“Meglio morir d’amore”: il caleidoscopio musicale di Nico Gulino

A cura di Antonio Bastanza

Vincitore di Musicultura 2017 e qui al suo disco d’esordio, Nico Gulino si presenta al pubblico con un album che difficilmente passerà inosservato agli amanti del cantautorato più classico ed elegante.

Catanese di nascita, Gulino inizia ad esibirsi presto sul territorio siciliano sostenuto da diverse formazioni locali che lo portano alla conquista di contest musicali che gli consentono di calcare palchi importanti.
Il suo primo album in uscita a Maggio per Seahorse Recordings.  “Meglio morir d’amore” è frutto dell’incontro con Denis Marino (Carmen Consoli, Luca Madonia, Gabriella Lucia Grasso) che ha curato gli arrangiamenti e Toni Carbone (Tinturia, Carmen Consoli, Luca Madonia, Marco Selvaggio) la direzione artistica.

Incapace di legarsi in maniera convenzionale allo stile tipico della musica d’autore Italiana, Gulino spazia con grande agilità tra swing e ska, ballata e tango, legando testi ironici e brillanti ad atmosfere talvolta eleganti e ricercate talvolta divertite e ballabili.

Questo caleidoscopio musicale fa sì che nello stesso lavoro coesistano l’anima gentile e romantica di “Ogni tanto” e quella amabilmente scanzonata, con quell’andamento ska da tormentone estivo, di “Il Mondo Fuori” o il tango  ruffiano e sbarazzino di “L’egocentrista”. A completare quello che a conti fatti è il disco d’esordio solo sulla carta, dato che parliamo di un cantante già fatto e finito, maturo e ben centrato sul proprio approccio alla canzone, è lo swing di “La Musica non passa”, il brano portato dal cantante Catanese a Musicultura, che, mostra una grande raffinatezza nell’aspetto compositivo, unita ad una notevole disinvoltura interpretativa.

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