A colloquio con i Lags: “Soon” Un disco bello, sincero e dalle tante sfumature

Sono passati più di tre anni da quando i Lags, quartetto post-hardcore da Roma, hanno pubblicato il loro esordio, Pilot album positivamente accolto dalla critica di settore, ma segreto ben custodito per i più. Da quel loro debutto targato To Lose La Track – una garanzia in ambito hardcore, i LAGS hanno suonato oltre 80 date in tutta lo Stivale con artisti del calibro di Beach Slang, Delta Sleep, Screeching Weasel e Raein, oltre a esibirsi in numerosi festival nazionali e internazionali, conquistando nuovi fan concerto dopo concerto. Ora, il 29 marzo, sarà finalmente pubblicato il loro attesissimo secondo album, Soon: uscirà sempre per To Lose La Track, questa volta al lavoro insieme con l’italiana Fuzzy Cluster Records e la britannica Casu Marzu, che si occuperà di pubblicare l’album nel Regno Unito e in tutto il resto del mondo.
Nell’attesa dell’uscita del nuovo lavoro dei LAGS il nostro Giovanni Graziano Manca ha scambiato quattro chiacchiere con loro.
Lags
Soon
To Lose La Track, Fuzzy Cluster (CD); Casu Marzu (Tape)

 

Ciao! Presentatevi alla redazione e ai lettori di Piuomenopop. Diteci innanzitutto chi siete, delle vostre esperienze artistiche, degli obiettivi che intendete raggiungere

Ciao redazione e lettori di Piuomenopop, sono Daniele e suono il basso e urlo cose nei LAGS, una band post-hardcore che viene più o meno da Roma. “Più o meno” perché  Antonio (chitarra e voce) è toscano, Andrew (batteria) è di Los Angeles ma è cresciuto a Rieti, Gianluca (chitarra e cori) è lucano, e io sono in realtà l’unico romano.

Abbiamo iniziato a suonare insieme sei anni fa: prima in due, poi in tre, poi in quattro. Abbiamo registrato un primo EP, poi è andato via Luca, il nostro ex cantante e abbiamo pensato bene di rimpiazzarlo con un chitarrista, Gianluca.

Nel 2015 è uscito “Pilot”, il nostro primo disco, che ruggiva di tante cose: temi sociali, politica, religione, lavoro e rapporti umani. L’abbiamo portato a spasso per due anni e 80 date circa in giro per l’Italia, e alla fine del giro sia noi che lui eravamo cresciuti, avevamo raccolto storie ed esperienze nuove.  Infatti c’erano già diversi embrioni di pezzi nuovi che ci spingevano a chiuderci in sala prove, e noi li abbiamo assecondati.

Per quanto riguarda gli obiettivi, ne abbiamo uno solo: divertirci con la musica e continuare a farlo il più a lungo possibile, nonostante le nostre quattro vite complicate.

© Sonia Golemme

Il vostro ultimo album, “Soon”, uscirà il 29.03.2019. I supporti attraverso i quali la vostra musica sarà veicolata sono il CD e la musicassetta. Ho trovato strana la scelta in un momento storico in cui viene rivalutato il vinile mentre le cassette e i relativi lettori praticamente non esistono più.

Noi per primi, oggi, siamo prevalentemente fruitori di musica online. Però siamo molto affezionati al supporto fisico, perché è bello ed è bello acquistarne uno – specie ai concerti – con la consapevolezza di dare un piccolo aiuto concreto al gruppo o all’artista che l’ha partorito. Quanto alla musicassetta, beh, è stata in realtà una scelta di Casu Marzu Records, la nostra etichetta UK/USA/EU, e visto il nostro sound abbastanza anni novanta, l’idea della musicassetta tutto sommato ci sta. Quanto alla fruibilità, acquistando la cassetta si ha diritto al download in alta qualità dell’intero album tanto poi alla fine lo si ascolta sempre in digitale. Il vinile ahimè per il momento non è in programma, ma speriamo tanto che il disco vada così bene da andare in ristampa anche su quel supporto.

 

Da sardo vi chiederei di parlarci della Casu Marzu Records con sede (salvo errori) a Cambridge. Una tale bizzarra denominazione non passa inosservata! Vi trovate bene con loro? Sapete cosa è “su casu marzu”?

Nessun errore. Casu Marzu è una piccola etichetta inglese creata da un inglese che adora il cibo italiano, e che evidentemente non ha limitato la sua esplorazione enogastronomica alla pizza o alla pasta. Personalmente, non solo so cosa sia “su casu marzu” ma è senza dubbio una delle cose più buone che abbia mai assaggiato in vita mia.

Tornando all’etichetta: ci troviamo molto bene con loro, ma soprattutto loro si trovano molto bene con noi visto che siamo la loro primissima uscita. Ci siamo conosciuti durante la promozione di “Pilot”: il fondatore di Casu Marzu era il nostro ufficio stampa inglese in Prescription PR, poi è venuto in Italia a trovarci e siamo diventati amici. Quando gli abbiamo fatto sentire le primissime registrazioni home made fatte col cellulare in sala prove, ha deciso che  il suo progetto di aprire un’etichetta indipendente aveva trovato la sua prima uscita: noi. Grazie Will.

 

Quanto tempo avete impiegato a mettere insieme i brani che compongono l’album? Avete lavorato dal vivo in studio oppure le sessioni di registrazione hanno richiesto tempi lunghi?

È stata una gestazione lunga, sia sul fronte della composizione che della registrazione. Il primo pezzo di “Soon” è praticamente una coda del primo disco, tanto che lo abbiamo suonato la prima volta come bis al release party di “Pilot” (e ancora non aveva un testo). Tutti gli altri pezzi sono usciti fuori tra l’inizio del 2016 e l’inizio del 2018.

Anche la registrazione è stata piuttosto macchinosa rispetto all’album precedente. Abbiamo registrato basso e batteria in primavera, sotto la guida di Daniele Gennaretti. Chitarre e voci sono state registrate in un altro studio, in estate, da Jesse Germanò che ha curato anche il mix. Infine, in autunno siamo passati alla fase di mastering affidata a Filippo Strang.

Siete soddisfatti di “Soon”? Raccontateci un po’ di come nascono i vostri pezzi e di che cosa vi piace parlare nelle vostre canzoni …

Ne siamo molto soddisfatti: la lunga gestazione ha portato ottimi frutti.

“Soon”, a differenza di “Pilot”, parla di temi più personali. Nei due anni tra i due dischi sono successe tante cose sia belle che brutte nelle nostre vite, ed era inevitabile che finissero anche nella nostra musica: arrivi e partenze, malattie e guarigioni, una scomparsa e una nascita. Tanta tanta roba che ha fatto sì che attingessimo a una tavolozza più grande, e proprio per questo Soon non ruggisce in ogni traccia come “Pilot”, ma ha molte più sfumature.

 

La canzone dell’album che amate di più e che più è piaciuta a chi ha potuto già ascoltarla …

Ognuno di noi ha la sua traccia preferita, magari semplicemente perché è quella che ti diverti di più a suonare, oppure perché a volte un pezzo è la foto di un momento della tua vita momento.  La mia preferita è “I Still Remember”, scritta per mio figlio che è nato due anni fa.
Per quanto riguarda i pareri esterni al gruppo, le due tracce più gettonate sembrano essere “Knives And Wounds” e “Il Podista”. Quest’ultimo è il nostro unico pezzo in italiano, che è anche la bonus track nella edizione italiana del disco.

 

Spiegate ai nostri lettori perché dovrebbero ascoltare “Soon” o, anche, perché dovrebbero venire ad ascoltarvi in concerto…

Potrei dire “Ascoltate “Soon” perché è bello e sincero”, ma chiederlo a me è un po’ come chiedere all’oste se il vino è buono. Però, se proprio uno il vino lo vuole assaggiare nel bicchiere giusto, consiglio di venire a vederci dal vivo, perché è la cosa che ci rispecchia e ci diverte di più. E poi si possono fare due chiacchiere prima e dopo il concerto, che col CD è più complicato.

30 Marzo – LAGS “Soon” – Release Party (w DUMMO, Suvari)
19 Aprile – To Lose La Track Party | Mikasa, Bologna
3 Maggio – KILT! LAGS – Rock N’ Roll Milano
10 Maggio – Venezia Hardcore Festival 2019
 12 Maggio  – Centro Sociale Rivolta
20 Luglio – Italian Party 2019 – 19esima edizione, Umbertide 

 

Un artista, un disco, un concerto visto che hanno cambiato la vostra vita al punto tale da farvi decidere di intraprendere la strada della musica.

Non c’è una risposta buona per tutti e quattro. Anzi, non c’è neppure una risposta sola per ognuno di noi. Ti dirò le mie.

Artista: Bob Dylan. Sembrerà scontato, ma sin da “pischello” era uno con un vagone di cose da dire e le diceva sempre, in modo crudo, a volte sgraziato, mai come te lo aspettavi, ma sempre vero. Punk, no?

Album: Nirvana “Nevermind”. È stato il grande “SI-PUÒ-FARE” per tanti della mia generazione.

Concerto: la prima volta che ho visto Springsteen e la E-Street Band dal vivo (e pure le volte seguenti). E qui c’è poco da spiegare: o l’hai visto, o lo devi vedere.

Soon” sarà presentato al Wishlist di Roma il 30 marzo con Dummo e Suvari:
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