Senza di loro non siamo niente. #ScenaUnita si presenta, per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo  

 

 

di Massimiliano (Max) Orrico 

 

Un venerdì 13 di un novembre pandemico, al mattino ecco presentarsi “Scena Unità- per i lavoratori della Musica e dello Spettacolo”, un insieme di artisti della musica che assieme a realtà nate durante l’emergenza Covid come “La Musica Che Gira”, “Music Innovation Hub” promotrice tra le altre cose di Heroes, e la ONG che nel frattempo è diventata una fondazione, ormai 35enne: Cesvi, hanno messo su un fondo per i lavoratori della musica e dello spettacolo, che ad oggi, dopo sole due settimane conta 2 milioni di euro, grazie all’apporto di molti artisti e di molte realtà del privato, enti e brand

L’evento di questo venerdì mattina non è stato di compendio al progetto, bensì di lancio su vasta scala, affinché altri artisti e altre aziende possano aggiungersi.

Un’iniziativa collettiva che nasce dalla finalmente presa di consapevolezza che senza chi sta dietro o sotto un palco, chi ci sta sopra non esisterebbe o quantomeno non sarebbe lo stesso, la consapevolezza che la musica e lo spettacolo sono un vero e proprio lavoro con tutto il suo peso sociale ed economico. 

Alla conferenza stampa hanno partecipato diversi artisti sia in studio che collegati in streaming e ognuno ha portato il proprio contributo dando i motivi della loro partecipazione è così facendo spronando altri colleghi e altri brand a contribuire.

Notizia vorrebbe che si citassero i partecipanti ma qui non lo farò perché l’iniziativa è collettiva e non merita di essere raccontata con dei protagonismi di alcuni, la protagonista vuole essere la scena, quella scena che in questo momento si vuole unita e da questa unione possa scaturire qualcosa che magari possa far stare meglio chi sta male. 

Con questa iniziativa, come con altre che in questi giorni stanno prendendo forma si ribalta il paradigma che vuole la musica e l’arte a servizio di questa o quella causa, ora la causa è diventata la sopravvivenza dell’industria musicale che come ogni industria poggia sull’apporto dei propri lavoratori, ed è per questo che si vuole salvaguardare loro, tecnici, montatori di palchi…

Ed è paradigmatico proprio l’apporto di Cesvi che da trentacinque anni svolge un meritorio lavoro di cooperazione allo sviluppo nelle zone più disparate del mondo, che oggi, dona il suo know how alla causa della musica e dello spettacolo in Italia.

Tutto questo in attesa ed in parallelo degli stati generali della musica e dello spettacolo già convocati dal ministero e poi rimandati.

Una volta creato e ampliato il fondo verrà ripartito al 50% per contributi da erogare a fondo perduto, e la restante metà per attività formative e progettuali che guardano al futuro, ci sono già a lavoro due comitati tecnici ad elaborare i bandi. 

Si ricorda che è attivo un crowdfunding sulla piattaforma ForFunding.it messa a disposizione da Intesa San Paolo assieme alla possibilità di lasciare un euro al fondo prelevando dai suoi tantissimi ATM sparsi su tutto il territorio nazionale e che è comunque ben accetto il contributo del mondo delle grosse aziende a seguire l’esempio di, una tra tutte, Prime Video. 

Tra gli artisti intervenuti alla conferenza stampa di fianco a Cristina Parodi che ha moderato, e a Gloria Zavatta presidentessa Fondazione Cesvi, Jambo Praticò per La Musica Che Gira, Dino Lupelli di Innovation Music Hub, ci stavano Manuel Agnelli, Giovanni Caccamo, Shade, Fedez, Gianni Morandi, Gianna Nannini, Achille Lauro, Calcutta, Eugenio in Via di Gioia 

Tutti nomi con un certo peso di visibilità, quella visibilità che oggi vuole illuminare chi fino a ieri accendeva le luci su di loro e quel peso retto dai tanti palchi montati in mille stadi e in mille piazze che oggi si fa forza e presenza per sostenere in modo diretto e concreto quei lavoratori senza i quali la loro arte non può prendere forma.

 

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