A cura di Renata Rossi
Gli anni ’90: gli anni d’oro del rock alternativo italiano
Gli anni ’90 sono stati, a tutti gli effetti, gli anni d’oro della musica rock alternativa italiana. C’era un fermento nuovo in giro: un sacco di band iniziavano a farsi conoscere, a suonare dal vivo ovunque, a passare in tv su Italia 1, Videomusic e poi su MTV. Si prendevano spazio sulle riviste specializzate e le etichette iniziavano a cercarle, senza stare troppo a guardare il genere: contavano le idee, e dovevano essere valide e convincenti.
Da lì è venuta fuori una scena pazzesca: Afterhours, Subsonica, Casino Royale, CSI, Almamegretta, Bluvertigo, giusto per dirne alcuni.
Ma una band, più di tutte, ha segnato il decennio: i Marlene Kuntz. Senza dubbio, la formazione più rappresentativa dell’alternative rock anni ’90 in Italia. Hanno incarnato le inquietudini e la rabbia dei giovani di allora in cui si riconoscono i ragazzi ancora oggi, il disagio di vivere in provincia, a Cuneo nel loro caso. E proprio da quelle difficoltà, da quei turbamenti, è uscita una musica più furente, più energica, più vera.
I Marlene sono stati avvicinati ai Sonic Youth e alle band americane perché hanno saputo prendere la lezione dell’alternative rock USA, il grunge, il rumore, le derive psichedeliche, e farne qualcosa di loro. Suoni nuovi, personali, dialoghi continui tra le chitarre di Cristiano Godano e Riccardo Tesio che da trent’anni scuotono anima e corpo dei fan.
Pur guardando al rock internazionale, hanno scelto subito l’italiano. E nei pezzi passano dalla rabbia ruvida e piena di rancore a momenti lirici, poetici, che mettono Godano vicino ai grandi cantautori italiani.
E la cosa più bella è che i Marlene Kuntz non si sono mai fermati né arresi. Sono andati oltre le mode, restando onesti, fedeli allo stridere elettrico delle chitarre, al fragore, al rumore. Ma senza fossilizzarsi: hanno sempre cercato l’evoluzione, nuovi stimoli per accendersi ogni volta.
Se Catartica del 1994 resta uno dei debutti più forti che una band italiana abbia mai fatto, è con Il Vile, uscito il 26 aprile 1996, che diventano davvero una pietra miliare. Trent’anni fa. Un disco duro, arrabbiato, più teso dell’esordio. I testi di Cristiano sono ostili, ruvidi, con un linguaggio ricercato ma che ti arriva dritto in faccia. Raccontano storie di personaggi improbabili, stati d’animo in cui riconoscersi: angoscia, rabbia, aspettative. E non ci sono solo le chitarre: il basso e la batteria di Dan Solo e del compianto Luca Bergia tirano su un muro di suono che ti schianta addosso.
Il Vile Illustrato
Quest’anno Il Vile ha fatto trent’anni e li ha festeggiati con una versione speciale, numerata e limitata, disegnata da Alessandro Baronciani. Anche lui ha voluto omaggiare il disco che da ragazzo gli ha cambiato la vita. Oltre alle grafiche ha fatto un booklet/fumetto con 11 tavole, una per ogni canzone, e 3 cartoline con vignette prese dal fumetto. È un lavoro originale, bellissimo da vedere. Baronciani prende i testi che Godano aveva spiegato anni fa ne #iraccontidelvile e li smussa, li rende visivamente più morbidi, più leggeri. Un contrasto affascinante che aggiunge un livello di lettura all’opera.
Marlene Kuntz suona Il Vile live
SETLIST
3 di 3
Retrattile
L’agguato
Cenere
Come stavamo ieri
Overflash
L’esangue Deborah
Ape regina
Ti giro intorno
Il vile
Sonica
Nuotando nell’aria
Festa mesta
Encore
Infinità
Lieve
Il festeggiamento è stato anche dal vivo, ovvio. Sul palco i Marlene non hanno rivali, l’abbiamo detto mille volte. Tra marzo e aprile hanno girato l’Italia con una serie di date andate sold out quasi ovunque. Sul palco in quattro: Cristiano Godano voce e chitarre, Riccardo Tesio chitarre, Luca “Lagash” Saporiti al basso e Sergio Carnevale alla batteria.
E non è nostalgia, quella roba stanca che fanno altre band senza più idee, i Marlene sono ancora credibili, veri. Sotto il palco trovi cinquantenni e ventenni che si lasciano prendere dalla stessa onda. Riascoltare tutto l’album, pezzo per pezzo e nello stesso ordine, con solo E non cessa di girare… lasciata fuori, è una botta di adrenalina assurda.
Si parte con 3 di 3, tesa, carnale. Poi Retrattile, con quella frase che è diventata un manifesto:
Probabilmente io meritavo di più
È l’urlo di chi non ce la fa più a tenersi tutto dentro. L’agguato è forse il pezzo più complesso, sale e scende e ti lascia senza fiato. Cenere, uno dei primi pezzi di Godano, ti porta in mezzo a travestimenti e figure notturne. Come stavamo ieri ti fa respirare un attimo prima che arrivi Overflash, dove parte lo sbrocco totale:
Voglio una figa blu
Ape Regina è uno di quei pezzi che i fan amano alla follia. Trent’anni e non è invecchiata di un giorno. Godano diceva che si era ispirato a Saint Huck di Nick Cave, e si sente: è una suite ipnotica, solenne, che ti inquieta. Il testo non è facile, ma ti resta addosso:
Nasconderò con miele colante il vuoto che avanza
Io, ora, nasconderò
Dove vivevi tu
Dove vivevi solo tu.
L’esangue Deborah e Ti giro intorno tirano un po’ il fiato, più morbide, più melodiche, e poi arriva la title track a chiudere.
Onorate il vile
Lo urla tutto il pubblico, e non ne ha ancora abbastanza.
Festa mesta chiude col pogo di almeno due generazioni di appassionati la prima parte dello spettacolo, che termina, una manciata di minuti più tardi, con Infinità e Lieve.
Dopo partono Sonica e Nuotando nell’aria, che sono i pezzi che ogni fan dei Marlene aspetta. La mia promessa e Cara è la fine sono gli unici due brani anni 2000, entrambi estratti da Che cosa vedi. E a tal proposito, Cristiano dal palco lo sottolinea ancora una volta, “i Marlene Kuntz non sono una band di rincoglioniti, dopo i primi tre dischi non si sono fermati, e non hanno intenzione di farlo”.
Festa mesta chiude la prima parte con il pogo di due generazioni, poi i quattro musicisti tornano per Infinità e Lieve.
Concerti così non te li scordi. E non è finita: per chi se li è persi o per chi ne vuole ancora, quest’estate si continua a onorare Il Vile in giro per l’Italia.
Queste le date finora annunciate:
11.06 Bra (CN), Artico Festival
12.06 Bastia Umbra (PG), Chroma Festival
19.06 Vicenza, Lumen Festival
20.06 Lido di Camaiore (LU), La Prima Estate
10.07 Sarroch (CA), Sa*Rock Festival
29.07 Argenta (FE), Delizia di Benvignante
10.08 Brescia, Festa di Radio Onda d’Urto
28.08 Pordenone, Music in Village
03.09 Milano, Magnolia Estate
26.09 Putignano (BA), Ex Macello
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