GABRIELLA. Romanzo breve.

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scritto insieme ad Ada Schettini.

CAPITOLO VII

Ad aspettarli davanti al cinema c’erano Gabri e Pietro:  lui sorseggiava una birra, ormai quasi vuota, fissandosi le scarpe, lei invece lo guardava ammiccando, aggiustandosi la maglietta in prossimità del seno prosperoso, rigorosamente in bella vista.
Ali, ancora seduta sulla moto dietro Giammo, fece un lungo sospiro e pronunciò un flebile “Coraggio” a se stessa, allungò le braccia intorno al collo del ragazzo e lo strinse forte.
<Amore, stasera dobbiamo far sbocciare questa storia.. guardali> indicando i due personaggi che li attendevano, con il suo piccolo indice <stasera quei due sento che si avvicineranno parecchio, Tu nel caso sprona quel babbasone a non fare il timido! Con Gabriella non ci sarà bisogno di intervenire!>  disse Ali, con tono divertito, per poi scendere dalla kawasaki nera z750 di Giammo con la poca leggiadria che la contraddistingueva. Lui  si affrettò a piantare il cavalletto a terra per raggiungerla e prenderle delicatamente la mano.
Appena li vide, Pietro mandò giù l’ultimo sorso di birra e, dopo aver poggiato la bottiglia sul cofano di una macchina parcheggiata di fronte a lui, si rivolse a Gabriella, che, nel frattempo, nonostante il freddo di dicembre che li avvolgeva, si era spogliata del cappotto, restando solo con la magliettina rosa aderente, quella che metteva ‘per fare colpo’ <SexBomb, questa minigonna ti sta una favola, non l’avevo notata.. > e, avvicinandosi alla ragazza, le diede un leggero pizzico su una guancia <sono arrivati, che dici entriamo?> Gabri fece cenno affermativo con la testa, buttò un’occhio ad Ali di intesa e tutti e quattro fecero il loro ingresso al cinema. I biglietti li aveva prenotati Giammo, su richiesta della sua bella, quindi risparmiarono tutti la fila e si diressero comodamente verso la sala.
Il film prescelto era “i Vichinghi”, genere di azione: facevano da teatro antiche contee inglesi abitate da popolazioni nomadi, di ceppo germanico, in guerra tra di loro per l’impossessamento incontrastato di quelle terre. La pellicola era stata decisa dai due ragazzi, senza alcun permesso per le ragazze di replicare. Si sedettero tutti e quattro sulle poltrone secondo la disposizione – Pietro Gabriella Alice Giammo, imposta, questa volta dalle ragazze, che immediatamente avevano dettato regole sulle varie ubicazioni stanziando le loro borse sui posti centrali.
<Se il film fa schifo dopo i panini li pagate voi> asserì severa Gabriella, accavallando le sue snelle gambe con eleganza e adagiando la sua mano dalle dita affusolate sul bracciolo della propria poltrona, facendo sì che il suo gomito toccasse lievemente quello di Pietro. Pietro, nel frattempo, era rimasto per qualche istante rapito da quel movimento di lei e schiuse un sorrisetto sornione involontariamente. <Infatti! Per di più il panino lo voglio bello grande che oggi ho salt…> diceva Alice, la quale, notando la reazione di Pietro si era interrotta storcendo un po’ il naso.
<Hai saltato il pranzo, immagino, come sempre Polli..> aveva terminato Giammo, che non aveva visto proprio un bel niente e con affetto la strinse a sé, avvolgendola con un braccio. Le luci della sala di spensero, lo schermo si illuminò.
Quell’ora e mezza trascorse piuttosto veloce, i fidanzati stettero abbracciati per tutta la durata del film, attenti ad ogni dettaglio, ogni scena, ogni discorso. Pietro e Gabriella videro solo i primi dieci minuti, giacchè lei, dopo poco, lo aveva iniziato ad accarezzare, ammaliante, prima sul viso, per poi scendere verso il collo, sfiorargli il braccio, fino a giungere sulla gamba.
Lui, accaldato, anche se parecchio timido, non aveva saputo resistere a quelle sollecitazioni e l’aveva afferrata con poca galanteria dietro la nuca, portandosela a sé con discreto ardore. Gabriella era andata a nozze e in quell’intreccio di mani e di baci si faceva scappare di tanto in tanto risatine, reazione a qualcosa di evidentemente divertente che le sussurrava lui all’orecchio. Le volte in cui Alice richiamò il silenzio non si contavano e Giammo sempre, cercando di alleviare i suoi fastidi, la stringeva più forte e le consigliava di starsene buona vicino a lui.
Il film finì. Tutti e quattro si ricomposero, ognuno con un’espressione sul volto diversa: Pietro stralunato, Gabriella soddisfatta, Giammo divertito e Alice.. imperturbabilmente seria.
<Pie’ la scena del taglio della testa del capo clan ho visto che ti ha toccato molto… Ah no, forse era Gabri!> disse Giammo ridendo, mentre donava spintarelle a Pietro lungo la schiena, camminando verso l’uscita.
<Che si fa adesso?> domandò Gabri rivolgendosi ad Ali.
Questa, si accese velocemente una sigaretta e fece spallucce. <Decide la nuova coppia!> e cacciò via dalla bocca una nuvola concentrica di fumo. <
<Va bè allora vi porto io in un posto figo!> annunciò Gabri, dirigendosi verso la macchina di Pietro dopo aver fatto segno agli altri di seguirla.
<Vai vai, vi seguo con la moto> gridò di rimbalzo Giammo allontanandosi con Ali dalla parte opposta a quella in cui stavano andando Pietro e Gabri.
<Si ma comunque chiariamo, qui non c’è nessuna coppia, Piè!> disse Gabri, una volta sola in macchina con Pietro.
<Gabriella stai tranquilla, non ti ho conosciuta mica oggi, saresti già stata la mia donna se l’avessi voluto!> rispose Pietro cambiando tranquillamente le marce.
<Qualcosa mi dice che dovrei risentirmi per quello che mi hai detto, eppure mi eccita..> e Gabri accarezzò, tra la provocazione e lo scherzo, la gamba del ragazzo intento a guidare.
<Pietro ma come ti distrai subito, dovevi svoltare lì a destra!!!>sobbalzò Gabri, in tono furbo.
Ma Pietro non rispose, non si scompose, non si lasciò coinvolgere dal gesto né dal tono della voce. Era stato distratto da una ragazza che camminava sul marciapiede, che per un momento gli era sembrata Marghe. Ma, accortosi della svista, era subito tornato a concentrarsi sulla guida.
<Va bè ora giro alla rotonda e poi mi fai vedere dove devo parcheggiare. In effetti mi sono distratto..> e a Pietro piacque l’idea che la ragazza potesse pensare di essere stata la ragione di quella distrazione.
Trovarono posto di fronte al locale che aveva come insegna una scritta al neon di colore rosso: “Bambolita”.
<Non so se mi fa pensare più ad un night club o ad un locale caraibico!> sentenziò Pietro guardando interdetto l’ingresso del locale, con la sua prepotente insegna al neon.
<Diciamo che è effettivamente un po’ entrambi!> sorrise Gabriella, entrando sicura nel locale come se ne fosse la padrona, seguita da Pietro, un po’ meno sicuro.
Giammo e Ali, arrivati seguendo gli amici, entrarono insieme a Pietro.

 

… to be continued!

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About Fiorella Todisco 55 Articles
Classe '92, laureata in giurisprudenza alla Federico II di Napoli. Ama il diritto, la letteratura, la scrittura, la musica e prova a fare di tutto un po'.