, lento ma estremamente intenso, entrambi brani rievocativi di ricordi e di consapevolezza dell’ignoto.
In “Lucertole”, caratterizzato da una batteria incessante e precisa nella scansione dei secondi, vi è, forse, la massima sintesi tra nichilismo (“io resto immobile qui come le lucertole”) e angoscia (“tutte le decisioni che non voglio prendere oggi si son prese te”).
“Canzone semplice” ricorda vagamente le tonalità dei Non Voglio che Clara, mentre “Porno” apre la porta al perenne contrasto tra sessualità e pudicizia.
“Due ragazzi immaginari”, invece, è un brano di una forza emozionale pazzesca, un’emotività forte che sembra sprigionarsi tutta lì, come, finalmente, liberata. Per un istante abbiamo pensato che questo pezzo sarebbe stato alla perfezione tra i titoli di coda di una puntata della serie TV Netflix “Stranger things”. Chissà!
A chiudere il cerchio “Lotus” e “Levanto” e quest’ultimo, in particolare, lascia un piccolo spazio all’agognata serenità, nonostante la sua conquista sia dolorosa (sa di sangue questa felicità”).

Il Fieno, dunque, ci instrada lungo un percorso esistenziale dal sapore, spesso, psichedelico che induce l’ascoltatore a focalizzarsi sull’album in modo quasi inconsapevole.

Non ci resta che augurarvi buoni Riverberi!

 

Redazione
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