[Recensioni] “W” per Women: l’ultimo album di Populous

© Ilenia Tesoro

 

A cura di Giuseppe Visco

Populous

Cover W di Nicola Napoli

W
(La Tempesta/Wonderwheel Recordings)

 

Tracklist:
01 – Desierto (with Sobrenadar)
02 – Soy Lo Que Soy (with Sotomayor)
03 – Flores No Mar (with Emmanuelle)
04 – Fuera De Mi (with Kaleema)
05 – HOUSE OF KETA (with MYSS KETA, Kenjii, Riva & Protopapa)
06 – Banda (with Barda)
07 – Petalo (with Wes te)
08 – Out Of Space (with Cuushe)
09 – Getting Lost (with L I M)
10 – Roma (with Lucia Manca & Matilde Davoli)

 

Esce oggi, 22 Maggio, per La Tempesta in Italia e Wonderwheel Recordings nel resto del mondo, W, ultimo album di Populous.

Nome non nuovo nella scena elettronica, Populous vanta un palmares di tutto rispetto ed ha già all’attivo 5 album – ha esordito nel 2003 con la famosa Morr Music di Berlino. Ha partecipato al Primavera di Barcellona, all’Eurosonic di Groningen e all’SXSW di Austin, giusto per citarne alcuni.

Sempre alla ricerca di sonorità nuove, in W, l’artista crea dei mondi paralleli e camere spazio-temporali che si alternano con una maestria unica. Populous, al secolo Andrea Mangia, ritorna sulla scena dopo 3 anni dall’ultimo lavoro. In W concentra la sua arte osservando il mondo con gli occhi femminili – e non a casa W sta per women – che vogliono osservare la realtà sottraendola dai canoni standardizzati a cui siamo sottoposti fin dalla nascita. In una scena musicale dove la fa da padrona la figura maschile, quella di Popolous è una mosca bianca che punta a sottrarre il concetto di “genere” in ambito artistico. Non è un caso che l’album – composto da 10 tracce – vede la collaborazione di altrettante artiste donne, fra cui l’italianissima M¥SS KETA.

W è un mondo senza limitazioni e barriere, senza pregiudizi sessuali che inizia con Desierto, dove si viene “iniziati alla nuova vita”  in un deserto, liberi da sguardi ed occhi indiscreti. Al sound latineggiante si affianca la sonorità psichedelica che accompagna l’ascoltatore in tutto il percorso artistico, spaziando con sonorità che rendono a ogni traccia un’atmosfera differente e nuova. L’album termina con Roma, tributo al film di Cuarón.

Un lavoro innovativo e di una precisione chirurgica, davvero ben fatto.

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