CLUSTERSUN: ricerca sonora e grossa personalità per la band catanese

A cura di Renata Rossi

Tracklist

Raw Nerve
Antagonize Me
Lonely Moon
The Whirling Dervish
Don’t Let The Weight Of Your Soul Drag You Down
Surfacing To Breathe
Emotional Painkiller
Event Horizon

 

Catania raramente si smentisce musicalmente, è una città in cui arte e cultura si respirano ovunque, in cui i musicisti sono seguiti nelle proprie aspirazioni e vocazioni. E così, dal giusto substrato, emergono band come i CLUSTERSUN, un gruppo di 4 ragazzi, Marco Chisari (Vocals & Bass), Mario Lo Faro (Guitars), Piergiorgio Campione (Synthesizers, Keyboards & Backing Vocals) e Andrea Conti (Drums) che scelgono di esprimersi con muri sonori potenti e tumultuosi propri dello shoegaze, spaziando in atmosfere post-rock- psichedeliche e cercando sempre di andare oltre i confini italici.

La indie label italiana Seahorse Recordings li nota subito e pubblica per loro l’album di debutto, Out Of Your Ego. Il frutto di un lavoro paziente e certosino viene consacrato da un tour che nel 2015 porta la band anche negli Stati Uniti.

Il 14 febbraio di quest’anno i CLUSTERSUN contribuiscono con la cover di Morningrise a Just For A Life, alla compilation tributo internazionale agli Slowdive, mentre il 19 maggio fanno uscire, sempre per Seahorse Recordings, il loro secondo LP Surfacing To Breathe, anticipato dal singolo Raw Nerve.

L’amore dei ClusterSun per i maggiori gruppi rock-shoegaze quali My Bloody Valentine, Ride, The Jesus And Mary Chain e soprattutto Slowdive, è chiaro nel loro approccio musicale.  Il tutto però viene elaborato e fatto proprio, per cui originalità e personalità arricchiscono l’intero disco, dipanandosi in episodi che più di altri impressionano chi ascolta.

In particolare la staffilata iniziale affidata a Raw Nerve, Antagonize Me e Lonely Moon, sono un ottimo punto di partenza.  La canzone d’apertura ci presenta in pochi minuti la cifra stilistica dell’intero album: muri sonori, distorsioni chitarristiche, echi e synth di matrice dream pop, danno al pezzo un tocco trascendente e insieme angoscioso. Si continua con Antagonize Me, capace di trascinare chi ascolta grazie a ritmi incalzanti e martellanti e con Lonely Moon, una ballata psichedelica piena di suoni distorti. L’ipnotismo sonoro e vocale e un tocco di prog-psichedelico sono le caratteristiche del pezzo successivo, The Whirling Dervish.

La title track è ancora ricca di suoni, effetti e ritmi ossessivi, e la musica degli altri pezzi cattura fino ad arrivare alla canzone di chiusura dell’album, Event Horizon, che, col suo incedere sinistro, sembra trasportare la mente direttamente sull’orlo di un precipizio lasciandola cadere nel vuoto, in un sound angosciante e incalzante che termina soltanto con la fine della canzone. Duro riscendere sulla terra, dopo aver ascoltato l’album: basterà comunque premere un’altra volta play per ricominciare daccapo il viaggio lungo otto tracce.

In disco dei Clustersun piacerà tanto agli amanti del genere shoegaze, che ne rimarranno sicuramente entusiasti. In ogni caso, al di là dei gusti personali, il disco è costruito con suoni ricercati, attenti anche ai minimi particolari, e possiede personalità, non certo una cosa da poco per una band ancora agli inizi.

Avanti così, ragazzi!

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