“DIVENTI INVENTI” – A piedi nudi nella sabbia ascoltando Niccolò Fabi

Photostory e parole a cura di Isotta Zucchi

Niccolò Fabi è un artista che non ha bisogno di presentazioni, almeno per me. Puro, semplice, genuino, con una voce che fa bene all’anima. La prima volta che ascoltai con attenzione una delle sue canzoni scoprii una sensazione di invidia che mai avrei creduto potesse far parte di me, un’invidia per la sua capacità di rendere così denso e pesante perfino il concetto più semplice ed astratto, forte di una capacità comunicativa che solo un cuore sincero può utilizzare con tanta disinvoltura.

“Chiudi gli occhi ed immagina una gioia, molto probabilmente penseresti a una partenza… Penseresti all’odore di un libro nuovo, a quello di vernice fresca, a un regalo da scartare, al giorno prima della festa…”

Queste sono le parole di Costruire, una bellissima “poesia cantata” che abbiamo avuto l’onore di riascoltare con i piedi nella sabbia venerdì 14 Luglio a Bellaria Igea Marina (RN), durante il progetto-racconto “DIVENTI INVENTI” con cui Niccolò Fabi sta celebrando i suoi 20 anni di carriera.

Tra canzoni che hanno risvegliato un po’ di malinconia del passato e canzoni che hanno ancora addosso l’odore di nuovo, l’unica cosa certa è l’idea che in vent’anni Niccolò non abbia saputo sprecare neanche “10 centimetri” del suo talento, della sua genuinità e del suo coraggio.

Stesso talento e genuinità che mi sento di attribuire sinceramente ad Urali, che ha anticipato il concerto di Niccolò accompagnato dal sole che scompariva, riproducendo parola dopo parola quella sensazione che ogni tanto si riscopre in estate, la sensazione di serenità nell’essere lì, in quel momento, e da nessun’altra parte.

Perché per condividere le emozioni ci vuole coraggio, e forse questo è un altro motivo per esserne invidiosa.

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