#piuomenointerviste: un “microfono” per le novità – SLOW NERVE

A cura di Simona Luchini

Una fotografa curiosa decide di incontrare artisti emergenti e talentuosi cui porre 10 domande per conoscere meglio ogni volta una band diversa: questo è #piuomenointerviste: un “microfono” per le novità.

Oggi è il turno degli Slow Nervegruppo alternative rock di Benevento.

Quando nasce il vostro gruppo e a cosa si deve il suo nome?

Gli Slow Nerve nascono nella provincia di Benevento dall’incontro di Rocco Pedicini (batteria) e Giulio Izzo (basso e voce), entrambi ex Sweet Jane and Claire, con il chitarrista Antonio Ciaramella, per la necessità di continuare ad evolversi ed esprimersi artisticamente.
Dopo circa due mesi di prove, nel maggio 2016, al primo nucleo si aggiunge la pianista classica Flaminia Samperi (piano, synth e voce), che per la prima volta si cimenta in altri generi e nel canto. Con questa formazione definitiva e una pre-produzione di una decina di brani, la band riceve la proposta dalla Karma Conspiracy Records, etichetta anch’essa beneventana, che produce il primo disco “Slow Nerve”.
Il nome Slow Nerve e l’affetto per lui è nato e cresciuto lentamente. Inizialmente venuto fuori dal brano dei Flaming Lips “Slow Nerve Action” e usato poi nel nostro brano Slow Nerve in modo più personale.
Slow Nerve è il nervo attraversato dai pensieri, dalle emozioni, dalle percezioni, è introspezione.

Una parola che caratterizzi ognuna delle tracce del vostro album

Liquid Glass – esplosione di vita
Asia – suicidio
Slow Nerve – presente
The Mind Is Afraid – terremoto
Libellula – equilibrio
Waiting – universo
Amber Chain – bolla
Dive – inconscio
Virgin – relazione
Skat – passato

La canzone che amate di più del vostro album

Non c’è una canzone in particolare, dato che ogni pezzo racconta un vissuto o una parte di noi, anche se quando ci chiedono di fare un bis spesso capita di risuonare Asia o Slow Nerve, forse perché meglio racchiudono le diverse sfaccettature della nostra musica.

Come definite la vostra musica e quali sono gli artisti che vi ispirano di più?

Questa è una domanda che ci mette sempre un po’ in difficoltà, preferiremmo che foste voi a dare una definizione alla nostra musica. Non ci sentiamo collocabili all’interno di un unico genere, le influenze di ognuno di noi sono
veramente diverse e quello che ci accomuna è la voglia di condividere le nostre influenze ed emozionarci creando qualcosa che non ci appartiene presi singolarmente ma ci unisce e ci rappresenta nella dimensione di gruppo. Per questo crediamo che la sperimentazione sia la base della nostra musica, unita al rock che è l’unico macro genere che accoglie senza troppe domande ogni forma di espressione musicale.

 

Cosa pensate del panorama musicale attuale?

Ripensando soltanto agli album usciti nel 2017 Nick Cave, Pixies, Brian Jonestown Massacre, Brian Eno, Black Angels, Flaming Lips, Temples, Gorillaz, St Vincent e molti altri, si può affermare che sia un panorama molto prolifico e sempre in continua ricerca, sempre sul pezzo.
Dal punto di vista dell’underground invece, da una parte leggiamo il vissuto di tanti gruppi che durano da anni e che hanno anche diverse produzioni ( solo nella nostra provincia possiamo citare fra gli altri: Teverts, 23 and beyond the
infinite, Sileni, Unrly Girls, The Delay in the universal loop), d’altra parte invece non possiamo non fare i conti con la difficoltà di affermarsi come progetto in un ambiente che spesso rinuncia a luoghi di diffusione artistica e musicale, e di conseguenza con la difficoltà di trovare i giusti canali, live e di immaginare un futuro lavorativo in quest’ambito.

Se poteste viaggiare nel tempo dove vorreste andare?

Mah, credo da nessuna parte in particolare; è molto importante vivere il presente senza dimenticare il passato e con uno sguardo al futuro. Non sarebbe affatto male però un tour temporale di un paio di mesi dagli anni 50 ad oggi, dall’America all’Europa, passando per l’India meno contaminata, giusto vivere le varie correnti che hanno portato alla musica attuale.

Se poteste scegliere di collaborare con un particolare artista internazionale, chi sarebbe e perché?

Steven Drods dei Flaming Lips, è un musicista poliedrico ed eclettico capace di abbattere ogni barriera di stile, forma e suono; un musicista non solo innovativo ma anche sempre ispirato. Una grande fonte di ispirazione.

Una domanda che faccio sempre agli artisti in promozione: perché una persona dovrebbe ascoltare il vostro disco?

Reputiamo questo progetto pieno di emozione, sensibilità, ricerca e sperimentazione tangibile. Perché non ascoltare un disco che si nutre di vita e di sperimentazione artistica? Inoltre il disco nei diversi pezzi racconta diverse storie, e vi invitiamo dunque a cercare la vostra e il vostro pezzo.

Quali sono gli obiettivi che vi siete prefissati per il futuro?

Tra gli obiettivi c’è sicuramente quello di continuare a comporre, scrivere nuova musica, il progetto nasce e si svilupperà con l’intento di crescere e sperimentare affinché si possa trovare un livello di comunicazione artistica sempre più soddisfacente.
Un altro obiettivo è sicuramente quello di fare quanti più live è possibile, proporre il nostro progetto per cercare di arrivare ad un pubblico attento e sempre più vasto; questo significherebbe realizzarsi da un punto di vista artistico, di crescita personale e, perché no, lavorativo.

Cosa avete in mente per il futuro? Tour, concerti… dateci tutte le info per potervi seguire!

Nell’immediato futuro possiamo darvi la data del 4 agosto allo “SWEET LEAF Festival” organizzato dalla nostra etichetta “Karma Conspiracy Records” che si terrà nella provincia di Benevento, ed è in programmazione un tour in Est Europa per Settembre. Per altri aggiornamenti seguiteci sulla nostra pagina Facebook e ascoltateci su Bandcamp, Spotify e Deezer!

 

Redazione

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