[Live Report] CALEXICO AND IRON & WINE alla CAVEA DEL NUOVO TEATRO DEL MAGGIO MUSICALE FIORENTINO

 

A cura di Marlene Chiti

Nell’afa fiorentina di fine Luglio va in scena la penultima delle date della sezione italiana della tournée congiunta di Calexico e Iron & Wine.
Alle 20:00, temperatura ancora rovente, la Cavea comincia ad animarsi di persone che risalgono le bianche scalinate con passo lento e misurato, rivoli di sudore che imperlano fronti e colli, teste che si girano alla ricerca dei pochi refoli d’aria. Sembra che il meteo abbia voluto regalare un’atmosfera in tono a questa collaborazione che in una recensione di MOJO è stata acutamente definita come “ Il deserto che incontra la palude”. Alla base di questo incontro ci sono una sensibilità musicale condivisa e intensi rapporti amicali, tutte cose che trapelano già dai due lavori in studio, In The Reins, EP del 2004, e Years To Burn del 2019, e che si disvelano in tutta la loro forza durante l’esibizione live.

Il concerto prende il via in versione full band.
Samuel Beam, alias Iron & Wine, si presenta con barbone d’ordinanza, Joey Burns è in divisa completa, cappellone, camicia a maniche lunghe e giacca, Valenzuela in maniche di camicia. Squagliandoci nelle nostre canottiere, li osserviamo con un certo sgomento.
L’ossatura del concerto sta tutta nei due lavori summenzionati, intercalati da pochi brani dai singoli repertori. Convertino lavora di fino riempiendo i vuoti con tocchi leggeri, la tromba di Valenzuela è meno presente del solito, salvo rubare prepotentemente la scena in The Bitter Suite, probabilmente l’episodio più riuscito di Years to Burn. Menzione d’onore anche a Red Dust da In the Reins, torrida ballata western che c’incanta. Chiude questa prima parte Flores Y Tamales, da The Thread That Keeps Us dei Calexico, che recupera un po’ dello spirito festoso del repertorio classico della band di Tucson, sottolineato da uno dei pochi battimano della serata.

La band saluta e lascia il palco per dare spazio al segmento acustico del concerto che vede Beam e Burns interpretare alcuni brani dai rispettivi repertori. Il tempo di far rabboccare il calice di vino bianco di Beam e togliersi la giacca e Joey Burns attacca una splendida versione di Sunken Waltz, seguita da Bitter Truth da Beast Epic di Iron & Wine.
Falling from the Sky e Naked as We Came chiudono questa breve parentesi a due.
L’ultimo segmento vede il rientro della band e l’esecuzione di un vecchio pezzo dei Calexico, Glimpse.
Particolarmente ben riuscita è poi Prison on Route 41 e incuriosisce l’inserimento di una cover di Echo & The Bunnymen. Questo spezzone si chiude sulle note Father Mountain ma il pubblico chiede a gran voce l’esecuzione di un bis, che ci sarà ma sarà composto da un solo pezzo, Years to Burn.

Diciannove pezzi per un’ora e mezzo di concerto; se malinconia e gioia sono elementi complementari sempre presenti nella musica dei Calexico, questo concerto in doppio con Iron & Wine vede sicuramente preponderante la prima sulla seconda, sacrificando un po’ all’atmosfera cantautorale la verve tipica delle musiche Tex Mex dei Calexico. Un brutto concerto, allora? No, affatto. Con i suoi toni delicati, forse il più adatto a questa serata estiva, calda e appiccicosa, fatta più per rilassarsi seduti con una fresca birretta cullandosi teneramente che per ballare scatenati a ritmo di tromba e fisarmonica.

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